Anomalie palestinesi

Nicola Perugini

A molti palestinesi i conti cominciano a non tornare. “Possibile che tutti intorno a noi si stiano liberando e cercando di liberare con forza da regimi oppressivi e a noi invece non tocchi nemmeno uno spiraglio di sole?”. Formulato in vari e differenti modi, questo sembra essere una sorta di sottofondo – un’anomalia – che accompagna la vita in Palestina negli ultimi mesi. Tutti abbiamo seguito e stiamo seguendo gli avvenimenti tunisini, egiziani, libici, yemeniti, bahreiniani, siriani… Possibile che le catene scricchiolino da tutte le parti intorno a noi e che le nostre catene di fattura israeliana siano più salde che mai? Un amico mi dice: “Noi palestinesi siamo sempre il risultato di qualcosa. Non saremo noi a dare il via a una rivolta, sarà la rivolta che verrà da noi”. Leggi tutto "Anomalie palestinesi"

L’Egitto è in Palestina

Nicola Perugini

Un carissimo amico mi scrive chiedendomi: “Tu che stai in Palestina sei in un punto di osservazione privilegiato. Chi meglio di te, da lì, potrebbe scrivere qualcosa su quello che sta succedendo in Egitto e nel resto del mondo arabo?”. Scrivere di Egitto, di Tunisia, di Libia, proprio da qua, dalla Palestina, è forse una delle cose più difficili e incentivate per chi si interessa di “mondo arabo”. Di geopolitica non voglio intender(men)e, quindi non resta che sottoporre al mio cannocchiale pochi significativi passaggi palestinesi legati a eventi già saturi di racconti come quelli del “mondo arabo in ebollizione”. Leggi tutto "L’Egitto è in Palestina"

L’occupante e l’invasore

Ilan Pappé

Il sionismo ha avuto origine da due spinte sinergiche logiche e giustificate. La prima è stata il desiderio di trovare un porto sicuro per gli ebrei dell’Europa orientale e centrale, dopo decenni di persecuzioni antisemite – e verosimilmente anche il presentimento che il peggio dovesse ancora venire. La seconda spinta è stata la ridefinizione della religione ebraica come movimento nazionale, sotto l’influenza della «Primavera dei popoli» alla metà del XIX secolo.

Quando i leader del movimento decisero, per ragioni che qui non si possono spiegare nel dettaglio, che l’unico territorio in cui queste due spinte potevano trovare risposta era la Palestina – dove viveva già quasi un milione di persone – quel movimento si trasformò in un progetto coloniale. Leggi tutto "L’occupante e l’invasore"

Israele-Palestina, uno Stato unico

Ghada Karmi

Viviamo in un’epoca curiosa, come recita il detto cinese. Come altro descrivereste il paradosso di un processo di pace israelo-palestinese che non porterà pace alcuna? I colloqui iniziati a Washington il 2 settembre sono l’ultimo capitolo di una lunga storia che va avanti da così tanto tempo che la maggior parte della gente ha dimenticato di cosa si tratta. Il ‘processo di pace’ è diventato parte del paesaggio politico, un tratto familiare del conflitto israelo-palestinese, perseguito come un fine in se stesso. Fino a quando le due parti «dialogavano», sebbene senza risultato, questo ha sollevato gli uomini politici dalla responsabilità di un’azione concreta. Un nuovo Presidente degli Usa, consapevole del fallimento di tutti i precedenti tentativi di raggiungere un accordo, sembra determinato a impegnarsi sulla questione. Leggi tutto "Israele-Palestina, uno Stato unico"