Strike, occupy, shut down! Occupy Oakland oltre lo sciopero generale

Intervista ad Alessandro De Giorgi, professore presso il Department of Justice Studies, San José State University, California.

A cura di Claudia Bernardi e Paolo Do

Negli ultimi giorni stiamo assistendo a un'inedita intensificazione del movimento Occupy. Non si tratta soltanto di una maggior diffusione delle occupazioni su tutto il territorio statunitense, piuttosto, la West Coast, in particolare Oakland, sta assumendo nuova centralità, qualificandosi come lo spazio più interessante per la capacità di rilanciare sul terreno delle pratiche e della composizione. Qual è il contesto specifico in cui nasce questa occupazione?

Oakland è una città dalla storia straordinaria, attraversata da profondissime contraddizioni socioeconomiche che si sovrappongono a quelle razziali; il suo passato è fatto di lotte sociali e mobilitazioni radicali. Qui sono nate le Black Panters, partendo dai programmi d’intervento sociale nel quartiere, per poi trasformarsi nel partito rivoluzionario che tutti conosciamo. Oakland è il luogo dove tutto questo è iniziato. Una città che, nonostante abbia subito gli effetti della feroce ristrutturazione capitalistica degli anni Ottanta, ha mantenuto un fortissimo tessuto di attivismo sociale. Leggi tutto "Strike, occupy, shut down! Occupy Oakland oltre lo sciopero generale"

Occupy Wall Street? Occupy USA!

Claudia Bernardi

Il movimento #Occupy è balzato negli ultimi giorni all’attenzione di tutti media, troppo spesso con la riduttiva equiparazione a generica riproposizione di indignados, mentre la sua specificità sta sia nella composizione proliferante ed eterogenea di singolarità sparse, collettivi vari e associazioni, sia nell’aver individuato in Wall Street l’artefice stesso dello sfruttamento che continua a speculare sull’indebitamento di milioni di persone. La parola d’ordine We’ve had an Arab Spring. Now we’re hoping for an American Fall—and the fall of the American empire va ben oltre i maldestri tentativi di recupero di questi tumulti in chiave neo-obamiana, delineando piuttosto il basso delle pratiche di governo di cui i mercati finanziari sono l’alto. Leggi tutto "Occupy Wall Street? Occupy USA!"

Osservatorio Tumulti

[Questo testo introduce una serie di contributi sul tema del tumulto. I primi che pubblichiamo, di Federico Campagna, Gabriele Pedullà e Alberto De Nicola, riguardano i disordini che dal 6 al 10 agosto 2011 sono scoppiati in diversi quartieri di Londra e di altre città della Gran Bretagna.]

Augusto Illuminati

Con il titolo Le virtù del tumulto. La rivolta tra esodo e rivoluzione si è svolto nei mesi tra febbraio e maggio presso Esc Atelier il seminario annuale della Libera Università Metropolitana (Lum), il cui programma completo è reperibile sul sito «alfabeta2», mentre le videoriprese di relazioni e dibattiti sono disponibili sul sito www.lumproject.org/.

(22 dicembre 2010, gli studenti romani sfilano sulla Tangenziale est. Foto di Martina Cirese)

Il progetto era di mettere a tema l’idea di trasformazione radicale nelle forme nuove dettate, per un verso, dalla riluttanza del capitalismo finanziarizzato ad accettare regole e dall’inclinazione a usare in modo permanente la crisi come produzione di valore, per l’altro dall’evidente fallimento del riformismo keynesiano versione socialdemocratica oppure Obama. Durante la preparazione – sconvolgendone assunti e operatori, che sono militanti dei movimenti – è sopravvenuto prima il ciclo delle mobilitazioni studentesche contro la legge Gelmini, accompagnato da analoghe battaglie a Londra e in altre situazioni europee, poi quello, tuttora in corso, delle insorgenze nel Maghreb e nel Mashrek, di cui non è sfuggita la profonda consonanza con quanto accadeva sull’altra costa del Mediterraneo: un esempio per tutti, il ruolo dei diplômés chômeurs nelle manifestazioni tunisine. Leggi tutto "Osservatorio Tumulti"