La Gelmini non esiste

[Pubblichiamo qui la versione integrale dell'intervento di Pellini sull'università, apparso sul numero 3 in versione scorciata]

Pier Luigi Pellini

Che una riforma liberale possa riuscire benefica qualora sovverta le regole asfittiche di un sistema in parte ancora feudale, chiunque abbia del Marx meno deperibile una conoscenza anche rudimentale non faticherà a riconoscerlo. Nessuna pregiudiziale ostilità, dunque, nei confronti dei propositi ultra-liberisti (meritocrazia, concorrenza fra atenei, mercato delle eccellenze, tagli stipendiali ai chi non fa ricerca, prepensionamento dei baroni e perfino licenziamento dei fannulloni), ostentati dalla ministra Gelmini e dai suoi mentori pontificanti (dalle colonne del “Corriere” e del “Sole”, nonché di meno nobili fogli filogovernativi). Stupore, semmai: perché identici propositi accompagnavano, non più di quattro anni fa, le fanfare dell’ultima riforma che ha investito l’università italiana: quella targata Moratti – presidente del consiglio, allora come ora, Silvio Berlusconi. Anzi, dell’ultima Riforma: con la maiuscola. Perché non c’è parola più svuotata di senso, tradita e, diciamolo, sputtanata, nell’Italia dei gattopardi e degli ex-maoisti forzitalioti (ma sarebbe discorso lungo, che nella deriva semantica di un singolo termine potrebbe riassumere la sconfitta delle forze progressiste in Italia, dagli anni Ottanta a oggi). Leggi tutto "La Gelmini non esiste"