Valori e tesori

Michele Emmer

Ho letto con interesse su Galileo (galileonet.it) l’articolo “Bella e stupida, dipende da chi guarda” in cui si afferma che le donne guardate dagli uomini come oggetti sessuali peggiorano in matematica. La colpa è di un meccanismo psicologico legato allo stereotipo di genere. Mi sono venute in mente alcune riflessioni. Leggi tutto "Valori e tesori"

La retorica della verità

laboratorio αβ Bologna

Anna Maria Lorusso

Molte volte nel corso dell'anno appena terminato abbiamo letto del pericolo che corre l'informazione, tra tentativi di legge-bavaglio, ritorni censori, dossieraggi e la solita, insoluta, questione del conflitto di interessi. Poco si parla, però, a nostro avviso, di un problema dell’informazione meno evidente ma ugualmente grave e che meriterebbe analoga attenzione: il diffondersi di tentazioni veritative e assolutistiche: monologiche. Cerchiamo di spiegarci.

È ovvio che in un panorama mediatico polifonico, plurale e libero ogni soggetto autorizzato a parlare dovrebbe essere garantito nel suo diritto di parola. Tuttavia, ci pare che sarebbe altrettanto essenziale che ogni soggetto autorizzato a parlare si limitasse a farsi portavoce del proprio punto di vista, del suo credo e dei suoi valori, senza volontà di prevaricazione dogmatica. Più volte invece ci siamo trovati in questa situazione, e troppo spesso forse senza accorgercene neanche. Il “monologismo” si sta facendo sistematico, abitudine diffusa, stile informativo, forse cifra epocale. Non dobbiamo pensare solo allo stile inquisitorio del Giornale o alle urla sguaiate e pre-politiche di Beppe Grillo. Forse dobbiamo anche riflettere su chi, da una parte e dall’altra dell’arena politica, predica il ritorno ai fatti o presenta le proprie inchieste come Verità, e non come indagini (soggettive, interessate, parziali, seppur – auspicabilmente – corrette). Leggi tutto "La retorica della verità"

Il cappio sociale

Franco Berardi Bifo

“Tutti devono sapere” è il nome di una pagina Facebook che informa(va) sulle questioni della cosiddetta riforma Gelmini, l’attacco definitivo scatenato contro la scuola pubblica italiana, il tentativo - che purtroppo sta avanzando - di distruggere alla base ogni vita intelligente, ogni democrazia in questo paese.
Diecimila persone erano collegate a questa pagina: insegnanti, genitori, studenti.
Da un paio di giorni questa pagina è stata cancellata senza motivazioni senza spiegazioni.
Per violazione di qualche norma di un regolamento che nessuno conosce.
Facebook è così. Ricevo sempre più spesso messaggi (spesso comicamente disperati) di persone che sono state bannate dal social network, e annaspano perché la loro socialità si alimentava sempre più degli scambi di messaggi, e della continua consultazione del sito nel quale chi è solo (quasi tutti lo sono di questi tempi) può trovare la coccolante conferma della sua esistenza, e la sensazione di avere amici, anche se più tempo passi davanti allo schermo, meno amici avrai nella carne e nello sguardo. Leggi tutto "Il cappio sociale"

Made in China

Simone Pieranni

Avvengono miracoli. Se siamo disposti a chiamare miracoli quegli spasmodici trucchi di radianza, scriveva Sylvia Plath.

Nel nuovo universo web di Wired c'è spazio anche per la Cina, nel blog Made in China (http://daily.wired.it/blog/made_in_china), un'avventura editoriale che sviluppa un tentativo di dare seguito a quei piccoli trucchi di radianza cinese, per scovare quell'avanzamento civile di un paese spesso presente nelle cronache solo in negativo.
Con licenza Creative Commons, particolare decisamente importante nel panorama dell'informazione italiana, cercheremo di raccontare storie cinesi, con un occhio al web, alla tecnologia, all'ambiente, cercando di scrutare laddove è possibile segnali particolari, inusuali, coperti spesso da un'informazione a senso unico, in bianco e nero sul gigante asiatico. Naturalmente non si negheranno attenzioni alle ottusità del sistema cinese, ma proveremo ad andare oltre, cercando di dare una visuale, parziale data la grandezza del paese e la variegata possibilità di opinioni al riguardo, di quanto vediamo e osserviamo, captiamo e troviamo.

"Se uno ha il coraggio di farelo come vuole, fare giornalismo ha ancora senso. Oggi siamo ingozzati di notizie, ma tornerà a mancare la partecipazione di uno che va per conto suo portando i suoi occhi, ma guardando per te, delle realtà lontane. Oggi si ha l'impressione di capire tutto, perché c'è la televisione. Bisogna avere il coraggio di rinunciare a fare carriera nel senso classico, per fare un lavoro genuino di scoperta ed esplorazione. Rinunciando alla pretesa di essere obiettivo: non si è mai obiettivi." (Tiziano Terzani)

Eros ed elaborazione delle informazioni

Gherardo Bortolotti

Uno dei tratti caratteristici della fantascienza cosiddetta cyberpunk, e uno dei motori del suo fascino, almeno per quel che mi riguarda, sembra essere la sovrapposizione ricorrente di eros ed elaborazione delle informazioni. In William Gibson, per esempio, il cyberspazio diventa il luogo di malinconici fantasmi amorosi; allo stesso modo, un oggetto virtuale come l'aidoru diventa passibile di nozze. Neal Stephenson, nella figura dei tamburini dell'Era del diamante, esplicita la cosa al punto da mettere in gioco la nanotecnologia per permettere al coito di diventare elaborazione di dati tout court. In Fairyland, Paul J. McAuley sposta la figura dell'hacker dall'informatica alla genetica e finisce per applicarne l'opera ai corpi perversi e, soprattutto, polimorfi delle "bambole", prostitute semicoscienti progettate e generate in laboratorio.

In qualche modo, sembrerebbe che la somma astronomica delle informazioni, il loro attraversamento, la loro manipolazione e l'accesso alle loro sedi diventino le articolazioni di una specifica dimensione del piacere, che ricorda quella già individuata da J. G. Ballard. Lo scrittore inglese, non per nulla considerato uno dei padri spirituali del cyberpunk, tematizza ripetutamente, ne La mostra delle atrocità e in Crash per esempio, questa sua fascinazione per l'inorganico, per il pre- o il post-umano, una fascinazione che condivide, con quella cyberpunk, una specie di pulsione negativa, verso la dissoluzione schizofrenica del soggetto nello spazio di ciò che è inerte. Leggi tutto "Eros ed elaborazione delle informazioni"

Le complesse voci cinesi

Simone Pieranni

Fu dunque realtà, non sogno;

e se fu realtà - e questo è altro e maggior imbroglio -

posso alla prova chiamarlo un sogno?

La percezione dalla Cina all'estero, è spesso quella determinata da un'informazione a senso unico. Quando poi si decide di scrivere delle complessità del paese, spesso si viene accusati di difendere la Cina, in una eterna battaglia in bianco e nero. La verità è che la Cina viene spesso comunicata in modo ideologico e contrario, ponendo in evidenza o un'anedottistica ridicola e un po' stramba, oppure le ottusità di un sistema che si manifesta attraverso violenze o repressioni. Il tentativo di raccontare il paese con i suoi piccoli ma percettibili cambiamenti, fa si che si venga inseriti immediatamente nella lista dei pro Cina, come se l'ambito fosse un tema da stadio. Leggi tutto "Le complesse voci cinesi"

Nous sommes Charlie

All’attentato di Parigi la redazione e il comitato scientifico di alfabeta2 rispondono insieme con indignazione e con collera. Sono uniti nell’ esprimere l’alta stima per la coerenza e il coraggio del direttore e dei collaboratori di «Charlie Hébdo» nella difesa estrema della libertà d’espressione e di stampa.

Sono uniti nel chiedere l’adesione attuale e futura ai valori per cui questi giornalisti, uomini e donne, hanno consapevolmente rischiato prima, poi dato la vita. Sono uniti nel chiedere che venga ricordato e sempre seguito il loro esempio nell’esercizio di un diritto difeso con le armi del linguaggio e dell’immagine. Parole libere e figure autonome che nessuno può, né potrà, tacitare e cancellare.

Sono uniti infine nella richiesta che la sanzione di un’azione crudele quanto spregevole sia anch’essa esemplare. Chiedono una condanna giuridica e politica che esprima il più profondo disprezzo per gli indegni mandanti e i bassi esecutori di principi inconciliabili con la democrazia e la libertà.

La redazione e il comitato scientifico di alfabeta2