Il Mondiale del capitalismo planetario

Alessandro Robecchi

Citiamo i classici. Giovanni Trapattoni: «Non sempre la palla è rotonda, certe volte c’è dentro un coniglio». Era per dire che a volte, nel calcio, caso, rimpalli, zolle sconnesse, piedi storti e culo, inteso come fortuna, fanno la differenza. Ma quella frase-cardine dell’onirica semantica trapattoniana, può servire anche ad altro: per esempio a spiegare i mondiali sudafricani, i duecentoquattordici paesi collegati via satellite, le settantatremila ore di trasmissioni tv, i trenta miliardi di telespettatori (audience cumulativa del Rito). È vero: nel pallone c’è un coniglio, ed è il grasso coniglio del mercato.

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