Alfagiochi / Estate Merulana 2

Antonella Sbrilli

Ebbene sì, le scale riprodotte nella foto della scorsa rubrica erano un particolare del dipinto di Donghi, Gita in barca, conservato nella collezione Cerasi, esposta a Roma a Palazzo Merulana.

Il quadro risale alla metà degli anni Trenta ed è un esempio della capacità del pittore romano Antonio Donghi (1897-1963) di fermare un episodio di vita all’aperto, trasformando le persone e la natura in smalti e cristalli.

Lo hanno individuato con occhio da conoscitore diversi lettori e lettrici, che hanno accostato all’immagine citazioni più o meno “giudiziose”.

Su Instagram, sabston23 rievoca Dante e le scale dell’esilio, con un accenno alla situazione politica attuale.

Dal suo account Twitter @caro_viola, Viola Fiore sceglie di accompagnare la Gita in barca con una frase di Gadda: “dalla fossa, o dalle pozze, un amoroso crocidare di ranocchie, a sera, a giugno, verso l’estate imminente”. Una citazione molto adatta, perché offre un sonoro alla scena immobile di Donghi, pescandola nelle pagine dello scrittore che - con il suo Pasticciaccio brutto de via Merulana - ha reso la strada che unisce San Giovanni e Santa Maria Maggiore un immancabile luogo letterario.

Per questa settimana, rimaniamo ancora su questo quadro, nella sua interezza.
Chi è a Roma, può andarlo a vedere dal vero in via Merulana 121; tutti possono partecipare all’invito di immaginare in che racconto, in che film potrebbe stare la scena rappresentata.

L’indirizzo a cui scrivere è sempre redazione@alfabeta2.it; su Instagram e Twitter account @alfabetadue e hashtag #alfagiochi.

Infine, una segnalazione: da oggi domenica primo luglio e fino alla notte bianca del 7 luglio 2018, presso la Rocca Sinibalda, castello rinascimentale nella Valle del Turano (Rieti), si svolge Endecameron 18. Il giorno dopo la fine delle storie. Un gioco di narrazione e performance, che vede coinvolti una decina di artisti nell’elaborazione di un tema classico e gotico allo stesso tempo: come affrontare l’arrivo della peste nel castello, usando le forme del racconto, le arti plastiche, la performance, e anche l’aiuto dei social network?
I lavori nella Rocca Sinibalda si possono seguire su Twitter, Instagram e Facebook seguendo l’account @endecameron.

Alfagiochi / Estate Merulana

Antonella Sbrilli

Mentre la settimana scorsa ci interrogavamo sull’arte francese (vedi sotto le risposte), a Roma aveva aperto da poco i battenti Palazzo Merulana, uno spazio museale monumentale, che mette in mostra una collezione sceltissima di pittura e scultura italiana del Novecento (soprattutto degli anni Venti e Trenta), restituendo al tessuto urbano un edificio storico a lungo abbandonato.

In via Merulana 121, dove per decenni i passanti si sono imbattuti nei ruderi dell’ex Istituto d’Igiene, c’è ora il nuovo palazzo, che riprende il ritmo spaziale, l’immagine e in parte i materiali di quello originale.
Il recupero dell’edificio è stato realizzato dalla SAC, la Società Appalti e Costruzioni fondata nel 1968 dall’imprenditore Claudio Cerasi, che è anche il collezionista – insieme alla moglie Elena – che ha raccolto negli anni le opere esposte ora nel Palazzo. Grazie a un accordo fra pubblico e privato, la struttura ha iniziato dunque a funzionare come museo e luogo culturale, la cui gestione è affidata a CoopCulture e prevede, nel prossimo futuro, un programma di esposizioni e attività performative, letture, laboratori, incontri, imperniati sulla scena romana, sia nella prospettiva della storia, sia in quella del presente multietnico che popola la zona di via Merulana, fra Santa Maria Maggiore e San Giovanni.

Un appuntamento da segnare in agenda è sicuramente quello di lunedì 25 giugno 2018, quando proprio nellAttico di Palazzo Merulana (alle ore 18) si presenta il volume 68 sociale politico culturale, a cura di Nanni Balestrini, Franco Berardi Bifo e Sergio Bianchi, il libro edito da DeriveApprodi che “Alfabeta2” regala ai suoi associati.

Unoccasione per ragionare insieme con gli autori su un tratto di storia recente del Novecento, standosene allultimo piano di un palazzo che affaccia su una strada che ha ospitato storie e finzioni (Il Pasticciaccio), vestigia di oriente (l’ex Museo “Giuseppe Tucci”) e di esoterico (la Libreria delle Occasioni fondata da Amedeo Rotondi, alias Voldben).

La visita alla collezione Cerasi di Palazzo Merulana è a sua volta un viaggio in zone dell’arte italiana che - per stile e soggetti - evocano situazioni sospese ed enigmatiche: negli interni di Casorati e di Donghi, nelle scene sul fiume di Capogrossi, nelle nature morte di Francalancia, la perizia della pittura fa precipitare chi guarda nell’illusione quasi magica di una realtà parallela.

E il gioco di questa settimana?
Ci siamo fatti prendere dall’atmosfera di molte delle opere esposte, piene di dettagli che sembrano introdurre a racconti condensati in una sola immagine.

Nella figura che accompagna questo articolo, si vede una scala di alcuni gradini, tratta dallo sfondo di un quadro della collezione Cerasi: difficile individuarlo se non si è visitata la galleria, ma i giocatori e le giocatrici non sono sfidati a riconoscerlo. L’invito è a immaginare e raccontare una scena che si svolge intorno a questo dettaglio, dandogli un titolo adeguato.

L’indirizzo a cui scrivere è sempre redazione@alfabeta2.it; su Instagram e Twitter account @alfabetadue e hashtag #alfagiochi.

Il gioco della scorsa rubrica

Seguendo le tracce della fantasia ricreatrice di Marcel Duchamp (rivisitate da Maurizio Calvesi nel libro Duchamp invisibile, Maretti editore 2018), nella scorsa rubrica abbiamo giocato con gli anagrammi di uno degli pseudonimi del grande artista francese: “Marchand du sel”, in italiano “mercante del sale”.
Alcune proposte di anagrammi si possono leggere in calce all’articolo https://www.alfabeta2.it/2018/06/03/alfagiochi-duchamp-e-calvesi-al-certamen-del-se/

Fra queste, quella di Giacomo costruisce una storia che ha inizio “nell’esame di arte c.” e termina distruttivamente con “LSD e mente lacera”.

Altri anagrammi sono arrivati via Twitter da Luigi Scebba, che trova nelle 15 lettere del “mercante del sale” una pertinente “scena delle trame” e da Sandra Muzzolini, che le rimescola in “stende caramelle”, una frase solo in apparenza estranea a Duchamp: per una sua mostra a Parigi nel 1953 l’artista infatti fece offrire ai visitatori caramelle avvolte in una carta stagnola che riportava proprio un suo gioco di parole (“A Guest + A Host = A Ghost”).

Infine, mentre il numero di Alfabeta2 era in chiusura, Viola Fiore (@caro_viola) ha inviato via Twitter la sua elaborazione di "Mercante del sale", proponendo due anagrammi con cambio di consonante: "scelleratamente", "mente scellerata" e un anagramma a scarto: "Le scelte d'amare". Grazie a chi ha giocato anche stavolta.