Per la liberazione dei lettori

Vincenzo Ostuni

Quando, riguardo ai destini dell’editoria libraria, voci delle istituzioni o delle grandi imprese menzionino un qualche progresso, registrato o atteso che sia, questo sarà perlopiù considerato sotto la specie della quantità; la qualità di quel che si pubblica è consegnata da quei pulpiti al regno degli epifenomeni, degli accessori; e da molti critici e analisti del settore, del resto, al tetro dominio del rimpianto e dell’impotenza, al lessico-ghetto dell’inevitabile regresso. Esplicito obiettivo del neonato Centro per il libro è che fra dieci anni il 10% degli italiani adulti legga abitualmente anziché l’8% di oggi, e il 50% almeno un libro l’anno anziché il 45% di oggi (nel 1965 era il 16,3%, magnifiche sorti). Mentre scrivo si festeggia, comprensibilmente, che il fatturato complessivo dell’editoria libraria non sia calato nel 2010 e anzi sia cresciuto dell’1,3% (gennaio-ottobre 2010 contro lo stesso periodo del 2009).

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Biogrammi 3

Gianluca Gigliozzi

Suona bene la parola cratere con cui si nomina l'area colpita dal disastro – forse fa sentire quelli che la attraversano ogni santo giorno degli audaci che affrontano un territorio zeppo d'insidie multiformi – mi ricorda la Zona dello Stalker di Tarkovskij – con spazi che mutano di continuo forma – ogni movimento imprudente comporta il rischio di finire risucchiati da tutt'altra parte, non si sa dove – e anche quando non si finisce risucchiati, quel che viene fuori da ognuno tendenzialmente è comunque e quasi sempre il peggio–––

Se mi chiedo in cosa consiste esattamente ciò che mi sconvolge di più del diario di Gombrowicz ho difficoltà a rispondere – evidentemente sono troppi i nodi inerenti al rapporto tra ego scriptor e scrittura, tra scrittore e pubblico – so solo che i conti non mi tornano – questo è forse il passaggio su cui più mi arrovello :

«La letteratura ha un doppio significato e una doppia origine: nasce dalla pura contemplazione artistica e dalla disinteressata ricerca dell'arte ma, nello stesso tempo, è anche una personale battaglia dell'autore contro la gente, l'arma con cui combatte per affermare la propria esistenza spirituale. È qualcosa che matura in solitudine, una creazione per la creazione, ma anche un fatto sociale, l'imposizione di se stessi alla gente, anzi la creazione pubblica si sé stessi con l'aiuto degli altri» (vol. I, p. 210) | : – | –––––––– Leggi tutto "Biogrammi 3"