La primavera e la guerra. Quattro telegrammi sulla Libia

Alberto Burgio

Diverse in ciascun paese, le rivolte arabe hanno tra loro molto in comune. Sono insurrezioni per la democrazia. Con le nostre categorie e i nostri pregiudizi stentiamo a comprendere. Immaginiamo paesi arretrati e popolazioni incolte. Ci saremmo attesi moti suscitati dalla miseria, facili da sedare con qualche elemosina. Non è stato così. La povertà c’entra, esasperata dalla disoccupazione e dall’aumento dei prezzi dei generi alimentari provocato dalle speculazioni di borsa. In paesi nei quali la spesa per il cibo è quasi la metà dei consumi (in Italia, anche in tempi di crisi, è sotto il 20%) il triplicarsi del prezzo della farina e dell’olio non è uno scherzo. Ma la collera popolare si è levata soprattutto per la negazione dei diritti di libertà. Si è trattato (si tratta) di una grande insurrezione laica antiautoritaria, di una sfida a oligarchie patriarcali e corrotte che opprimono le società. Leggi tutto "La primavera e la guerra. Quattro telegrammi sulla Libia"

L’affare della guerra ai migranti

Turi Palidda

La rassegna dei media italiani dall’inizio dell’anno a oggi mostra alcuni aspetti emblematici della continuità e dell’accentuazione della deriva sfacciatamente razzista foraggiata dall’attuale governo dopo che buona parte del centro-sinistra ne ha aperto la strada.

La prima «notizia» che dà all’occhio è l’immediata drammatizzazione dell’allarme «invasione» di immigrati, da subito definiti da molti «clandestini». Le categorie adottate nel lessico dei media, così come il canovaccio, le schema narrativo e la retorica sono quasi sempre gli stessi in auge sin dalla fine degli anni Ottanta(1). Leggi tutto "L’affare della guerra ai migranti"

Dalla gru, Brescia è bellissima, di notte

Gherardo Bortolotti e Maria Luisa Venuta

Lunedì 8 novembre 2010, alle ore 6:07, lo sgombero di un presidio nasconde il nodo, sempre più stretto, tra immigrazione e lavoro dietro la militarizzazione di un quartiere centrale di una città del Nord Italia. Il presidio era il segno a terra dell’occupazione di una gru, a trentacinque metri d’altezza, in corso a Brescia dal 30 ottobre. Sulla gru, alcuni migranti, dopo le (costose) perversioni legislative della cosiddetta «sanatoria truffa» del 2009, chiedono il permesso di soggiorno per regolarizzarsi, smettere di lavorare in nero, non subire più il ricatto della clandestinità. Dalle 6:07, fermi, arresti ed espulsioni. Leggi tutto "Dalla gru, Brescia è bellissima, di notte"

Meditazioni sugli animali. Il piccione

Anna Lamberti-Bocconi

Avviso subito: a seguirmi quando medito sul piccione ci riuscirà meglio chi abita in città, perché è proprio la sua qualità di presenza urbana l'elemento che più scalda gli animi nei confronti di questo uccello. "Portano le malattie", "sono topi con le ali", "distruggono i monumenti": il colombo torraiolo - altro bel nome del comune piccione che affolla le nostre piazze - riceve una gran quantità di maledizioni, di veleni e di fucilate. Nonostante questo, però, è raro sentirne parlarne con astio nei bar, sugli autobus, nei luoghi della doxa, come è usuale per esempio nei confronti degli immigrati stranieri. L'odio verso il piccione è più carbonaro: te ne parlano quando c'è più confidenza e solo se, in un modo o nell'altro, si è già sul discorso. Leggi tutto "Meditazioni sugli animali. Il piccione"