I compilatori

Italo Testa

Li vedi camminare per le strade, a testa bassa, fermarsi all’improvviso, schiarirsi la gola, declamare il canone della letteratura del XX secolo, nome per nome, con un tono feroce, definitivo. “Loro sapranno, loro sapranno”, non si sente dire altro alle fermate d’autobus, “che i giudizi di valore, i giudizi contano”, non si sente altro a mezzogiorno, nelle mense aziendali, sulle tavole imbandite. I fiorai hanno opinioni salde in proposito, ti rincorrono e con aria di sfida esibiscono antologie,  florilegi: “è necessario”, gridano, “è necessario: proprio perché rigettiamo la verticalità del linguaggio, proprio perché il soggetto va espunto, loro devono intervenire alla fine, risistemare l’alto e il basso”. Ho provato a spiegare al mio commercialista che bisogna esporsi alle cose, lasciarle deflagrare, ma quello non sentiva ragione: “ecco la parcella, e mi raccomando, i minori vanno distinti dai maggiori, e soprattutto il critico, soprattutto il critico, con il potere del giudizio”. Leggi tutto "I compilatori"