We are 99. Come la folla rivendica la sovranità

Daniele Salerno

Rivolte, riots, disordini, sommosse, cortei, rivoluzioni. Sono queste probabilmente le parole più usate nel 2011 e ciò evidenzia che il grande protagonista di quest’anno è stata la folla. La differenza tra le parole evocate sta nei modi in cui la folla si forma e diviene soggetto collettivo all’interno di una scala tra il massimo grado di dispersione e il massimo grado di aggregazione. Nei disordini (per esempio quelli dell’estate in Inghilterra) la folla viene rappresentata come sfrangiata, in flusso verso i mille rivoli degli spazi urbani: essa è pulviscolare e non dotata di volontà o intenzionalità collettiva (erano casomai intenzionalità singole uguali, e quindi potenzialmente in conflitto, che si contendevano lo stesso oggetto: la roba); nei cortei la folla appare formata dalle pratiche proprie delle manifestazioni politiche: slogan, musiche e ritmi insieme a striscioni e bandiere costruiscono discontinuità regolari, oltre che spazi di parola veri e propri. Leggi tutto "We are 99. Come la folla rivendica la sovranità"