La scrittura, il coraggio e la paura della neve

Diego Guzzi

«Non sono rassegnato a morire, né angustiato dalla morte. Sono furioso, straordinariamente irritato dall’idea che presto non sarò più qui, in mezzo alla bellezza del mondo o, al contrario, nel suo scialbo grigiore». Così Jorge Semprun su «Le Monde», pochi mesi prima di andarsene. Nato a Madrid nel 1923, esiliato in Francia all’arrivo del franchismo, decise di militare nella resistenza comunista. Arrestato dalla Gestapo, venne torturato e deportato a Buchenwald. Uno dei momenti più drammatici dei sedici mesi nel Lager fu l’incontro con un ebreo polacco, reduce di un Sonderkommando di Auschwitz: una riunione clandestina nell’infermeria del campo e il racconto dell’annientamento sistematico nelle camere a gas; una violenza che, per la prima volta nella storia, non lasciava sopravvissuti. Al ritorno nelle baracche infuriava una burrasca di gelo. Da quel momento, per Semprun la neve divenne il simbolo, fortuito quanto indelebile, di una vicenda di morte. E, al contempo, un’esortazione a testimoniare. Leggi tutto "La scrittura, il coraggio e la paura della neve"

La lezione di Gerusalemme. A cinquant’anni dal processo Eichmann

di Enrico Donaggio e Diego Guzzi

L’uomo che parla dentro la gabbia di vetro si chiama Adolf Eichmann, il carnefice più vivisezionato e dibattuto della storia recente. Un emblema, un abbaglio o un luogo comune per chiunque cerchi di tracciare il profilo di un criminale moderno. È stato rapito l’11 maggio 1960, nel sobborgo di Buenos Aires dove viveva sotto falso nome, da agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano. Finalmente padroni di una terra, gli ebrei catturano un loro sterminatore per giustiziarlo. Non servirà a vendicare oltre cinque milioni di morti, ma il gesto segna una nuova epoca: le vittime cominciano a restituire il colpo. Il processo inizia l’11 aprile 1961. Esattamente cinquant’anni fa. Leggi tutto "La lezione di Gerusalemme. A cinquant’anni dal processo Eichmann"