Alfabeta / Combattere

DOMENICA 1 NOVEMBRE ALLE 22.10 SU RAI5

VA IN ONDA LA QUARTA PUNTATA DI “ALFABETA”:

COMBATTERE

con Paolo Fabbri, Fabio Mini, Federica Giardini, Luigi Zoja, Francesco Pecoraro

Prosegue la ricerca di “Alfabeta” attorno ai concetti fondamentali della vita contemporanea. Dopo aver parlato di amore, economia e gioco, ora la lente è puntata sull’universo del conflitto e del combattimento. Come sostiene il filosofo Alain Badiou, quello che abbiamo alle spalle è stato il «secolo della guerra». Le tragedie del “Secolo breve” continuano a proiettare su di noi la loro ombra minacciosa. Alla guerra si può guardare fondamentalmente in due modi: analizzando le specificità storiche di ogni guerra o puntando l'attenzione sulle matrici archetipiche della specie umana, per le quali il combattere è un impulso non mitigabile né razionalizzabile.

Dalle spiagge della Normandia alle vallate desertiche dei territori occupati dall'Isis, dai wargames virtuali dei droni alle guerre combattute con i mezzi della propaganda mediatica, Andrea Cortellessa e «Alfabeta2» ci conducono nelle contraddizioni della grammatica contemporanea del combattere.

Ospiti

PAOLO FABBRI – semiologo

LUIGI ZOJA– psicoanalista

FEDERICA GIARDINI – docente di filosofia politica

FABIO MINI – generale dell’esercito italiano

GIULIANO BATTISTON – reporter

FRANCESCO PECORARO – scrittore

MARCO GIOVENALE - poeta

Il programma è prodotto da Boudu-Passepartout. Regia: Uliano Paolozzi Balestrini Fotografia: Duccio Cimatti Montaggio: Francesca Bracci e Martina Ghezzi.

 

Combattere / Un percorso tra i libri

Il brano letto da Marco Giovenale è tratto da Teatro di Prima (inedito)

Il brano letto da Francesco Pecoraro è tratto da La vita in tempo di pace, Ponte alle Grazie 2013

Giulio Douhet, Il dominio dell’aria. Saggio sull’arte della guerra aerea [1927], in Id., Il dominio dell’aria e altri scritti, Aeronautica militare, Ufficio storico 2002

Alain Badiou, Il secolo [2005], Feltrinelli 2006

Alberto Boatto, Della guerra e dell’aria, Costa & Nolan 1991

Paolo Fabbri, Lo sguardo dell’altro. Strategie del camouflage [2008], in www.paolofabbri.it

Franco Fornari, Psicoanalisi della guerra, Feltrinelli 1966

Sensibili guerriere. Sulla forza femminile, a cura di Federica Giardini, Jacobelli 2011

Fabio Mini, La guerra dopo la guerra. soldati, burocrati e mercenari nell’epoca della pace virtuale, Einaudi 2003;Perché siamo così ipocriti sulla guerra?, Chiarelettere 2012

Luigi Zoja, Il gesto di Ettore. Preistoria, storia, attualità e scomparsa del padre, Bollati Boringhieri 2000;Paranoia. La follia che fa la storia, Bollati Boringhieri 2011

Jean Baudrillard, in Guerra virtuale e guerra reale. Riflessioni sul Conflitto del Golfo, a cura di Tiziana Villani e Pierre Dalla Vigna, Mimesis 1991

Susan Sontag, Davanti al dolore degli altri [2003], Mondadori 2003

Piero Jahier, in La guerra d’Europa 1914-1918 raccontata dai poeti, a cura di Andrea Amerio e Maria Pace Ottieri, nottetempo 2014

Nicole Loraux, La città divisa. L’oblio nella memoria di Atene [1997], introduzione di Gabriele Pedullà, Neri Pozza 2006

James Hillman, Un terribile amore per la guerra [2004], Adelphi 2005

Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, IX, 28-30 [1532], a cura di Remo Ceserani e Sergio Zatti, Utet 2006

Grégoire Chamayou, Teoria del drone. Principi filosofici del diritto di uccidere [2013], DeriveApprodi 2014

Konrad Lorenz, L’aggressività [1963], introduzione di Giorgio Celli, il Saggiatore 1969; 2005

Primo Levi, La tregua, Torino, Einaudi, 1963; 2014

Valerio Magrelli, La guace, in Id., Disturbi del sistema binario, Einaudi 2006

Ingeborg Bachmann, Tutti i giorni [1953], in Ead., Poesie, a cura di Maria Teresa Mandalari, Guanda 1978; 2006

Paul Virilio, Bunker archéologie [1975], Les Éditions du Demi-Cercle 1991

Sun Tzu, L’arte della guerra, con un saggio di Fabio Mini, Einaudi 2014

Sabato Grasso

Paolo FabbriScreenshot from 2015-10-17 23:58:35

Credo dovremmo essere grati a Aldo Grasso, io e tutti i partecipanti più o meno coinvolti nella preparazione  del programma Alfabeta, in onda per sei puntate la domenica su RAI5.
Grasso, dalla sua posizione di giornalista, sa bene che una stroncatura o una censura può suscitare una polemica e una messa a fuoco che nella sovrabbondanza dell’informazione attrae un bene scarso: l’attenzione. Soprattutto quando tra i deprecati  “vecchi tromboni” dell’Alfabeta, vetero- e neo-, ci sono persone di cultura piuttosto note, anche se non proprio nell’ambito a cui Grasso è abituato. E’ risaputo che se ”calunniate (on line) qualcosa resterà”. L’audience?
Una gratitudine rinfocolata dalla ridondanza multimediale con cui Grasso ha voluto ribadire i suoi (s)propositi. E dall’impiego assai attuale della malalingua: il pamphlet e l’improperio. “Vecchi tromboni”,”riviste pallose”, ecc. Siamo coscienti dei molti rischi che si assume il noto opinionista del Corriere della Sera pur di favorire un programma altrimenti “di nicchia” con una messa a fuoco così virulenta. Grasso ha dovuto dare un giudizio surplace, fingere un moto d’umore alla prima uscita d’una trasmissione di sei puntate. (E’ vero che per trovare cattiva una bistecca non è necessario mangiarsela tutta, ma per mettere l'accento subito  sulla serie bisognava stringere sulla professionalità critica). Grasso ha dovuto poi simulare, nel suo giudizio sulla trombonesca  e pallosa Alfabeta2, di non sapere che l’edizione cartacea di questa rivista non esce da un paio d’anni ed è sostituita da un intervento giornaliero in rete. (E, visto che c’era, Grasso si è allargato in un giudizio sulla vecchia Alfabeta degli anni Ottanta, ideologica, pallosa, ecc., inadeguata all’oggi - notoriamente “bello e vivace”, come dice il poeta). Certo, nell’ansia di evidenziare il programma, Grasso ha dovuto ricorrere alla generalizzazione efficace: il contagio – banale Lacan, quindi Freud! E l’Argomento ad hominem: “Sei vecchio quindi trombone”. (Non poteva sottilizzare:  oltre ai senior – l’etimo di “signore” - del comitato d’indirizzo, il conduttore della tramissione Andrea Cortellessa ha venti’anni meno di Grasso).
Concludo: soprattutto apprezzabile, per il sopraddetto intento benefico, è stato simulare uno humour inabituale per un professore  ordinario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: caratterizzare tutto il programma come involontariamente comico, avendo visto solo la prima puntata. Proprio così. Grasso ha colto con una perspicacia che non è la sua - e forse senza accorgersene - un certo carattere helzapoppin della prima trasmissione. La quale si voleva appunto differente dai programmi culturali che sono l’oggetto dell'incessante ermeneutica di Grasso.
Grazie Grasso, non pensavamo di poter contare su tanta complicità. Ora è venuto il momento di guardare e valutare professionalmente tutte le puntate successive d’un programma di cui Lei avrà contribuito alla diffusione. E a buon rendere!

 

Ogni domenica alle 22.10 su Rai5, Alfabeta, programma in sei puntate di Nanni Balestrini, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa. Questa sera, domenica 18 ottobre, seconda puntata: Spendere (con la partecipazione, fra gli altri, di Antonio Negri, Elettra Stimilli, Giorgio Falco). 

Ufficio Stampa: Riccardo Antoniucci - tel. 3407642693 - email: pressboudu@gmail.com

 

Alfabeta / Spendere

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Dopo avere esplorato nel corso della prima puntata il verbo Amare, questa sera (domenica 18 ottobre 2015, ore 22.10, Rai 5) “Alfabeta” rivolge la sua attenzione a un altro vocabolo cruciale del nostro presente: Spendere. Chiusa l'epoca del consumismo, il neoliberismo ha aperto una fase in cui il denaro è un dio invisibile e onnipotente, deciso a punire una maggioranza che, nel tentativo di non farsi sommergere, ricorre al debito nelle sue innumerevoli forme contemporanee. Un meccanismo cui è difficile sfuggire, pena l'autoesclusione da una società nella quale la paura di non potere (spendere) investe ogni stagione della vita. Nelle conversazioni con Lelio Demichelis (sociologo), Elettra Stimilli (filosofa), Andrea Fumagalli (economista), Toni Negri (filosofo) e le letture degli scrittori Giorgio Falco e Lidia Riviello, Andrea Cortellessa e Alfabeta2 entrano nelle contraddizioni contemporanee del termine spendere, con uno sguardo anche a quelle forme di opposizione, che, tentando di scardinare la pulsione alla spesa, mettono in primo piano pratiche di mutuo soccorso e di solidarietà.

Spendere / Un percorso tra i libri

I brani letti da Andrea Cortellessa sono tratti da Philip K. Dick, Le tre stimmate di Palmer Eldritch [1965], Fanucci 2003; 2011; da Walter Benjamin, Capitalismo come religione [1921], in Il culto del capitale. Capitalismo e religione, a cura di Dario Gentili, Mauro Ponzi ed Elettra Stimilli, Quodlibet 2014; e da Aldo Nove,Superwoobinda [1996], Einaudi Stile Libero 2006

Il brano letto da Giorgio Falco è tratto da La gemella H, Einaudi Stile Libero 2014

La poesia letta da Lidia Riviello è tratta da Sonnology, Zona 2015

Lelio Demichelis, La religione tecnocapitalista, Mimesis 2015

Günther Anders, L’uomo è antiquato [1956], Bollati Boringhieri 2003

Max Weber, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo [1905], in Id., Sociologia della religione, Comunità 2002

Georg Simmel, Filosofia del denaro [1900], Utet 1984

Paul Lafargue, La religione del capitale [1886], Mimesis 2014

Elettra Stimilli, Il debito del vivente. Ascesi e capitalismo, Quodlibet 2011; Debito e colpa, Ediesse 2015

Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale. Uno scritto polemico [1887], a cura di Ferruccio Masini, Adelphi 1968; 1984

Michael Hardt-Antonio Negri, Impero, Rizzoli 2002

Andrea Fumagalli, Bioeconomia e capitalismo cognitivo. Verso un nuovo paradigma di accumulazione, Carocci 2007

Karl Marx, Il Capitale [1867-1910], a cura di Delio Cantimori, Editori Riuniti 1964; Lineamenti fondamentali dell’economia politica [1939-1941], La Nuova Italia 1968-1970

Guido Mazzoni, I destini generali, Laterza 2015

Jacques Lacan, Du discours psychanalitique [1972], in Id., Lacan in Italia 1953-1978, La Salamandra 1978 (cit. in Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio. Figure della nuova clinica psicoanalitica, Cortina 2010)

Walter Siti, La magnifica merce, Einaudi 2004; Il dio impossibile, Rizzoli 2014

William Shakespeare, Il mercante di Venezia [1600], a cura di Chiara Lombardi, Einaudi 2014

Michel Foucault, Biopolitica e liberalismo. Detti e scritti su potere ed etica, 1975-1984, a cura di Ottavio Marzocca, Medusa 2001.

Alfabeta – un programma TV in sei puntate

Angelo Guglielmi Paolo Fabbri Umberto Eco presentano in collaborazione con Rai-Radiotelevisione italiana e Rai5

Alfabeta

un programma in sei puntate di Nanni Balestrini Maria Teresa Carbone Andrea Cortellessa, condotto da Andrea Cortellessa

in onda su Rai5 da domenica 11 ottobre, alle ore 22.30

Quali sono i segni che caratterizzano il presente? Come è cambiata la vita rispetto a cinquanta o anche solo a venti anni fa? In che modo le trasformazioni in corso modificano la nostra prospettiva sulle persone e sulle cose? Attraverso sei verbi-cardine dell'esistenza umana, uno per ogni puntata (Amare, Combattere, Creare, Giocare, Spendere, Usare), il programma di intervento e informazione culturale Alfabeta, in onda su Rai5 alle ore 22.30 a partire da domenica 11 ottobre, compie un viaggio di esplorazione critica del tempo in cui viviamo, secondo lo spirito della storica rivista da cui prende nome e della quale non a caso condivide il comitato di indirizzo (Umberto Eco, Paolo Fabbri, Angelo Guglielmi).

In ogni puntata, della durata di 50 minuti, il verbo prescelto viene declinato alla luce dei mutamenti della contemporaneità, attraverso conversazioni nelle quali il conduttore Andrea Cortellessa dialoga con autori e intellettuali che su quel soggetto hanno lavorato: la filosofa Luisa Muraro, lo psicoanalista Massimo Recalcati, i curatori d'arte Achille Bonito Oliva e Carolyn Christov-Bakargiev, l'antropologo Marc Augé, il poeta-ministro Gilberto Gil, i giornalisti Gianni Clerici e Marco d'Eramo sono solo alcuni degli interlocutori di Alfabeta, e i loro interventi si alternano a letture di testi narrativi e poetici di autori come Walter Siti, Aldo Nove, Giulia Niccolai. Documenti visivi realizzati ad hoc e documentari d'autore da ogni parte del mondo offrono infine ulteriori spunti di approfondimento e di riflessione.