Non passa lo straniero

Carlo Formenti

Le reazioni politiche più spassose al tragicomico naufragio della Nazionale in Sudafrica sono state quelle dell’ineffabile Calderoli e dell’ex (?) fascista Gasparri. Mentre gli appassionati di calcio non si prendevano nemmeno la briga di accogliere i “reduci” del disastro a pomodorate (a conferma che ad accendere la passione sono ormai solo le squadre di club, in barba alla retorica sull’onore pedatorio nazionale), i due ministri hanno puntato il dito contro i colpevoli: i troppi stranieri che giocano nel nostro campionato, soffocando il talento dei nostri giovani virgulti. Non importa se altre nazioni europee, i cui campionati non sono meno imbottiti di immigrati, hanno fatto assai meglio, né ci si interroga sui motivi per cui tutto lo sport italiano (atletica, nuoto, sci, pallacanestro ecc.) sta andando malissimo (con poche eccezioni, tutte al femminile, il che meriterebbe una riflessione che non ho qui modo di sviluppare). La colpa è dei club “esterofili”, a partire da quella Internazionale (nome che fa rizzare le orecchie a Gasparri: non a caso nel ventennio lo avevano cambiato in Ambrosiana)  che ha vinto la Coppa dei Campioni senza schierare nemmeno un italiano. Ma ora mettiamo fra parentesi i deliri razzisti, e tentiamo di capire i veri motivi del fallimento, anche perché non è necessario amare il calcio per ammettere che simili catastrofi sono spie dello stato di salute di un Paese. Leggi tutto "Non passa lo straniero"

Il Mondiale del capitalismo planetario

Alessandro Robecchi

Citiamo i classici. Giovanni Trapattoni: «Non sempre la palla è rotonda, certe volte c’è dentro un coniglio». Era per dire che a volte, nel calcio, caso, rimpalli, zolle sconnesse, piedi storti e culo, inteso come fortuna, fanno la differenza. Ma quella frase-cardine dell’onirica semantica trapattoniana, può servire anche ad altro: per esempio a spiegare i mondiali sudafricani, i duecentoquattordici paesi collegati via satellite, le settantatremila ore di trasmissioni tv, i trenta miliardi di telespettatori (audience cumulativa del Rito). È vero: nel pallone c’è un coniglio, ed è il grasso coniglio del mercato.

Leggi tutto "Il Mondiale del capitalismo planetario"

alfadomenica luglio #3

VANNINI su ARTE ED ECOLOGIA - COCCO sui MONDIALI in BRASILE - CARBONE Semaforo - SCHIAVONE Poesia - CAPATTI Ricetta *

VEGETATION AS A POLITICAL AGENT
Elvira Vannini

Il vegetale non sfugge ai rapporti sociali ma è stato tra le istanze politiche principali, quella che ha generato forme di estrazione e sfruttamento. Nella città che ha segnato l’emersione incontrastata dell’Arte Povera nello star-system internazionale, dove la natura, organica o inorganica, veniva recuperata come esperienza evocativa e di osmosi contemplativa col mondo, torna ora in scena al centro del progetto Vegetation as a Political Agent curato da Marco Scotini per il PAV di Torino.
Leggi >

LA PAURA MANGIA L'ANIMA
Giuseppe Cocco

L’anima dei giocatori brasiliani se l’è mangiata l’atmosfera del #NaoVaiTeCopa, un clima di critica generalizzata che si è tradotto in un eccesso di pressione psicologica, una necessità imperiosa di vincere a ogni costo che li ha letteralmente fatti scoppiare.
Leggi >

SEMAFORO
Maria Teresa Carbone

Alice Goffman DETENZIONE - Maria Konnikova LETTURA - Melissa Pandika POLIAMORE - Lotringer su Wolfson SCHIZOFRENIA.
Leggi >

Un frammento dal Winterreise - Poesia
Ivan Schiavone

un blaterar convulso
ci assedia
da ogni lato
Leggi >

Carne Cruda - Ricetta
Alberto Capatti

La carne cruda è penetrata con difficoltà nel costume alimentare. Non risale a data anteriore all’anno 1900, in Francia, lo steak tartare così detto per la salsa “tartara”, piccante, che l’accompagnava. In Italia si diffonde nella ristorazione alberghiera, e trova forti resistenze nelle case borghesi, almeno sino al secondo dopoguerra.
Leggi >