Il fiore inverso

Lello Voce, Frank Nemola
Il fiore inverso
con cd
In uscita il 10 giugno ora in prenotazione con il 25% di sconto
2016, €11,25 (€ 15)
pp. 72

A quattro anni dal Premio Napoli per Piccola cucina cannibale, la coppia poetico-musicale Lello Voce e Frank Nemola torna con un disco-libro di poesia che percorre sentieri sempre più avanzati nella ricerca di nuove forme poetico-musicali capaci di interpretare la contemporaneità, senza rinunciare alla possibilità di raggiungere ed emozionare un pubblico più vasto.

Con loro, come da ormai un ventennio, il suono inconfondibile e magistrale della tromba di Paolo Fresu e altri nuovi compagni di viaggio: la tagliente chitarra elettrica di Dario Comuzzi, la fisarmonica virtuosa e potente di Simone Zanchini, l’aspro e struggente violoncello barocco di Eva Sola, il rap duro, complesso e impegnato, di Kento, la viola coltissima e calda di Luca Sanzò, il malinconico e intensissimo violoncello di Irene Pardi. Tutti ritratti, in uno sketch-book, dalla matita scabra e acuta di Claudio Calia, tra i più innovativi autori italiani di fumetto.

La scommessa è sempre quella di rilanciare e rinnovare la poesia, restituendola alle sue origini quando, prima di farsi muta migrando nelle terre silenti della letteratura, era un’arte essenzialmente orale che, nel ritmo delle parole e nell’abbraccio della comunità, disvelava appieno il suo significato, culturale e politico allo stesso tempo.

La musica che ascolterete -quella delle parole e quella dei puri suoni- non vuole pertanto ‘accompagnare’ ma piuttosto ‘tradurre’. La musica illumina le pieghe del linguaggio, le zone oscure su cui si fonda, ma che nessuna parola può esprimere, perché ogni vera poesia è sempre un po’ analfabeta: è il ‘fiore inverso’, nella metafora del provenzale Raimbaut d’Aurenga, l’unico a sbocciare con le radici protese verso il cielo.

Un ‘libro da leggere con le orecchie’, dunque, lasciandosi attraversare dai suoni, ballando, con i propri piedi e con il proprio corpo, i ‘piedi’ dei versi che il poeta ritma con la sua voce, accordandola alla musica, per offrirci un affresco sonoro e linguisticamente raffinatissimo del presente in cui la dimensione personale è sempre politica e la riflessione politica accetta il rischio della fragilità e dei sentimenti

Con un denso saggio di Voce che si configura come un vero e proprio manifesto di una nuova poetica dell’oralità.

Lello Voce, Frank Nemola
Il fiore inverso
con cd
In uscita il 10 giugno ora in prenotazione con il 25% di sconto
2016, €11,25 (€ 15)
pp. 72

 

Piccola cucina cannibale

Massimiliano Manganelli

Negli «appunti di poetica ragionevolmente sentimentali», un testo già apparso sul «verri» tre anni fa che apre il libro, Voce lancia un guanto di sfida alla critica. Se oggi la poesia è «un’arte della voce, del suono, del corpo» che interagisce con «altri media e altre arti», la critica è invece ferma a categorie strettamente legate alla letteratura, non ha rinnovato i propri strumenti per intendere appieno una poesia come questa. Insomma, afferma Voce, non si è ancora trasformata in «critica poetica».

La sfida – che non si può non raccogliere – non è contenuta soltanto nelle dichiarazioni d’apertura, bensì anche e soprattutto in Piccola cucina cannibale nella sua interezza. L’oggetto che ci si ritrova fra le mani è infatti difficile da definire (chiamarlo libro sarebbe riduttivo), perché frutto di un lavoro plurale: in copertina, accanto al nome di Lello Voce, figurano quello dell’antico sodale Frank Nemola, compositore delle musiche racchiuse nel cd allegato, e di Claudio Calia, autore dei fumetti che costellano il libro. In questi la grafica presenta un tratto duro e incisivo che «traduce» i versi; vi appare spesso la figura dello stesso Voce, munito di microfono e leggio, quasi a sottolineare la centralità del poeta nell’intera operazione. È il poeta nella sua funzione di figura pubblica, nel «circolo di una comunità», il quale mette in gioco la propria corporeità, che è poi uno dei tratti salienti della scrittura poetica di Lello Voce.

Perché la poesia, appunto, non è più pensabile soltanto vincolata alla pagina: il verso risponde indubbiamente a esigenze ritmiche e foniche, ma è innanzitutto – parafrasando una vecchia ed efficace formula di Alfredo Giuliani – verso secondo il respiro. Di qui la necessità, per la poesia, di uscire da sé, di aprirsi il più possibile verso altre forme espressive, di recuperare la propria congenita oralità. Il libro, insomma, non basta più, deve trasformarsi in qualcosa d’altro. In opera multimediale, nella quale la poesia funge da motore principale; non recupero della vecchia Gesamtkunstwerk (tutt’al più si potrebbe parlare di Gesamtdichtung), bensì naturale esito di una poesia quale «arte plurale», non più circoscrivibile al singolo territorio della parola.

Tutto questo, si badi, non esprime sfiducia nella parola; anzi, è esattamente il contrario, giacché la parola ne esce valorizzata al massimo grado: «dimmi / se senza parole non sembra di morire». E Voce dà fondo a tutte le risorse della parola, dalla rima interna alla paronomasia, figure di suono che implicano l’amplificazione della parola medesima. Come si intende anche dall’ascolto del cd (nel quale, detto per inciso, Voce raggiunge il risultato più maturo nell’interazione con la musica), il tono generale di questa scrittura poetica è quello del discorso pubblico, contrassegnato tanto dal continuo ricorso all’allocuzione, quanto da un’intrinseca qualità politica.

Per comprenderlo si leggano, a titolo di esempio, Rivoluzione fragile o il Lai del ragionare lento, dove è scritto: «le parole sono il ritmo della riscossa / insulto autismo acre che dà la scossa». Quasi ovvio, dunque, l’incontro con la canzone di protesta, che si concretizza in una notevole rilettura, anzi nella «poetry dis/Cover», della Canzone del maggio di De André. Ma tutto è oggetto di discorso pubblico, anche l’amore, messo in scena in Napoletana (serenata a dispetto). È un amore però, dice Piccola cucina cannibale, che «non fa rima / con cuore ma con il rombo del dolore». Altrimenti sarebbe falsa poesia.

IL LIBRO
Lello Voce, Frank Nemola e Claudio Calia
Piccola cucina cannibale

Squilibri (2011), pp. 156 con cd audio
€ 15