Meditazioni sugli animali: la mosca 1

Anna Lamberti-Bocconi

Pensate alla mosca. Centomila specie di questo insetto per niente amato diffuse in tutto il mondo. Centomila diversi tipi di mosche moltiplicate per infinità di uova, larve, nuove giovani mosche. Con le ali velocissime e gli occhi prismatici, psichedelici. Un’eutrofia della vita.

Eppure tra gli insetti non è il ragno, con la sua tela da horror; non la cupa falena che va alle fiamme con un teschio stampigliato sul dorso; non è la zecca succhiasangue, non il pidocchio che infesta i capelli di bambini degradati, non la pulce di cani altrettanto miseri, non la cimice maleodorante, non la dorifora portatrice di terribili carestie, no: se dev’esserci un insetto a simbolo della morte e dei suoi scenari di disfacimento, quello è la mosca. Leggi tutto "Meditazioni sugli animali: la mosca 1"

L’imitazione della merce 3

Guido Caserza

PARTE TERZA- dialogo ipologico fra i due maestri (parte B)

Torniamo al punto di partenza: quando arrivano ai grandi centri commerciali (towns of trade) le merci giungono al termine della loro corsa. Ecco il caso in cui esse dormono e sognano.

No. Mentre, con parole altisonanti, per inebriare l’uomo, dicono «abbiamo terminato la nostra corsa, abbiamo mantenuto la fede; ora non ci resta che attendere la corona di giustizia che ci darà il nostro idolo» - mentre dicono ciò, le merci iniziano una nuova corsa, dentro il cuore dell’uomo.

Ed esse, viaggiando diuturnamente, colmano le regioni deserte e le solitudini del tempo e dello spazio.

E la loro dolcezza è tale che a qualsiasi oggetto le si congiunga, persino alla morte, le si ama.

È allora che l’uomo dorme e sogna, mentre le merci continuano il loro viaggio. Quanto a noi, solo quando avremo imparato a raccoglierci interamente in esse, non ci accorgeremo più di noi stessi, ma soltanto di esse.

Per questo dicono le merci: «abbandona te stesso e ci troverai, e ne avrai sempre vantaggio».

E dunque in questo, e in consimili modi, siamo sottoposti a questa terribile prova: sappiamo noi rinnegare noi stessi?

Allora noi dobbiamo essere morti a noi stessi! Leggi tutto "L’imitazione della merce 3"

L’imitazione della merce 1

Guido Caserza

 PARTE PRIMA- Dialogo prologico in forma diversiva fra i due maestri

 Si vedevano ogni sera: i due maestri facevano lunghe chiacchierate filosofiche nello stabbio dei maiali e, dandosi vicendevolmente del maestro, si ponevano quesiti sottilissimi.

Maestro, lei ritiene che una donna che è stata una grande meretrice, che l’ha data a cani e porci, possa in seguito diventare una moglie onesta e fedele? Maestro, il suo quesito è ben posto e motivato e, come lei certamente sa, noi percepiamo un’immagine della verità e non possediamo che la menzogna; sarebbe a dire, maestro, che l’immagine percepita della donna che puttaneggiava potrebbe essere null’altro che un simulacro, un inganno dei nostri sensi, e che quindi il suo redimersi in moglie onesta non sia che il compimento di quanto era già in potenza? Leggi tutto "L’imitazione della merce 1"