Innocenza?

Massimo Parizzi

C’è qualcuno che, davvero, si sente innocente? Io no.

Questo “davvero”, o “in verità”, manifesta una diffidenza. E la diffidenza è incompatibile con l’innocenza. Chi si sente innocente non può essere interrogato, solo confermato o contestato. Non esistono vie di mezzo. Qualunque domanda sul suo senso di innocenza è una contestazione radicale. Lo distrugge.

Che cosa dire, per esempio, della pagina di diario di Sarah Smile che avete appena letto (4 luglio)? Una decina di ragazzi e ragazze sui vent’anni, sotto il portico della sua casa in Israele, una sera, parlano, ridono e cantano. Una “esistenza innocente” (innocent living), la definisce. È, delle pagine di diario cui accennerò qui, la prima che mi ha fermato su questa parola, su questa cosa - innocenza - tanto da, poi, decidere, facendone il titolo di questo numero di “Qui”, di invitare il lettore a fermarcisi anche lui. Leggi tutto "Innocenza?"