Il canto sull’usura

Giorgio Mascitelli

Il quarantacinquesimo dei Cantos di Pound, laddove il poeta si occupa dell’usura, è uno dei più affascinanti per me perché unisce in maniera fertile una verità estetica, ed etica, a un macroscopico errore storico. Dice il poeta tra le altre cose “Pietro Lombardo/ came not by usura/ Duccio came not by usura/ nor Pier della Francesca; Zuan Bellin’ not by usura/ nor was “La calunnia” painted” ( Pietro Lombardo/ non si fe’con usura/ Duccio non si fe’ con usura/ né Piero della Francesca o Zuan Bellini/ né fu “La Calunnia” dipinta con usura vv.27-31). La bellezza di questi versi non può sottrarsi alla constatazione che in essi viene contraddetta un’elementare verità storica per cui gli artisti citati sono il prodotto di una società in cui l’usura, ovvero il prestito di denaro nell’accezione medievale del termine, era non solo praticata con larghezza, ma rendeva possibile le committenze date a quegli stessi pittori. D’altra parte se Pound proietta qui il suo atteggiamento modernista sui capolavori del passato, è altrettanto vero che molta dell’arte rinascimentale, analogamente a quella moderna, è improntata a uno spirito aristocratico e disinteressato che ovviamente confligge con l’usura e con le pratiche mercantili. Leggi tutto "Il canto sull’usura"