Codex Marchionis (capitolo del ceppo cui il marchese lega i propri servi) (3,8)

Antonio Loreto

Signor Marchese sì, «stiamo ancora a parlare del padrone contro il lavoratore», stiamo ancora a ragionare su «cose di trenta, quaranta, cinquant’anni fa», se non vi viene a noia. E lo facciamo con estrema serietà, mentre voi, pare, avete il gran talento dello scherzo, di prenderci pel naso (già che il culo, scusateci l’avverbio, lo abbiamo proletariamente a terra, e dovreste chinarvi di troppo per acchiappar da quello).

Voi ricordate manifestamente (loris Campetti diceva a fine luglio) un gentiluomo pari vostro: Del Grillo marchese (e cameriere del papa, ma è un’altra storia) Onofrio. Vi aveva fatto ridere la scena, a palazzo, in cui l’Alberto Sordi made in italy si slancia dalla balaustra e tira, dopo le pèsche, pigne (secche) ai miseri accattoni sottostanti? E poi li risarcisce, poco appresso, abbruciandone le mani con conii arroventati? E avete riso di quell’altro caso, nobile realmente oltramisura, del povero operario non pagato, di tal Piperno l’ebanista Aronne? Leggi tutto "Codex Marchionis (capitolo del ceppo cui il marchese lega i propri servi) (3,8)"