Boccioni, il futuro negli occhi

Umberto-BoccioniAntonello Tolve

Tra i libri che il burrascoso 2016 ha offerto al lettore, Umberto Boccioni. L’artista che sfidò il futuro è luminosa ricostruzione di una figura le cui vicende si intrecciano con i cambiamenti epocali, con un salto vertiginoso che mette da parte il crepuscolo dell’Ottocento per abbracciare l’alba elettrica del nuovo secolo.

Partendo dal novembre 1899, e cioè da quando un «giovane bruno, dal volto affilato, i capelli lisci che gli cadono in ciuffo sulla fronte, sale di corsa le scale di un vecchio palazzo di via dei Cestai, stradina del centro» di Catania e sede della Gazzetta della Sera, Gino Agnese disegna una biografia ricca e preziosa che non solo si nutre di importanti e ricercatissime fonti storiche, ma ha il potere di conquistare sin dalle prime pagine lo sguardo di chi, curioso o predisposto a questo tipo di letture, ha voglia di entrare nel mondo magico di un artista speciale. Agnese infatti, quasi a plasmare il libro come un romanzo (il romanzo di una vita breve ma intensa), ricostruisce la storia di un ragazzo che, dopo essere stato giudicato “insufficiente” in calligrafia, computisteria e disegno dagli insegnanti della Sammartino, dopo aver deciso di lasciare Catania per «trovare un varco nel giornalismo romano», comincia un'avventura creativa che lo porterà a rompere con il passato, a «riprodurre l'oggetto come sensazione», a dipingere stati d'animo, a vivere «il movimento vertiginoso della vita umana».

Roma, millennovecento è appena il secondo paragrafo del libro – il soggiorno di Boccioni a Roma «durerà quasi sette anni, fino al 1906» – e già illumina la scena con una luce entusiasmante e suadente che ha la capacità di trasformare il lettore in un testimone che assiste alle vicende di una vita, di far vedere e vivere l’incontro di Umberto («una delle amicizie più stabili e più solide di tutte la sua vita») con Gino Severini e con Mario Sironi, di far sentire l'atmosfera delle letture rivoluzionarie o di far percepire i nutrimenti di una mente in trasformazione. L’incontro fortuito con la pittura di Giacomo Balla (che diventa una guida, un maestro da raggiungere, da divorare e da lasciare nei ricordi dei vent’anni), il Caffè Sartoris sul largo di San Marcello dove frequenta la cerchia di Sergio Corazzini («il figlio del tabaccaio») e il Caffè Aragno, «all’angolo del Corso con via delle Convertite», sono nucleo e grumo di una stagione che porta Boccioni a conquistare Roma e, via via, a «sognare altre latitudini», a volgere lo sguardo verso Parigi che gli si svela nella sua straordinaria varietà: «immaginate che cos’è questa città», scrive alla madre e alla sorella Amelia. «Pensate alle migliaia di carrozze, e centinaia d’omnibus, tramvai a cavalli, elettrici, a vapore, tutti con l’imperiale e gli automobili da piazza, alla metropolitana che è una ferrovia elettrica che passa sotto tutta Parigi e i biglietti si prendono discendendo in gran sotterranei tutti illuminati a luce elettrica».

Proprio a Parigi, la città dove risiede da un po' Sironi, incontra Augusta Popoff (moglie di Sergej Berdnikoff) e nasce una curiosità, un’amicizia che muta in passione travolgente: e che spingerà Boccioni a viaggiare per tre mesi, con lei (Augusta «è incinta, di quasi tre mesi» e vuole «che Umberto l’accompagni in Russia»), «tra la rivoluzione che avanza e la reazione che contrattacca».

L’amore (e l’attenzione) per la musica, la lettura delle “note d’arte” e dei volumi – La nuova arma (la macchina), Il nuovo aspetto meccanico del mondo e L'imperialismo artistico – di Mario Morasso portano Boccioni a intuire, poi, nuove vie, a pensare che l’arte debba assumere il tempo presente.

L'uomo e la macchina, il pericolo e la velocità, l’incontro con d’Annunzio, quello intimo con Margherita Sarfatti e quello con l’amico Carlo Dalmazzo Carrà o quello con Luigi Russolo («divenimmo amici, profondamente amici»), il desiderio sempre più avvertito di «dipingere il nuovo, il frutto del nostro tempo industriale», spingono Boccioni verso la cerchia del poeta Marinetti. Il 21 febbraio 1910, grazie a Libero Altomare (nome d’arte di Remo Mannoni), «Boccioni e Marinetti danno avvio al loro sodalizio: che sarà importante nel secolo e che, in diversa misura, cambierà l’uno e l'altro». Fino a quando, dopo tante conquiste, dopo tante vittorie e dopo mille avventure, Marinetti «in lacrime, sconvolto», apprenderà che con il primo chiarore del 17 agosto 1916 Boccioni, l’artista e il grande teorico, saluta La città che sale, le Forme uniche della continuità nello spazio, l’Antigrazioso, gli Stati d’animo (Gli addii, Quelli che vanno e Quelli che restano) e non ultima Materia, plasmata dall'aria e dagli echi del mondo che è fuori, mentre la vita ormai tace.

Gino Agnese

Umberto Boccioni. L’artista che sfidò il futuro

Johan& Levi, 2016, 400 pp., € 26

pagine 400, € 29,00

alfadomenica #3 – gennaio 2017

Oggi su alfadomenica:

  • Antonello Tolve, Boccioni, il futuro negli occhi:  Tra i libri che il burrascoso 2016 ha offerto al lettore, Umberto Boccioni. L’artista che sfidò il futuro è luminosa ricostruzione di una figura le cui vicende si intrecciano con i cambiamenti epocali, con un salto vertiginoso che mette da parte il crepuscolo dell’Ottocento per abbracciare l’alba elettrica del nuovo secolo. Partendo dal novembre 1899, e cioè da quando un «giovane bruno, dal volto affilato, i capelli lisci che gli cadono in ciuffo sulla fronte, sale di corsa le scale di un vecchio palazzo di via dei Cestai, stradina del centro» di Catania e sede della Gazzetta della Sera, Gino Agnese disegna una biografia ricca e preziosa che non solo si nutre di importanti e ricercatissime fonti storiche, ma ha il potere di conquistare sin dalle prime pagine lo sguardo di chi, curioso o predisposto a questo tipo di letture, ha voglia di entrare nel mondo magico di un artista speciale. Leggi:>
  • Laura Pugno, Aldo Nove, ritratto dell'alchimista da piccoloAll’inizio era il profumo. Storia personale, e universale, dei profumi di Aldo Nove è un libro insolito, tra romanzo e saggio, tra diario e dissertazione, tanto da aprirsi su una paginetta d’istruzioni per l’uso. Di cui in realtà non ha bisogno, dato che fa esattamente ciò che il sottotitolo promette: avventurarsi di là da Proust e tra gli alberi, oltre la madeleine di tutti, per raccontare, da un lato, il rapporto personalissimo tra il suo autore – figlio di un’estetista amante dei profumi, e cresciuto tra campi di fieno e cartolerie-universo nella provincia italiana – e il mondo, rassicurante e insieme unheimlich, degli odori e delle fragranze; e, dall’altro, la storia di questo stesso mondo, davvero dalle origini ai giorni nostri, tra barbarie apparenti o reali e civiltà raffinatissime. Leggi:>
  • Simone di Biasio, John Berger, vedere la poesia:  Nel suo saggio su Leopardi del 1983, contenuto in The Sense of Sight, John Berger racconta una storiella significativa. Quando era stato in Russia, in aeroporto lo avevano perquisito due agenti, i quali trovarono per prima cosa nella borsa delle sue poesie. Uno degli agenti le lesse molto attentamente finché, prima di lasciarlo partire, con una faccia tra il serio e il faceto gli fece: «forse la sua poesia è un po’ troppo pessimistica». Con questo racconto il narratore e critico d’arte inglese si lega all’evergreen pessimismo leopardiano, che però lui definisce lucido perché include una certa pietà per se stesso, e crea un paragone straordinario fra gli scritti di Leopardi e la storia dell’arte: «illuminano terribilmente – come la lampadina elettrica nella Guernica di Picasso». Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / Scaloppine alla Mussolini:  Ho tra le mani un quaderno a righe. Copertina nera, stampato a Milano e porta la menzione “Marianna Bicchi, pietanze 1927” con l’aggiunta “scritte dalla figlia Giuliana”. Prima ricetta Carne con acciughe - Leggi:>
    Leggi:>
  • Semaforo: Architettura - Geopolitica - Zoologia  Leggi:>

Il 2017 sarà un anno cruciale per alfabeta2: dalle adesioni alla associazione che abbiamo appena varato e dalle iniziative che ci auguriamo di costruire con la vostra collaborazione, dipenderà la vitalità di quel cantiere di intervento culturale che la rivista si propone di essere, diventando un luogo di incontro virtuale e fisico. A tutti i lettori segnaliamo che a breve la lettura integrale del settimanale alfadomenica sarà possibile solo per gli iscritti all'associazione.

Leggete e fate circolare!