Svalutazioni comparative

Roberta De Monticelli

“Preso atto dell’insussistenza di rapporti di parentela o affinità fino al IV grado tra i commissari e i candidati, o i commissari medesimi, la Commissione procede…”. Un attimo di smarrimento può attenuare la tua residua lucidità, mentre firmi anche quella pagina del poderoso verbale che sta per essere consegnato agli uffici competenti. Cosa si intenderà per affinità di quarto grado? L’interdetto misterioso che potrebbe, come il fulmine di Giove, piombare sulla fittissima trama di scambi, negoziati, accordi, ricordi, ripicche e ricatti che da anni si intreccia intorno a questa Procedura di Valutazione  Comparativa (che vuol dire concorso a posti di ruolo nell’Università italiana), e confondere in una gioiosa deflagrazione vincitori e vinti, “cordate” e corde, presidenti e segretari? Il fuoco purificatore che brucerà le novanta pagine di convergenze parallele  su cui si fonderanno la cattedra di Tizio e il destino precario e ramingo di Caio e Sempronio? La maestà della Legge si profila per un attimo, misteriosa e sublime, sopra le bassure afose dell’associazione di stampo accademico.  Breve sogno. Il plico è chiuso. La procedura di svalutazione comparativa di tutti i valori, consumata. I cellulari ricominciano a trillare festosi. Leggi tutto "Svalutazioni comparative"

La Gelmini non esiste

[Pubblichiamo qui la versione integrale dell'intervento di Pellini sull'università, apparso sul numero 3 in versione scorciata]

Pier Luigi Pellini

Che una riforma liberale possa riuscire benefica qualora sovverta le regole asfittiche di un sistema in parte ancora feudale, chiunque abbia del Marx meno deperibile una conoscenza anche rudimentale non faticherà a riconoscerlo. Nessuna pregiudiziale ostilità, dunque, nei confronti dei propositi ultra-liberisti (meritocrazia, concorrenza fra atenei, mercato delle eccellenze, tagli stipendiali ai chi non fa ricerca, prepensionamento dei baroni e perfino licenziamento dei fannulloni), ostentati dalla ministra Gelmini e dai suoi mentori pontificanti (dalle colonne del “Corriere” e del “Sole”, nonché di meno nobili fogli filogovernativi). Stupore, semmai: perché identici propositi accompagnavano, non più di quattro anni fa, le fanfare dell’ultima riforma che ha investito l’università italiana: quella targata Moratti – presidente del consiglio, allora come ora, Silvio Berlusconi. Anzi, dell’ultima Riforma: con la maiuscola. Perché non c’è parola più svuotata di senso, tradita e, diciamolo, sputtanata, nell’Italia dei gattopardi e degli ex-maoisti forzitalioti (ma sarebbe discorso lungo, che nella deriva semantica di un singolo termine potrebbe riassumere la sconfitta delle forze progressiste in Italia, dagli anni Ottanta a oggi). Leggi tutto "La Gelmini non esiste"