Sulla soglia dell’attimo

Francesca Coin

La parola Kifaya deriva dal verbo arabo Kafa e significa “bastare”. Kifaya significa basta, abbastanza, “è troppo”. Kifaya è stato lo slogan delle manifestazioni egiziane. I manifestanti associavano la parola ad Hagra a significare che avevano sopportato abbastanza povertà,  autoritarismo, umiliazione. Queste parole, scrive Tahar Ben Jelloun, sono state gridate al Cairo, a Beirut, a Damasco. Della stessa parola aveva parlato nel 2005 William Safire quando dal Cairo al New York Times scriveva: “poverty, torture, corruption”: “Kifaya, kifaya, kifaya”. La parola “basta” ha un significato chiaro: esprime una condizione di saturazione, di esasperazione. “Basta” significa che non ci sono più riserve di energia emotiva o fisica da offrire, ma che si è arrivati, in qualche modo, al limite. Leggi tutto "Sulla soglia dell’attimo"

Israele-Palestina, uno Stato unico

Ghada Karmi

Viviamo in un’epoca curiosa, come recita il detto cinese. Come altro descrivereste il paradosso di un processo di pace israelo-palestinese che non porterà pace alcuna? I colloqui iniziati a Washington il 2 settembre sono l’ultimo capitolo di una lunga storia che va avanti da così tanto tempo che la maggior parte della gente ha dimenticato di cosa si tratta. Il ‘processo di pace’ è diventato parte del paesaggio politico, un tratto familiare del conflitto israelo-palestinese, perseguito come un fine in se stesso. Fino a quando le due parti «dialogavano», sebbene senza risultato, questo ha sollevato gli uomini politici dalla responsabilità di un’azione concreta. Un nuovo Presidente degli Usa, consapevole del fallimento di tutti i precedenti tentativi di raggiungere un accordo, sembra determinato a impegnarsi sulla questione. Leggi tutto "Israele-Palestina, uno Stato unico"