Semaforo #4 – marzo 2017

woman_traffic-300x202Libertà di parola

Il Free Speech Movement, guidato da un italoamericano appassionato, Mario Savio, è esploso a Berkeley nel 1964, l'anno in cui sono entrata all'università. È stato un momento cardine, per la mia generazione. La posizione anti-establishment del Free Speech Movement ha rappresentato l'autentica rivoluzione populista degli anni '60, che ha resistito agli abusi di autorità da parte di un'élite repressiva. Come è possibile che l'attuale sinistra accademica abbia sostenuto e non rigettato i codici di linguaggio nei campus, così come la sorveglianza grottesca e l'eccesso di regolamentazione della vita studentesca? I college americani hanno abbandonato la loro missione educativa e sono diventate colonie di governo, rette da burocrati zelanti nel far rispettare i dettami federali. Questo imperialismo dispotico non ha posto in una democrazia moderna. Un femminismo illuminato, animato da un codice coraggioso di responsabilità personale, può essere costruito solo su un'alleanza attenta di donne forti e uomini forti.

Camille Paglia, Women Aren’t Free Until Speech Is, Time 21 marzo 2017

Politica

Nelle classi inferiori la politica è sempre stata una questione di vita o di morte. I miei genitori erano disperati all'idea di perdere un sussidio sociale assolutamente necessario, che faceva la differenza per poter andare o no dal dentista. Avevo 15 anni quando mio padre è andato dal dentista per la prima volta perché il governo aveva creato un nuovo sussidio per la salute. Il giorno in cui l'importo dell'indennità scolastica è stato alzato, mio padre, con una gioia che raramente gli avevo visto perché di solito giocava a fare l'uomo di casa che non può dimostrare i suoi sentimenti, ha gridato: “Domenica andiamo al mare”. E infatti siamo andati, in sei in una macchina grande per cinque. Io viaggiavo nel bagagliaio. Per tutta la mia infanzia la politica poteva cambiare tutto. Le nostre vite battevano al ritmo della politica. Era come una tempesta che aleggiava sull'esistenza. Da adulto ho scoperto che quella tempesta non era presente per le persone delle classi benestanti.

Kim Willsher, French literary boy wonder Édouard Louis on saving the working class from Marine Le Pen, The Guardian, 19 marzo 2017

Schiavitù

Dove la schiavitù è verboten, il controllo psicologico attraverso l'inganno e la paura è la nuova moneta. Nel caso della schiavitù per debiti, è il sistema delle caste - con il bramino in cima e l'intoccabile in fondo – a compiere il delicato compito di inserire i debiti in un sistema coercitivo senza soluzione di continuità, un sistema che fa sentire in trappola i lavoratori. Nonostante l'abuso, la visione del mondo fondata sulle caste inquadra in termini familiari questi rapporti di sfruttamento del lavoro. “Bisogna capire la mentalità dei lavoratori, e sapere come farli lavorare”, dice Aanan, che vede se stesso come il genitore premuroso e i suoi lavoratori come bambini. “Gestire un gruppo di operai è come gestire un gruppo di alunni della scuola elementare. Vanno riforniti di cibo e di abiti, va insegnato loro come comportarsi ... a volte cominciano a bere oppure si lasciano andare a festini. Quindi dobbiamo pagarli con cautela. Li dividiamo in piccoli gruppi, perché un numero maggiore di lavoratori tende a formare un sindacato e talvolta ad assentarsi dal lavoro in massa per festività o scioperi”.

Austin Choi-Fitzpatrick, What do slaveholders think?, Aeon, 23 marzo 2017

Il Semaforo di Alfabeta2 è a cura di Maria Teresa Carbone

Seducenti immagini

Valerio De Simone

Vi ricordate di Camille Paglia, la femminista più odiata dalle femministe? Erano i primi anni Novanta quando l'accademica statunitense, che attualmente insegna alla University of Arts a Philadelphia, riuscì, dopo numerosi rifiuti di case editrici a pubblicare il suo Sexual Personae. Arte e decadenza: da Nefertiti a Emily Dickinson (tradotto in italiano nel 1993 da Einaudi). Il libro, divenuto presto un bestseller, sollevò numerose discussioni all'interno del femminismo americano.

Noti sono gli alterchi con le più note femministe appartenenti sia alla seconda sia alla terza ondata a proposito di tematiche come la pornografia, lo stupro, le identità di genere. Anche nel mondo accademico la femminista afroamericana bell hooks dedicò nel suo Outlaw Culture (Routledge, 1994) un saggio dal titolo Camille Paglia: “Black” pagan or white colonizer nel quale si riferisce alla professoressa chiamandola ironicamente “Miss Camille”.

Appassionata studiosa di cultura popolare, è intervenuta in numerosi documentari dedicati a celebri film, tra cui The Return of a Clockwork Orange (Paul Joyce, Uk, 2000) e Inside Gola Profonda (Fenton Bailey, Randy Barbato, Usa, 2005) e nel mockumentary Watermelon woman diretto da Cheryl Dunye nel 1997. Sin dai suoi esordi Paglia, si è distinta per il suo interesse nei confronti della cantante Madonna alla quale ha dedicato articoli e saggi. Il più noto è Madonna: finally a real feminist, apparso nel 1990 sul New York Times, in cui esaltava il potere rivoluzionario-femminista della cantante italo-americana. Recentemente ha preso nettamente le distanze, in un lungo articolo, apparso sul Times e poi tradotto su Repubblica, da quella che alcuni considerano la nuova Madonna, ossia Lady Gaga definendola “un personaggio costruito a tavolino” preferendo invece la cantante Rihanna “una donna ostinatamente indipendente e autonoma”.

In Seducenti Immagini l'intento dell'autrice è chiaro sin dall'introduzione: come sopravvivere in un mondo dove i soggetti sono costantemente bombardati da immagini e dove, negli Stati Uniti, ma purtroppo potremmo aggiungere anche in Italia, dati i recenti provvedimenti in materia, l'istruzione della storia dell'arte è molto carente. “Questo libro - afferma infatti Paglia - è un tentativo di raggiungere un pubblico generalista per il quale l'arte non è una presenza quotidiana”.

Contemporaneamente manuale, o meglio compendio, di storia dell'arte e testo di stampo culturalista proprio per l'approccio interdisciplinare caratteristico della studiosa, il libro è suddiviso in ventinove capitoli, ognuno dei quali prende in esame un'opera afferente a un periodo storico preciso. Si inizia con La Regina Nefertari fino ad arrivare alle opere di Jackson Pollock e René Magritte passando per la Loggia delle fanciulle. La scelta delle opere è varia e comprende pezzi celeberrimi, come il Laoconte e La morte di Marat di Jacques-Louis David, e altri meno conosciuti soprattutto a un pubblico italiano, come nel caso del pittore John Wesley Hardrick.

Particolare attenzione meritano gli ultimi due capitoli. Il primo è dedicato all'artista giamaico-americana Renée Cox, l'analisi della cui opera Chillin' with Liberty (1998) mette in rilievo l'orientamento femminista pro-sex dell'autrice, spesso poco apprezzato da una parte della seconda ondata del femminismo americano che in passato si scagliò contro la pornografia. Nel secondo, invece, Paglia decide di uscire dai limiti tradizionali della storia dell'arte dedicando le ultime pagine del libro, forse le più avvincenti, a Star Wars III: La vendetta dei Sith (George Lucas, 2005) - una scelta motivata in questo modo dall'autrice:

“Nelle arti visive degli ultimi trent'anni non ho visto nulla che sia più audace, bello ed emotivamente coinvolgente della spettacolare sequenza culminante girata sul pianeta vulcanico da Lucas per La Vendetta dei Sith”. Il libro presenta due mancanze, giustificate però dalla stessa Paglia nell'introduzione: l'assenza di bibliografia (“avrebbe richiesto un secondo volume”) e di note (“per favorire la leggibilità”).

Camille Paglia sarà ospite di Libri come oggi sabato 15 marzo alle ore 17 (Auditorium – Parco delle Musica, Sala Petrassi). La sua conferenza dal titolo Come il pop. Immagini seducenti, prenderà spunto da questo suo ultimo libro.

Camille Paglia
Seducenti immagini
Un viaggio nell'arte dall'Egitto a Star Wars

Il Mulino (2013), pp. 328
€ 35,00