Che cosa “dobbiamo tenerci”?

[questo articolo è apparso originariamente il 13.06.2009 sul sito goodwin box]

Massimo Amato

Il professor Alesina ha scritto, il 20 maggio sul Sole 24 Ore, un articolo che condanna l’intervento della politica in economia basando tale condanna su una rilettura fortemente critica del New Deal, del dirigismo che quest’ultimo implicherebbe, e sopratutto sulla equiparazione fra dirigismo e politica tout court.   Su queste basi la sua conclusione non può francamente stupire: «Il capitalismo anglosassone, fondato sul mercato, continuerà a essere quello che produce piu crescita. Teniamocelo.» Leggi tutto "Che cosa “dobbiamo tenerci”?"

Il dominio della microeconomia

Augusto Graziani

Il consumatore e il produttore al centro, come chiave di spiegazione del sistema economico: i miti e le ideologie dell'analisi tradizionale, oggi in grande auge, e fondamenti del modello contrapposto, che va dai classici a Keynes e Schumpeter. [Da "Materia prima", supplemento a Il manifesto 14/09/ 2000 pp. 13-14]

Come ogni campo di studio, anche la scienza economica si presenta come disciplina a molte facce: una base teorica, cui si aggiunge la storia delle idee economiche, la storia dei fatti economici del passato, lo studio dei fenomeni reali di oggi (economia agraria, industriale, urbana, territoriale, e via dicendo). Il primo quesito è dunque in quale misura tanta varietà di studi deve essere contenuta in un corso universitario di Economia; quesito più che giustificato, dal momento che in molti casi un corso di Economia (annuale in alcune Facoltà, biennale in altre) può restare l'unico insegnamento impartito allo studente nel corso dei suoi studi.

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Alcune ipotesi contro-fattuali sulla presente crisi

Luigi Pasinetti

Nonostante l’ottimismo di maniera di chi ci governa, la crisi è tutt’altro che finita. Morde sul lavoro, sui pubblici bilanci, addirittura sull’euro. Troppi economisti ci hanno rassicurato dicendo che in fondo si trattava solo di una increspatura di superficie: presto sarebbe tutto ripreso come prima. E oggi abbiamo invece la sensazione che se abbiamo evitato il «grande crollo» (con un intervento obbligato di 800 miliardi di dollari del governo Usa), rischiamo disoccupazione e una «grande stagnazione» di lunga durata. Leggi tutto "Alcune ipotesi contro-fattuali sulla presente crisi"