Alfabeto Balestrini

Maria Teresa Carbone

Premessa. Tra Alfabeta e Zooom, attraversando le 21 lettere tradizionali dell'alfabeto (e non 26, come suggerirebbe Andrea Cortellessa, co-destinatario di numerosi fra i messaggi che cito qui sotto), questo è il tentativo di riassumere gli oltre vent'anni di amicizia e di collaborazione con Nanni Balestrini, secondo il criterio – molto balestriniano – di non scrivere (quasi) niente, lasciando fare, in questo caso, tutto a lui. Per quanto Nanni mi manchi tantissimo, e di più mi mancherà in seguito, scorrendo fra le migliaia di email che ci siamo scambiati nel tempo, sono scoppiata a ridere parecchie volte. E questo, penso, non gli sarebbe dispiaciuto.

Alfabeta

siamo realisti, alfabeta non esiste perché non può esistere una rivista di cultura fatta in questo modo, senza una redazione che la costruisca, senza un gruppo compatto di collaboratori, magari giovani, che la discuta sulla base di un programma di idee, di politica culturale. È un blog appaltato a collaboratori casuali, alcuni analfabeti, agli amici grafomani. Può essere un servizio di informazione culturale, ma allora deve essere pagato. Per cui adesso continuiamo, con tanti sacrifici e buona volontà, a arrampicarci insoddisfatti su un inutile specchio. È un peccato smettere perché abbiamo una buona testata e un buon pubblico. Dovremmo cercare di inventare una soluzione innovativa da settembre, che adesso non riesco a immaginare... (email,16 luglio 2016)

Bocca (tapparsi la)

non ti chiedo di pensare come me, pensa quello che vuoi ma tienilo per te, fa parte del buon vivere e del rispetto verso una persona non sparlare dei suoi amici e dei colleghi di lavoro – spesso nella vita è bene perfino ahimè se non cucirsi tapparsi un po' la bocca!

(email, 25 luglio 2015)

Cazzo (di cane)

fare le cose a cazzo di cane non è un insulto ma un giudizio di comportamenti, è un modo di dire che significa fare le cose in modo disordinato, insensato. Così considero il fatto di voler fare arrivare al correttore e all'impaginatore di una rivista indicazioni spesso contraddittorie da quattro persone diverse, in tempi diversi, invece che da un'unica fonte. (email, 22 giugno 2013)

Donne (intellettuali)

su Alfabeta vorrei cose direttamente incisive come quello di cui avevamo parlato: come alle donne intellettuali viene riservato il compito di parlare unicamente di problemi femminili su giornali e televisione (l'altra possibilità è far vedere il culo), contrariamente ai maschi che hanno il diritto di parlare di tutto – è questa la cosa che mi piaceva affrontata direttamente senza tante digressioni, come violenta denuncia polemica, e dovresti farmela benissimo e presto, grazie.

(email, 16 aprile 2010)

Emma

EMMA (Enciclopedia Multimediale Attiva) è il primo esempio di enciclopedia di base realizzata appositamente per Internet, utilizzando cioè tutte le risorse – testi, immagini, link, audio e video – che il web può offrire. Nata nell'ottobre 1999 all'interno del sito RaisatZoom (realizzato dalla società Ars Edizioni Informatiche per conto di Raisat) e configurata come un'opera in progress, EMMA conta a marzo 2001 circa 400 voci suddivise in ambiti tematici.

(Progetto Emma, a cura di NB e MTC, marzo 2001)

Futuro

mi sono stati insinuati dubbi sul titolo dello Speciale FUTURO ADDIO e suggerito invece INFINITO PRESENTE (che mi ricorda qualcosa) sarei d'accordo per cambiarlo, che ne pensate? (Infinito Presente era il titolo che avevo suggerito per il programma destinato a Rai5 e poi intitolato Alfabeta, ndr)

(email, 28 agosto 2015)

Gruppo 63

continuo a pensare che una sfilza di schedine tutte su libri dello stesso ambito sia una palla, basta un pezzo ampio che permette anche un discorso complessivo (a proposito di uno speciale per i 50 anni del Gruppo 63, ndr)

(email, 29 agosto 2013)

Homepage

La homepage del sito è concepita come una vera e propria copertina, che punta ogni giorno su un tema diverso e attira l'attenzione del visitatore attraverso un'immagine, un testo, un video (incipit del progetto RaiLibro/web, a cura di NB e MTC, 2001-2002)

Inquinare

continuo a pensare che Inquinare (come tema di una puntata – poi non realizzata – del programma Alfabeta per Rai5, ndr) sia buono, è una delle nostre attività più costanti, coi trasporti, con le immondizie, con le industrie – poche delle cose che facciamo non contaminano... e poi si inquinano le menti con buona parte della cultura popolare, la morale con la corruzione pubblica, i bambini... (email, 23 marzo 2014)

Litigare

oggi sono molto raffreddato, ma domani o dopo ti vedrei volentieri per andare avanti a litigare un po'

(email, 12 giugno 2013)

Millepiani

Millepiani è stato concepito come un magazine culturale che affronta tematiche di attualità partendo da libri. L’assenza di conduttore e intervistatori vuole significare il rifiuto di prendere per mano lo spettatore e guidarlo a piccoli passi nei sentieri della conoscenza. L’intenzione è di metterlo direttamente, brutalmente spesso, di fronte alle idee e agli eventi.

(progetto per il programma televisivo Millepiani, a cura di NB e MTC, Cult Network Italia, 2004-2006)

Necrologi

alfa + giornaliero non si presta a pubblicare necrologi, cosa che vorremmo anche evitare perché i nostri numerosi collaboratori hanno tutti tanti amici illustri e in buona parte sono anziani, età in cui gli eventi luttuosi sono frequenti e i necrologi finirebbero per occupare tutti gli spazi (email, 26 febbraio 2014)

Obiettivo

Resta fondamentale la critica dell'esistente, ma tentare di inventare il nuovo è un obiettivo forse più ambizioso, e probabilmente oggi anche necessario. (email, 10 novembre 2013)

Poesia

La poesia fa male (incipit di Apocalisse, testo/manifesto di NB per l'edizione 1999 del festival romapoesia, a cura di NB, MTC e Franca Rovigatti)

Quello che viene, viene

eccoci, ho riunito tutte le scelte, non è così perfetto come auspicavo, ma non è grave (...) Quello che viene viene, vorrei invece avere i mesi dell'antologia omogenei come quelli dell'anno scorso, e più o meno ci siamo (a proposito dell'almanacco di Alfabeta 2017, ndr). (email, 13 settembre 2016)

Ragionamento

ieri in treno per Milano ho buttato giù un ragionamento su una possibile rivista digitale

(orrendo termine, e sbagliato, sarebbe più esatto utilizzare la traduzione francese: numerico) (email, 26 febbraio 2014)

Stroncatura

mai qualche bella polemica o stroncatura che faccia notizia, e ce ne sarebbe bisogno, altrimenti il tedio dilaga... (email, 5 giugno 2016)

Tecnologie digitali

avevamo chiesto una serie di video sulle arti visive, non il sottobosco dei poveri fanatici illusi drogati delle tecnologie digitali – non parliamo poi dell'arte digitale che non esiste, se ne blatera da qualche decennio e non ne è venuta fuori finora neanche un'opera con un minimo di validità...
(email, 21 febbraio 2016)

Urgente

telefonami urgente (email, 14 settembre 2018)

Volontariato

volontariato per tutti e sempre, ma per quale alta, nobile impresa? almeno ci fosse da divertirsi, ma così è diventato solo una noiosa e ripetitiva perdita di tempo, veramente poco interessante. A meno che salti fuori una sconvolgente idea nuova...
(email, 16 luglio 2016)

Zooom

Sembra quasi un ossimoro, un quotidiano di libri e di cultura, e per di più online. Eppure questo è e vuole essere Zooom (presentazione Zooom. Letture e visioni in rete, a cura di NB e MTC, luglio 2003)

Adesso che facciamo i video, zooom va recuperato (email, 12 giugno 2013)

MTC: Su Zoooom l'unico difetto è che l'abbiamo fatto con 10 anni esatti di anticipo (email, 12 giugno 2013)

Questo articolo è uscito su Alias / il manifesto sabato 8 giugno 2019