Abschied

[Questo articolo anticipa uno dei temi centrali del prossimo numero di "Alfabeta2"  in uscita questo mese, il tema del lavoro intellettuale nell'odierna società del terziario avanzato.]

Augusto Illuminati

Adieux au travail come il gorziano Adieux au prolétariat? Il premuroso affidamento implicito nel termine neolatino (adieu, adiós, addio, adeus) si trascina dietro un’aura di speranza spesso fuori luogo. Meglio si esprime la separazione nell’italiano commiato o congedo, che rimanda nel primo caso direttamente al latino commeatus, nel secondo passando per il provenzale comjatz-conjatz e l’antico francese congiet (moderno congé) –licenza di lasciare un servizio per qualche tempo o per sempre. Alla radice sta il verbo meare, che significa andare e venire, passare, attraversare, condurre (cfr. anche migrare) –vedi meato, tra-mite, per-meabile. Del pari esente da consolazione è l’Ab-schied tedesco, separazione secca, al massimo ricomponibile in via dialettica. Leggi tutto "Abschied"

Sillabario plumbeo

Andrea Inglese

Terrore

Questa è la lunga stagione del terrore, del terrore d’occidente, europeo, che rende l’uomo animale d’immagini, e non più animale politico. La vita stessa fa paura, nel suo minacciare configurazioni imprevedibili, fuori da ogni controllo istituzionale e individuale, fuori dalle gabbie nevrotiche, al di là di ogni depotenziamento televisivo.  I movimenti bruschi, o ampi, o maestosi, spaventano. Siamo lanciati in una partita difensiva, dove il risultato ottimale, l’unico che sia ragionevolmente perseguibile, è un pareggio. Vivere fa paura. I cacciatori d’immagini, che noi tutti siamo, non vogliono saperne del presente, della sua materialità ottusa, prossima, del suo gremito senza oasi, dorature trascendenti, lampi di salvezza. Leggi tutto "Sillabario plumbeo"