Industria culturale ibrida

Giannino Malossi

Da una decina d’anni non passa giorno che la stampa economica più o meno trendy non ci ricordi l’alto valore della conoscenza e della creatività per le economie dei paesi avanzati. Alcune imprese (poche, per la verità) fanno a gara tra loro nell’esporsi all’ammirazione pubblica sponsorizzando eventi culturali e mostre d’arte e vengono puntualmente indicate come esempi di virtù e imprenditoriale chiaroveggenza. Eppure chi lavora nei settori industriali dove la cultura è decisiva per la creazione di valore aggiunto (moda, design, comunicazione, media, informatica eccetera) sa molto bene che le imprese, chissà perché, in genere non sono in grado di sviluppare una relazione lineare con la cultura e il lavoro intellettuale. Quando dalle dichiarazioni formali si passa ai fatti, la cultura è intesa come un accessorio di lusso, un ornamento decorativo e, sempre più spesso, una commodity da pagare al prezzo più basso possibile. Leggi tutto "Industria culturale ibrida"

Allungare il brodo. L’industria culturale contro sé stessa

Raffaele Alberto Ventura

Per riflettere in maniera proficua sul “caso Mondadori” – ovvero sui paradossi del pubblicare per l’editore Mondadori – si potrebbero lasciare un attimo da parte la proprietà del gruppo, il conflitto d’interessi e le chiacchiere sulla resistenza dall’interno. Perché dietro le contraddizioni e le piccole ipocrisie sta un paradosso più vasto, quello di un’industria culturale ossessivamente impegnata a produrre e vendere critiche di sé stessa. C'è chi accusa certi autori di sputare nel piatto in cui mangiano. Ma se sputare nel piatto fosse soltanto un modo di allungare il brodo? In questo senso, il “caso Mondadori” è un’ottima occasione per liquidare una concezione obsoleta dell’industria culturale. Leggi tutto "Allungare il brodo. L’industria culturale contro sé stessa"