Alfagola / Suocera e nuora

Alberto Capatti

Talora, sfogliando un ricettario, l’attenzione cade su un nome curioso o incomprensibile e si legge tutta la ricetta cercando di capir meglio. Dove ho pescato i tramezzini ruba-suocere? Non sul web, dove sono presentissimi, ma in Quando cucinano gli angeli di Suor Germana (1983). L’approccio didattico è quello familiare, gestione della casa, spesa, cucina, sempre calcolando chi c’è e chi non c’è. Questo metodo ha fatto la fortuna dell’autrice, una suora che a un tempo non ha famiglia e insegna in corsi prematrimoniali, e con un libro aiuta tutti, coniugati e non. L’ho incontrata una sola volta, alla televisione della Svizzera italiana, prima nella sala del make up, poi nello studio. Attenta, riservata. Previdente, tanto da pensare ai vecchi sdentati, ai figli scout, ai fine-mese difficili, alle donne in gravidanza. La suocera entra in questa ricetta, con la nuora, per le quali il verbo rubare è a un tempo inteso come in rubacuori, sedurre, incantare, e riferito a un membro della famiglia tradizionalmente immune da tutto ciò. Il ruba-suocere è appunto una via di mezzo che non mette in gioco l’esperienza gastronomica e nello stesso tempo piace perché nuovo, giovine e tutto sommato semplice. Le numerose ricette presenti on line, vergognosamente ricopiate da Suor Germana (senza mai citar l’autrice come è d’uso), non rendon ragione di questo nome composto e non lo collocano in una cucina familiare precisa e datata. Non dimentichiamo che c’è anche la lingua di suocera, un biscottino allusivo alla sua parlantina e al modo di farla tacere in due bocconi, da servire dopo il tramezzino.

Tramezzini “ruba-suocere”

Dosi per due persone

4 fette di pan carré

20 gr di funghi secchi

10 noci

1 tazza di besciamella (20 gr di farina, 150 di burro, 20 gr di sale)

Accendere il forno a 200°. Nel frattempo preparate la besciamella. Quando la besciamella sarà cotta, unite ad essa I funghi (precredentemente messi a bagno maria in acqua calda). Mescolate.

Prendete una fetta di pan carrè, spalmate sulla fetta un po’ di besciamella con i funghi; esaurita la besciamella e le fette di pane, mettete su ogni fetta di pane coperto di besciamella qualche pezzo di gheriglio di noce.

Esaurite anche le noci mettete le fette nel forno e fatele dorare.

Servitele calde e capirete il “ ruba-suocere” !

Commento della suocera : “Il tramezzino, che c’entra ? E poi si mangia con le mani ? Io, per me, non li chiamerei così …”

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Antipasti rapidi o tartine

Autentico, inautentico, in cucina, è una questione di prodotti, di terminologia e di qualche riscontro storico. Un esempio, ai fini di un accertamento, lo trovo ne Le buone ricette dei conventi di suor Germana, un successo editoriale del 1990, ristampato con cadenza annuale da PIEMME, poi da Mondadori ed oggi – finalmente! – fuori catalogo. Ecco, in apertura, i primi cinque dei venti antipasti rapidi o tartine

Crema formaggio e noci tritate
Spruzzo di maionese e gamberetti lessi
Senape e fettine di würstel
Fettina di salmone e dischetto d’uovo sodo
Ricciolo di burro, ravanello e cimetta di prezzemolo

Si era all’inizio di un ventennio che sarà segnato da origine e filiera dei prodotti, qui anonimi, senza marchi né marche. Tutti quelli citati erano e sono presenti nel supermercati, in vaschetta di plastica (formaggio), in tubo (maionese), in confezione sottovuoto (würstel) o surgelata (gamberetti), in busta plastificata (salmone affumicato). Ed i conventi? o non sono quelli di una volta, o, con l’invecchiamento, non distinguono alimenti che non potrebbero, dato il calo delle vocazioni, produrre. Si riforniscono anch’essi al supermercato? Suor Germana sembra confermarlo. Le botteghe di quelli più famosi, vendono ai turisti tisane, creme, derrate alimentari prodotte e imballate altrove, compresa l’etichetta.

Per protesta, anzi emulazione virtuosa, vi dovrete per questo antipasto pasto, cercare i sostituti che potrebbero essere

 Piada squaquerone (e noci)
Maionese, gamberetti e taralli
Filone casereccio con ciauscolo
Salmone norvegese affumicato, uovo sodo e pane da smorrebrod

Quindi: acquistare del vero squaquerone e delle noci (ma disponibili solo nella seconda metà di settembre); preparare una maionese in casa e unirla a gamberetti comprati in pescheria; spalmare del ciauscolo marchigiano sul filone locale; procurare del salmone norvegese e dell’uovo fresco di giornata. Quattro pani diversi e non pan carré sotto cellophane. Vi risparmiamo il ricciolo di burro perché manca oggi nelle case, ma non su internet, l’attrezzo a semicerchio dentato.

Cliccate, omettendo “Suor Germana” e “conventi”, e troverete qualche sostituto. Altrimenti viaggiate alla ricerca dei prodotti che, ammaestrati, eviterete di chiamare conventuali.

*Lo speciale ricettario estivo di alfa+più è a cura di Alberto Capatti