Senza la testa

Luigi Di Ruscio

Aveva tredici anni, siamo nel 1943, si trovava sfollato ad Arezzo, era nella stazione ed ecco l'allarme, corse fuori della stazione, non arrivò molto lontano che già cominciarono gli scoppi, si buttò a terra come gli avevano insegnato a scuola, ed ecco che vide un uomo fuggire dalla stazione che stavano bombardando, ed ecco che all'uomo in corsa salta via di netto la testa e continuò a correre senza la testa per un periodo che al ragazzo sembrò eterno, sembrava che corresse per venirgli addosso e per tutta la vita ebbe quest'incubo, per tanto tempo il padre gli spigò che era una cosa normalissima che corressero anche avendo perso la testa, il padre cercava di normalizzare gli orrori della guerra, placare gli incubi dare un senso all'orrore. Il padre che gli orrori non riusciva a normalizzarli morì annegato nell'alluvione di Firenze, era un sarto, ormai lavorava pochissimo, non faceva che ripetere "mi ha rovinato quell'orrore delle confezioni" si era ridotto a vivere in uno scantinato.

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