La televisione fuori dalla televisione

Lello Voce

Se la televisione fosse soltanto in televisione la faccenda non sarebbe poi così grave.

Per evitare di essere mentalmente intossicati dal suo tripudio di siliconi analfabeti, dallo sciocchezzaio in pajette che ne deborda, per salvarsi dall’istupidimento coatto che provoca, grazie alla ripetizione ossessiva, e spesso urlata a squarciagola, di luoghi comuni assolutamente privati e sillogismi illogici, per scampare alla disinformazione travestita da reticentissima supposta obiettività, basterebbe un veloce switch off. Basterebbe tenerla spenta, o gettarla nella prima discarica a portata di mano, la luminescenza invasiva… E dedicare il proprio tempo alla lettura, all’ascolto della radio, ai festival, ai concerti, ai convegni, al cinema, al teatro: a tutto il resto, insomma.

Il problema è che purtroppo la televisione è soprattutto fuori dalla televisione, che anche la maggior parte di tutto il resto è ormai occupata, più o meno manu militari, dalla televisione e dalle sue evanescenti figurine sotto mentite spoglie di esseri umani: i «televisionati». Le librerie sono invase da testi del più vario analfabetismo: sportivo, velino, alla gigolò; i festival sono invasi da «alieni» che presentano se stessi solo perché sono quello che sono, cioè delle entità puramente virtuali, i concerti annegano sotto ondate di Amici. Leggi tutto "La televisione fuori dalla televisione"

Indovina che città è (un gioco estivo)

Gianluca Gigliozzi

Il gioco estivo consiste nel provare a indovinare di che città si parla. Ecco gli indizi.

È una città italiana di montagna, esiste fin dal XIII secolo ––––

Ha avuto un centro storico definito splendido che però splendido adesso non è più, almeno secondo quei canoni classici ormai vecchi che dobbiamo imparare a rigettare o perlomeno rinegoziare –––

Aveva, come tutte le città italiane più antiche, una periferia piuttosto squallida ma attualmente, dopo un ben noto evento traumatico, da quell'anello anonimo, tipico d'una modernizzazione incompiuta, si è passati a uno spazio scompaginato che combina strutture geometriche e sinuose con strati urbanistici dall'apparenza piuttosto fatiscente e dalle fattezze oggettivamente sconnesse, attorno ai quali si sviluppa però una specie molto suggestiva di deserto d'asfalto e cemento – qua e là punteggiato da funzionali parallelepipedi di materiale sintetico d'ottima fattura che racchiudono i servizi più vari, accolgono flussi d'inquieti o rassegnati, ingoiano il passaggio di rabbiosi e delusi e risputano individui conciliati e fiduciosi ––– Leggi tutto "Indovina che città è (un gioco estivo)"