Piccola apologia della vivisezione. Intellettuali e potere.

Conversazione di Luca Rastello con Enrico Donaggio e Daniela Steila

 [Inseriamo qui il testo integrale dell’intervista apparsa sul numero di novembre di "alfabeta2"]

Inizieremo con la domanda scontata che apre le nostre conversazioni: a tuo avviso, in una situazione di grande emergenza civile come quella italiana, esiste un compito dell’intellettuale?

Siamo tutti intellettuali, i mestieri immateriali prevalgono largamente su quelli materiali e la definizione di sé, della propria identità, s’inscrive molto più spesso nell'orizzonte intellettuale che in quello professionale. “Tu chi sei?” chiedi a un operaio, e lui ti risponderà: “Sono un appassionato di software”. Per questo credo che definire il concetto di intellettuale sia un po' pericoloso, sfuggente. Tanto più lo è definirne il compito. Esiste invece un compito fondamentale dei cittadini - e quindi dell'intellettuale (qualunque cosa sia) in quanto cittadino - che ha a che fare con la situazione a dir poco sonnolenta della società italiana. Con una decadenza della prassi politica che significa – in primo luogo – restrizione di tutti gli spazi di democrazia partecipata, reale. Leggi tutto "Piccola apologia della vivisezione. Intellettuali e potere."

Liberi siamo superflui, utili non siamo liberi. Intellettuali e potere.

[Inseriamo qui il testo integrale dell'intervista apparsa sul numero di ottobre di alfabeta2]

Conversazione di Gustavo Zagrebelsky con Enrico Donaggio e Daniela Steila

In una situazione di grande emergenza civile come quella italiana, qual è, posto che ci sia, la “missione” dell’intellettuale?

Parlerei, con meno enfasi, di compito. “Missione” induce a pensare a una verità in nome della quale tu vai tra gli infedeli, insegnando o, eventualmente, inculcando, con il compito salvifico di strappare dall’errore. Verità contro errore. La missione è propria di chi è al servizio di un qualche deposito di verità conosciuto, sia esso custodito da una “chiesa” alla quale appartieni, sia esso contenuto in una “voce” interiore che ti possiede. Che l’“intellettuale” – termine a me molto antipatico - sia stato e forse, in qualche caso, ancora sia o si consideri un “missionario”, lo credo senz’altro vero. Leggi tutto "Liberi siamo superflui, utili non siamo liberi. Intellettuali e potere."

Primavera dell’anno Uno (editoriale n° 12)

Andrea Cortellessa

Diciamo la verità, questa rivista ci piace molto (altrimenti non la faremmo). Ma a farla non ci divertiamo. E non si diverte tanto, forse, nemmeno chi ci legge – neppure coloro a cui la rivista, magari, piace molto (altrimenti non la acquisterebbero). Il fatto però, ed è un fatto da cui non si può prescindere, è che in Italia e nel mondo – nel tempo iniziato giusto dieci anni fa, una mattina di settembre a New York – c’è stato poco da divertirsi. Il paradosso degli «anni Zero» è che si intitolavano a un esponente «puntuale», liminare e istantaneo – proprio come il tempo quasi impercettibile passato fra le 8:46 e le 9:03 di quella mattina di settembre – ma, a differenza della nozione comune di anno Zero, che postula in sé il momento successivo di un nuovo inizio e di una ricostruzione, designavano un’estensione. Un’estensione nemmeno tanto breve, quella che da allora è seguita. Dieci inverni – di nuovo – sfiancanti. Leggi tutto "Primavera dell’anno Uno (editoriale n° 12)"

Il manifesto TQ: il lontano e il vicino

Federico Campagna

Era ora che tornassero gli scrittori impegnati. Che la parola manifesto smettesse di essere un tabù. Che si parlasse di ‘politica’ senza citare il nome di qualche onorevole buono o cattivo. Che si dichiarasse solidarietà alle occupazioni in corso e sostegno a quelle future. Insomma, era ora che gli scrittori e gli editori italiani si ricordassero che è ancora possibile essere degli intellettuali, senza per forza essere già morti da vent’anni. Il manifesto TQ, uscito qualche settimana e firmato da dozzine di autori e lavoratori dell’editoria, è veramente una ventata di aria fresca. Ma anche nelle brezze più deliziose, si sa, possono annidarsi le piogge. Leggi tutto "Il manifesto TQ: il lontano e il vicino"

Oltre Saviano – Notarella sull’intellettualità

Antonio e Vincenzo (Bartleby)

La lettera di Saviano, sulla manifestazione del 14 dicembre indirizzata agli studenti ha innescato una serie di reazioni che ben rendono conto della vivacità di questo movimento, della sua sicurezza nell'affrontare anche un mostro sacro (o homo sacer?) come l'autore di Gomorra. I racconti e le considerazioni di chi ha partecipato a quella giornata di mobilitazione ci pare dimostrino che i movimenti stanno sviluppando la capacità di raccontarsi con proprie parole, immagini e suoni, in autonomia. È grazie a ciò che quella lettera è stata -efficacemente- respinta al mittente. Ora, però, ci pare opportuno fare un passo ulteriore: riflettere sul ruolo dell'intellettuale. Leggi tutto "Oltre Saviano – Notarella sull’intellettualità"

Con gli scrittori: intellettuali e precarietà oggi (a Siena)

404 File Not Found

“Dev'essere una specie di Macondo, Siena, se è così difficile da raggiungere: dunque qualcosa da meritarsi”: così ha scritto Giorgio Vasta, qualche giorno fa, in un'email organizzativa riguardo a treni e stazioni. È un commento che ci ha fatto sorridere, perché siamo abituati a pensare a Siena come ad un posto dove raramente succede qualcosa di molto interessante. Eppure, a questa città tutti i membri della redazione sono molto legati: anche solo per il fatto che, se non fosse stato per Siena, 404 File Not Found  sarebbe rimasto solo un noioso errore informatico.

Fra una decina di giorni, in questa città, si terrà una giornata di incontri dedicata al tema del precariato intellettuale: inteso sia in senso lavorativo, sia come categoria esistenziale. La organizziamo noi di 404 il 16 dicembre, con il titolo "Con gli scrittori: Intellettuali e precarietà oggi". Non si tratta del primo evento 'pubblico' che ci capita di organizzare; ma è probabilmente il più importante fatto finora, e ci teniamo particolarmente. Originato inizialmente da pensieri estemporanei e discussioni da mensa universitaria, il progetto si è ingrandito: prima riflessione sulla letteratura contemporanea in Italia, da qui idea di proiettare un certo documentario, quindi invito ad un poeta e ad uno scrittore; fino a diventare “Con gli scrittori”. Leggi tutto "Con gli scrittori: intellettuali e precarietà oggi (a Siena)"

Questionario

Alessandro Broggi

1.

L’artista, lo scrittore, il poeta come “intellettuale”?

2.

Si fa cultura o si fanno prodotti culturali?

3.

Analisti o turisti del reale?

4.

Meglio il modello frontale “individuo opposto alla società/ società cattiva schiaccia individuo innocente”, o il modello “entrare nelle dinamiche del domino e scardinare le regole che presiedono ai giochi con l’accettarle, con l’attraversarle”?

5.

Questo testo non dice niente di particolarmente interessante in fatto di estetica. Leggi tutto "Questionario"