Viaggio nell’Italia del lavoro non-salariato 2

[Diamo spazio ad alcuni interventi postati recentemente su "PrecarieMenti", blog che si definisce "uno spazio dedicato a tutti i lavoratori precari che operano tra istruzione, ricerca ed editoria".]

Valentina Fulginiti

Il lavoro dei tuoi sogni

Molti iniziano da un tirocinio per acquisire competenze pratiche in ambiti dove hanno poca o nessuna esperienza, nella speranza di portar via almeno un po' di preparazione specifica, di imparare concretamente come funziona una biblioteca, un museo, un teatro, una redazione, un ufficio stampa.  Altri, invece, sognano di acquisire le competenze pratiche tralasciate in corsi di studio umanistici, tradizionalmente pensati come anticamera per una carriera di insegnanti e nulla più. Ma c'è anche chi si adatta allo stage per svolgere lavori ai quali non aveva mai pensato, e che non c'entrano nulla con la propria formazione. In casi simili, lo stage è semplicemente il nome di comodo dato a un contratto che non verrà mai firmato. In parole povere, una truffa per risparmiare sui contributi e dribblare qualsiasi obbligo contrattuale. Leggi tutto "Viaggio nell’Italia del lavoro non-salariato 2"

Viaggio nell’Italia del lavoro non-salariato 1

[Diamo spazio ad alcuni interventi postati recentemente su "PrecarieMenti", blog che si definisce "uno spazio dedicato a tutti i lavoratori precari che operano tra istruzione, ricerca ed editoria".]

Valentina Fulginiti

Non è un problema solo italiano, quello degli stage e dei tirocini gratuiti. Se persino tra le vacche smagrite degli USA la concorrenza tra i laureati prende spesso la forma della possibilità di lavorare gratuitamente, figuriamoci in Italia, con la disoccupazione giovanile più alta d'Europa (28,2% a febbraio 2010). Sono un esercito che fa surf sopra e sotto le statistiche: disoccupati, inoccupati, in cerca di prima occupazione, studenti, neo-laureati e diplomati allo sbaraglio, dentro e fuori la formazione e (spesso) con le valigie pronte. Stagisti, tirocinanti, volontari: come chiamarli? Anche all'interno della redazione di PrecarieMenti un po’ di dibattito c'è stato. “Il lavoro non può essere gratuito, per principio”, è l’obiezione che si affaccia alla mente di chi lavora nella cultura, sperimentando quotidianamente la fatica di veder riconosciuta come una professione ciò che molti vorrebbero considerare un hobby. Leggi tutto "Viaggio nell’Italia del lavoro non-salariato 1"

I professori Rüf dell’università italiana

[Diamo spazio ad alcuni interventi postati recentemente suPrecarieMenti, blog che si definisce "uno spazio dedicato a tutti i lavoratori precari che operano tra istruzione, ricerca ed editoria". Come già messo in luce da articoli apparsi sul numero 1 di "Alfabeta2" e dalla discussione proseguita sul sito, la domanda sullo statuto odierno dell'intellettuale non può che prolungarsi nella domanda sul lavoro intellettuale diffuso e sulla sua condizione salariale e contrattuale precaria. Ed è proprio a questo tema che sarà dedicato il numero 2 della rivista, in uscita il 15 settembre. Sito web: "PrecarieMenti"]

La Redazione di PrecarieMenti

In questi giorni la creazione dell’Anvur, agenzia di valutazione della qualità della ricerca ha sollevato critiche serrate, specie in risposta ad un articolo comparso sul Corriere della Sera. Si discute in sostanza della possibilità di recuperare fondi per l’inserimento di una nuova generazione di ricercatori e docenti abbassando il pensionamento dei docenti universitari a 65 anni di età, equiparandolo quindi non solo all’età pensionabile in questo paese, ma all’età in cui in altri Paesi europei ed extraeuropei è chiesto ai docenti di lasciare il posto ai più giovani. Inoltre, un sistema di valutazione della ricerca che adotti criteri standard europei garantisce che il governo distribuisca i fondi in base ad una graduatoria creata sulla base di un criterio di produttività degli atenei e di qualità della ricerca ivi prodotta.
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Soggetti politici e/o soggetti economici: l’esodo verso la Rete del lavoratore intellettuale non garantito

[Proponiamo un articolo postato sul sito Precariementi, lunedì, 26 luglio 2010]

Claudia Boscolo

In un articolo apparso sul n° 1 di Alfabeta2 (luglio-agosto 2010) e in seguito riproposto sul lit-blog Nazione Indiana, Andrea Inglese tratta alcuni temi che sono di interesse anche ai lettori di PrecarieMenti.
La prima questione posta dall’autore riguarda i criteri secondo i quali sia valutabile in termini di qualità il contributo effettivo del lavoratore intellettuale all’interno di una società in cui il declino dell’istituzione che tradizionalmente ne legittimava il lavoro non è più in grado di garantirne il ruolo e la giusta retribuzione. Inglese rivolge il proprio discorso all’università, ma in questa sede si può allargarlo e includere la scuola fra le sedi che legittimano il lavoro dell’intellettuale e fra i canali preposti a diffondere la conoscenza, visto che se il problema è il ruolo dell’intellettuale in Italia oggi, in Italia la docenza universitaria in moltissimi e illustrissimi casi storicamente giunge dopo un lungo apprendistato nei licei Leggi tutto "Soggetti politici e/o soggetti economici: l’esodo verso la Rete del lavoratore intellettuale non garantito"