Non passa lo straniero

Carlo Formenti

Le reazioni politiche più spassose al tragicomico naufragio della Nazionale in Sudafrica sono state quelle dell’ineffabile Calderoli e dell’ex (?) fascista Gasparri. Mentre gli appassionati di calcio non si prendevano nemmeno la briga di accogliere i “reduci” del disastro a pomodorate (a conferma che ad accendere la passione sono ormai solo le squadre di club, in barba alla retorica sull’onore pedatorio nazionale), i due ministri hanno puntato il dito contro i colpevoli: i troppi stranieri che giocano nel nostro campionato, soffocando il talento dei nostri giovani virgulti. Non importa se altre nazioni europee, i cui campionati non sono meno imbottiti di immigrati, hanno fatto assai meglio, né ci si interroga sui motivi per cui tutto lo sport italiano (atletica, nuoto, sci, pallacanestro ecc.) sta andando malissimo (con poche eccezioni, tutte al femminile, il che meriterebbe una riflessione che non ho qui modo di sviluppare). La colpa è dei club “esterofili”, a partire da quella Internazionale (nome che fa rizzare le orecchie a Gasparri: non a caso nel ventennio lo avevano cambiato in Ambrosiana)  che ha vinto la Coppa dei Campioni senza schierare nemmeno un italiano. Ma ora mettiamo fra parentesi i deliri razzisti, e tentiamo di capire i veri motivi del fallimento, anche perché non è necessario amare il calcio per ammettere che simili catastrofi sono spie dello stato di salute di un Paese. Leggi tutto "Non passa lo straniero"