Un quartiere che scommette sulla cultura

Ex Cinema Palazzo ˗ Sala Vittorio Arrigoni

 Il disegno era semplice e ben orchestrato. San Lorenzo, da sempre simbolo della Resistenza e dell’attivismo a Roma, negli ultimi anni è stato al centro delle cronache solo per storie di degrado, di movida e di spaccio. Diamogli il colpo finale e apriamoci un casinò. Naturalmente senza alcun tipo di autorizzazione.

Ma a volte anche i piani ben orchestrati falliscono… Sì, perché passando davanti alle saracinesche abbassate dell’ex Cinema Palazzo in molti si chiedevano quale sarebbe stata la prossima destinazione di questo edificio che era stato prima teatro-cinema, poi sala biliardo, infine Bingo. Leggi tutto "Un quartiere che scommette sulla cultura"

Network. Le corna e la P38

Ivan Carozzi

Qualche tempo dopo la mia iscrizione a facebook, circa due anni fa, mi sono trovato a navigare di profilo in profilo, allontanandomi molto dalla cerchia dei miei contatti, fino a guadagnare il mare aperto infinito. Mi sono immerso, spesso in notturna, dentro una profondità sociale interminabile e sconosciuta, traboccante di status, applicazioni, gruppi, «mi piace», immagini. È soprattutto tra le immagini che mi sono impigliato. Tra le centinaia di foto postate dagli utenti più giovani, quelli della generazione nata tra gli anni Ottanta e Novanta, ho notato la ricorrenza costante, indubitabile, di un preciso gesto della mano, e cioè: la mano viene portata in alto, spesso in zona «saluto romano», mentre il dito pollice, indice e mignolo, vengono sollevati a formare una sorta di entità a tre punte, o meglio: a tre corna. Leggi tutto "Network. Le corna e la P38"

Dalle scienze del lavoro alle politiche del lavoro

Intervista di Stefano Lucarelli a Cristina Tajani

Il mondo del lavoro è al centro della tua formazione scientifica (la tua tesi di laurea in economia è sulla precarietà, sei dottore di ricerca in Scienze del lavoro e su questi temi collabori con l’Università Statale di Milano) e della tua attività politica (hai fatto parte della segreteria della FLC-CGIL di Milano). Mi pare che l’economics pretenda di essere l’unica disciplina capace di dire cose rilevanti sul lavoro. Sei d’accordo?

Nel mio percorso di studi e di ricerca mi sono spostata da un approccio squisitamente economico (sebbene con una forte impostazione eterodossa) a uno sociologico. L’oggetto principale di osservazione è rimasto lo stesso: le relazioni che si danno sul mercato del lavoro. La scelta di adottare un approccio interpretativo diverso da quello della labour economics si spiega con una certa insofferenza che, dopo la laurea, ho cominciato a maturare verso la rigidità delle ipotesi su cui essa si fonda, in particolare l’ipotesi del lavoratore come ottimizzatore atomistico e l’assunzione della società come un dato esogeno. Leggi tutto "Dalle scienze del lavoro alle politiche del lavoro"

È colpa dei No Tav!

Lele Rizzo

Radici. Sono passati ventidue anni da quando per la prima volta, la Valle di Susa si è schierata contro il progetto dell’alta velocità ferroviaria Torino-Lione, e da allora, nulla è più stato come prima. Dopo due decadi abbondanti, il senso della lotta No Tav è un qualcosa che è cresciuto assieme ai bambini della valle, è maturato negli uomini e nelle donne, ha dato respiro agli anziani, anche nell’ultimo passaggio della loro vita. È genetico ci viene da dire molte volte, e probabilmente è proprio così. Per noi in tutti questi anni sono cambiate molte cose, abbiamo capito concretamente, dove sta il potere e come si manifesta. Abbiamo visto la politica istituzionale arricchirsi con il metodo socialista e l’abbiamo vista mutare nei metodi utilizzati per accrescere la sua fame di potere, ma mai l’abbiamo confusa con qualcosa che assomigliasse al progresso o alla modernità alla quale si richiama da sempre. Leggi tutto "È colpa dei No Tav!"

Laboratorio Puglia

Intervista di Paola Marino a Nichi Vendola

C’è una tua frase che circola in rete: "Poco tremontianamente puntiamo su arte e cultura per vincere la sfida al provincialismo e la guerra contro l’ideologia della paura indotta dalla recessione. Noi siamo all’opposizione della cultura come idea marginale e parassitaria". Pensi che la cultura possa essere un’arma strategica della politica?

Ruotiamo attorno a due questioni: il rapporto tra la vita e la cultura, tra la vita privata e la vita pubblica e la cultura. E abbiamo avuto l’impressione che tornasse da destra una sorta di pregiudizio nei confronti della cultura, un retropensiero: la cultura come epifania dell’intimismo, la cultura come fuga dalla muscolosa produttività dell’homo economicus, la cultura come salotto, anime belle, fuga dalla realtà. Siamo cresciuti immaginando la faccia di Goebbels che usava dire «quando sento la parola cultura metto mano al revolver». E abbiamo avuto – a partire dalla rivoluzione reaganiana in poi in tutto l’Occidente – un ritorno di fiamma di questa idea reazionaria della cultura come qualcosa di perverso, qualcosa che impedisce i doveri di una nazione con la N maiuscola. Leggi tutto "Laboratorio Puglia"

Ivan Illich, o il mito dell’istruzione

Intervista a David Cayley di Alberto Ghidini

Nato a Vienna nel 1926, Ivan Illich fu ordinato prete a Roma nel 1951 e nel 1969, dopo le censure ecclesiastiche alla sua attività di  oppositore dello «sviluppo», a suo avviso esportato nei paesi del cosiddetto «terzo mondo» come forma più raffinata e distruttiva di colonialismo, rinunciò all’esercizio pubblico del sacerdozio. Nel 1961 mise in piedi, in Messico, a Cuernavaca, il Centro Interculturale di Documentazione (Cidoc) per preparare i preti alle missioni in America latina, e ne fece uno dei luoghi più avanzati per lo studio dei problemi della società occidentale. Negli anni Settanta fu uno dei pensatori della contestazione mondiale contro le società industriali, i loro stili di vita, il consumismo, le istituzioni sociali e assistenziali. Il suo saggio più conosciuto, che lo rese celebre su scala planetaria, è (tra gli altri) Descolarizzare la società (Mondadori 1972), in cui Illich si interroga su cosa sia quella struttura creata intorno all'istruzione che prende il nome di «scuola»
avanzando una critica radicale, attuale sotto molti punti di vista, ai sistemi scolastici e alla società. Leggi tutto "Ivan Illich, o il mito dell’istruzione"

Riforme della scuola

Giorgio Mascitelli

Negli ultimi quindici anni il termine riforma ha sviluppato nel mondo della scuola una serie di sfumature e connotazioni così diverse da quelle abituali nel passato che non è azzardato affermare che questo sostantivo ha conosciuto una modificazione del suo arco semantico. Non si tratta solo dell’evidenza che la parola ha assunto, in Italia come all’estero, per insegnanti, studenti e genitori l’accezione di diminuzione delle risorse finanziarie disponibili, ma anche del fatto che spesso serve a indicare una serie di provvedimenti talvolta contraddittori, la cui natura e finalità sono oscure anche a coloro che li dovrebbero applicare. Leggi tutto "Riforme della scuola"