Scrittura industriale e industria editoriale

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Il progetto Sic e una proposta (non troppo) modesta

Gregorio Magini, Vanni Santoni

Da quando nel 2007 presentammo al pubblico il progetto Sic, Scrittura industriale collettiva, quella parola in mezzo alla nostra sigla, «industriale», è stata per noi croce e delizia. Delizia per lo sdegno che cagionava alle poetesse della domenica, croce – voluta – per l’inevitabile accostamento alla «letteratura industriale» intesa nel senso più deteriore, ovvero quella prodotta da squadriglie prezzolate nascoste dietro al nome di un autore famoso. È nostra intenzione esplorare questo confronto – non è forse scrittura collettiva anche quella «letteratura industriale» in cui l’autore butta giù l’idea o qualche pagina, l’editor compone e propone, i ghostwriter sgobbano? Leggi tutto "Scrittura industriale e industria editoriale"

Sono tutti agenti doppi!

Francesco Mangiapane

C’era una volta una blogosfera frastagliata e complessa, roba che al solo immaginarne la forma ne sarebbe uscito un incubo: essere catapultati, come Alice nel paese delle meraviglie, dentro un quadro di Kandinskij ritoccato, però, da Barabási. Era il tempo della Blog Generation e di Technorati, dei nickname e delle blogstar maitre-à-penser, il tempo dell’informazione reticolare e connessa, dei blog in grado di abbattere i vetusti pachidermi della vecchia editoria cartacea e off-line. Oggi che tutto questo è finito, che la parola blog è sempre meno associata a quella di generazione, che la rete, mettendoci nome e cognome, si è trasferita su facebook, che i grandi quotidiani hanno trovato la via del riscatto su internet e i giornalisti sono blogger di successo, oggi che pure il più democristiano dei leader politici ha il suo blog, cosa si può dire dei blog? Leggi tutto "Sono tutti agenti doppi!"

Critica dei linguaggi / linguaggi della critica

Gianfranco Marrone

I mattoncini Lego non sono più come una volta. Prima erano, per principio, tutti uguali – al massimo due o tre misure e altrettanti colori – di modo che l’inventiva consisteva nel costruire a partire da essi quante più forme del mondo si riusciva a immaginare. I risultati erano approssimativi, grezzi, spartani, ma straordinariamente creativi. Oggi nelle scatole Lego ci sono pezzi di innumerevoli forme, dimensioni, misure e colori, che a vederli così ci si confonde. Ma mettendoli in ordine e seguendo con paziente attenzione le istruzioni accluse nella confezione è possibile realizzare aggeggi di una straordinaria precisione: sofisticati macchinari edili, navi da crociera, interi edifici con annessi omini, animali e oggetti – tutte robe bell’e fatte, la cui perfezione materiale è funzione di una rigorosa progettualità a monte da cui non ci si può minimamente distaccare. Dai Lego per bricoleur, avrebbe detto il buon Lévi-Strauss, siamo insomma passati a quelli per ingegneri. Leggi tutto "Critica dei linguaggi / linguaggi della critica"

Gli alberi più alti attirano il vento. La potatura dei gelsomini in Cina

Simone Pieranni, Matteo Miavaldi

Il tentativo di esportazione floreale sull’asse Mediterraneo-Cina, a quasi due mesi dai deludenti gelsomini di Pechino e Shanghai, ha portato con sé conseguenze inaspettate. La chiamata alla rivoluzione indirizzata alla società civile cinese non solo si è drammaticamente scontrata col pugno d’acciaio della repressione, ma ha saputo risvegliare il can che dormiva, inaugurando una stagione di fermezza nemmeno paragonabile al repulisti del periodo Liu Xiaobo. In un mese e mezzo, complice un calendario del dissenso particolarmente denso – capodanno tibetano e anniversario rivolte di Lhasa, Pasqua, aspettando piazza Tian’anmen – e l’intensa attività in rete di supporto alla speranza di protesta, le autorità hanno inanellato una sequela di arresti col solito modus operandi da Anonima Sequestri. Leggi tutto "Gli alberi più alti attirano il vento. La potatura dei gelsomini in Cina"

Il comunismo come verità e seduzione

L’idea di comunismo

Enrico Donaggio

Tutto è / tremendo ma non ancora irrimediabile

Franco Fortini

Democratici sinceri o perplessi, guardiani della rivoluzione di destra e sinistra, grandi e piccoli inquisitori paiono avere tutti in tasca la medesima foto di famiglia della tribù occidentale: la perturbante stilizzazione del nostro gusto di vivere profetizzata da Tocqueville quasi due secoli orsono. L’homo democraticus come «ultimo uomo», la meschinità piccolo-borghese come tratto antropologico globale. Nulla di grande per cui lottare e morire, piaceri volgari da consumare ad libitum. Con i dannati della terra che, invece di far saltare il banco, cercano in ogni modo un’inclusione entro i confini blindati di un regime di apartheid planetario. Fine della storia sazia e felice, dove ogni anelito di riconoscimento, giustizia e uguaglianza si perverte in umiliante omologazione di massa. Leggi tutto "Il comunismo come verità e seduzione"

Come resistere al golpe

Carlo Formenti

Nessuna regola costituzionale può impedire che una democrazia si converta in regime autoritario. Nessun soggetto istituzionale super partes (Corti costituzionali, Presidenti, sovrani) ha mai impedito l’ascesa del duce di turno: non ne furono capaci né lo vollero – fra gli altri – Vittorio Emanuele III e Hinderburg. Ecco perché ritengo impraticabile la soluzione ventilata da Asor Rosa, il quale, su un numero del «manifesto» di qualche settimana fa, ha auspicato la possibilità di porre fine al regime berlusconiano attraverso un imprecisato intervento dall’alto, cui spetterebbe il compito di proclamare una sorta di schmittiano «Stato di eccezione». Impraticabile ma non, come si è sproloquiato da destra e da sinistra, «sovversiva»: in primo luogo perché un processo sovversivo è già in atto da tempo, poi perché il discorso di Asor Rosa pecca, semmai, di moderazione. Leggi tutto "Come resistere al golpe"