El especialista de Barcelona

Angelo Guglielmi

El especialista de Barcelona è un enorme riccio ammatassato e nero i cui fili, di diversa specie e energia, si aggrovigliano in un nodo in cui il lettore è chiamato a frugare. Ognuno dei fili è un aspetto del mondo e un tratto degli uomini che lo abitano, dei suoi pensieri non pensieri, dei suoi finti sentimenti, della sua ingordigia e avarizia, della sua mancanza di generosità, della sua vigliaccheria, della sua volontaria ignoranza. E se questa è l’umanità meglio per BA (Busi Aldo) è chiamarla Umaneria e per vederla a tutto spettro, e abissarsi nei suoi orrori, niente è meglio che guardarla dentro lo especialista de Barcelona, un “cattedratico especialista di madrigali portoghesi”, nella cui casa l’autore si ritrova ospite nolente, e nel grumo di parenti, possibili improbabili, che crescono, come un cancro, intorno a lui scambiandosi di sesso, di ruoli e di opportunità (ma sempre in corsa per il peggio ), “Gli esseri umani sono meravigliosi non perché sono, come suole dirsi, dotati di intelligenza… ma perché non la usano”.

Hanno “labbra a bancomat come lame di coltello a serramanico”. Si illudono che la morte sia l’ultimo atto; in realtà, “a non vedere niente di male in niente”, muoiono prima di morire. “Occorre un coraggio da leone per insistere a essere compassionevoli, disinteressati e bastonati, e a non fare dei lividi degli stendardi della propria superiorità”. E l’autore (BA come è scritto nei certificati dell’anagrafe prima di diventare lo scrittore AB) che parte ha in questo groviglio di vergogne? Lui più che una controparte è un complice non rassegnato: la sua colpa (sì, colpa) è aderire al convincimento che “miglior vizio del continuare a vivere ancora non si è trovato, è l’unico complessivo incubo a occhi aperti ammesso”. E il suo merito (anzi vanità)? Proporsi come “l’autobiografo dell’umanità”, un po’ la parte di Dio. “Una parte, la Sua, di merda a circuito chiuso continuo, ammettiamolo, né Gli entra come cibo né Gli esce in tanti stronzi, gira in tondo, l’ano è talmente a filo diretto con la bocca che non si può dire con certezza da dove Gli sia entrato il Verbo che Gli è uscito”.

El especialista de Barcelona è un romanzo autobiografico? No; a chi sta a cuore il romanzo della vita, di cui pretendere di essere considerato eroe assoluto, AB risponde che a lui “sta a cuore la vita del romanzo, in cui io stesso sono un comprimario, un figurante, un io di passaggio”. E che cosa è la vita del romanzo, come lo si anima e sveglia? Un grande scrittore, se pure svizzero, affermava che obiettivo di un romanzo (e più in genere di ogni opera d’arte) è sfidare l’indicibile, cioè qualcosa che non si può (e non si riesce ) a dire tanto da concludere che l’azione del romanzo (il gesto della trama) è girargli intorno all’infinito appena sfiorandolo. Girargli intorno con il pensiero e le parole che lo riflettono. E le parole sono infinite, tra opzioni e imprevisti e inciampi...

“Il pensiero - scrive Aldo Busi - non è fatto solo di soggetto verbo complemento punto, ci sono anche gli incisi e gli incisi degli incisi e i tre puntini funzionano a meraviglia sia per segnare una pausa sia per interrompere un pensiero principale inserendo lo svincolo di uno secondario per poi rimettere tre puntini e ritornare sulla strada maestra… a ritrovarla! Sono pause solo pause del recitato. Il fiato che prende fiato e poi riparte, una specie di pietra miliare dello straem of consciousness di noialtri, per arginare la libera rappresentazione di un evento principale che è compatto solo se fluisce nelle sue diramazioni secondarie, che secondarie non sono mai. Il fatto è che, come non esiste più un centro, non esiste più un pensiero principale. È tutta una periferia, l’Europa stessa è una periferia”.

E davvero straordinaria la ricchezza lessicale e sintattica della lingua di questo ultimo Busi, ulteriormente sovvertita da un impulso dialettico che le consente di smentirsi senza contraddirsi. La conseguenza non è certo la possibilità della verità ma una offerta di protezione dall’arroganza e la morte dell’innocenza.

Una volta scrissi che Busi è un grande scrittore che scrive brutti libri. Lo scrissi dopo Seminario sulla gioventù (un capolavoro assoluto) leggendo con attesa delusa i suoi successivi romanzi in cui mi pareva vincesse una maniera stanchevole e viziosa. Con El especialista Busi, lontano dalle miseria dell’attuale narrativa nostrana e dalle sue proprie, recupera un filo d'uscita che pesca nei grandi classici di ieri così serenamente consapevoli delle regole tanto da farne mostra e in cui la ricerca della bellezza (l’invenzione linguistica) non era estranea all’impegno etico e la leggerezza e spregiudicatezza alla severità delle parole.

Aldo Busi
El especialista de Barcelona
Dalai Editore (2012), pp. 373
€ 19,00