GAMMM e la Weltliteratur 2.0

Gherardo Bortolotti

GAMMM (gammm.org) è un blog di traduzioni e letteratura di ricerca che nasce dall’incontro di Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Marco Giovenale, Massimo Sannelli e Michele Zaffarano e che, dopo l’uscita di Sannelli dalla redazione, vede l’arrivo di Andrea Inglese e Andrea Raos. Inizia a postare nel 2006 cercando di dare espressione ad alcune inquietudini che sembrano, ancora oggi, abitare la comunità degli autori italiani. Da una parte, ha cercato di rimettere in circolo, sperimentandoli nella concretezza dei testi, diversi strumenti retorici nati nell’ambito delle avanguardie storiche e delle neoavanguardie: dal cut-up all’objet trouvé (eventualmente rivisto nei termini del cosiddetto googlism e del sought poem), dall’uso delle costrizioni a quello della casualità, dalla prosa non narrativa alla poesia visiva e alle poetiche concettuali. Dall’altra parte, come avviene ciclicamente nella letteratura italiana, GAMMM ha cercato di riprendere il filo di un discorso letterario internazionale, di tornare a misurarsi con aree di produzione come quella francese e statunitense (ma non solo) e di riaprire i circuiti spesso troppo appartati della scrittura in Italia, sia in entrata, con nuovi testi e nuove soluzioni formali, sia in uscita, facendo da ponte tra la scrittura italiana e le altre scritture. Leggi tutto "GAMMM e la Weltliteratur 2.0"

Sono tutti agenti doppi!

Francesco Mangiapane

C’era una volta una blogosfera frastagliata e complessa, roba che al solo immaginarne la forma ne sarebbe uscito un incubo: essere catapultati, come Alice nel paese delle meraviglie, dentro un quadro di Kandinskij ritoccato, però, da Barabási. Era il tempo della Blog Generation e di Technorati, dei nickname e delle blogstar maitre-à-penser, il tempo dell’informazione reticolare e connessa, dei blog in grado di abbattere i vetusti pachidermi della vecchia editoria cartacea e off-line. Oggi che tutto questo è finito, che la parola blog è sempre meno associata a quella di generazione, che la rete, mettendoci nome e cognome, si è trasferita su facebook, che i grandi quotidiani hanno trovato la via del riscatto su internet e i giornalisti sono blogger di successo, oggi che pure il più democristiano dei leader politici ha il suo blog, cosa si può dire dei blog? Leggi tutto "Sono tutti agenti doppi!"

Made in China

Simone Pieranni

Avvengono miracoli. Se siamo disposti a chiamare miracoli quegli spasmodici trucchi di radianza, scriveva Sylvia Plath.

Nel nuovo universo web di Wired c'è spazio anche per la Cina, nel blog Made in China (http://daily.wired.it/blog/made_in_china), un'avventura editoriale che sviluppa un tentativo di dare seguito a quei piccoli trucchi di radianza cinese, per scovare quell'avanzamento civile di un paese spesso presente nelle cronache solo in negativo.
Con licenza Creative Commons, particolare decisamente importante nel panorama dell'informazione italiana, cercheremo di raccontare storie cinesi, con un occhio al web, alla tecnologia, all'ambiente, cercando di scrutare laddove è possibile segnali particolari, inusuali, coperti spesso da un'informazione a senso unico, in bianco e nero sul gigante asiatico. Naturalmente non si negheranno attenzioni alle ottusità del sistema cinese, ma proveremo ad andare oltre, cercando di dare una visuale, parziale data la grandezza del paese e la variegata possibilità di opinioni al riguardo, di quanto vediamo e osserviamo, captiamo e troviamo.

"Se uno ha il coraggio di farelo come vuole, fare giornalismo ha ancora senso. Oggi siamo ingozzati di notizie, ma tornerà a mancare la partecipazione di uno che va per conto suo portando i suoi occhi, ma guardando per te, delle realtà lontane. Oggi si ha l'impressione di capire tutto, perché c'è la televisione. Bisogna avere il coraggio di rinunciare a fare carriera nel senso classico, per fare un lavoro genuino di scoperta ed esplorazione. Rinunciando alla pretesa di essere obiettivo: non si è mai obiettivi." (Tiziano Terzani)

Interrogazione sul mezzo

Milli Graffi

Questa settimana spendo il mio gettone di presenza su questo blog muovendo qualche timido passo nel tentativo di capire che cosa sia la scrittura che viene avviata online sui blog. Sembrano pagine di diario senza contenitore cioè con quella cornice minima che è appunto definita diario e alla quale un lettore si avvicina con la curiosità di chi va a scoprire possibili segreti o perlomeno illuminanti idiosincrasie. E invece no, l’effetto non è quello del diario. Il diario come autoriflessione per quanto libera è sempre rivolta su se stessa e perciò produce un effetto autocontenente, si produce come capacità di contenersi dentro lo spazio che va inventandosi. Penso che persino il diario di uno psicotico riesca a prodursi come contenitore, o forse più che mai il diario dello psicotico è un contenitore. Invece la scrittura sui blog ha questo effetto di essere stracciata sbrindellata in uno spazio di libertà così immenso da diventare vago. Leggi tutto "Interrogazione sul mezzo"