Presentazione dei Bloc-notes

Inizia oggi la rubrica Bloc-notes:

Scritture rivolte al presente, alla prossimità, a ciò che sta sempre sotto gli occhi senza mai essere visto. Zibaldone senza vincoli di tema o genere. Più che l’opinione, la notazione; più che il disegno, la traccia provvisoria. Diversi autori coinvolti per un certo lasso di tempo, con una cadenza settimanale. Un diario corale.

Da oggi, per la durata di un mese, sette autori posteranno una volta alla settimana i loro interventi: Simone Pieranni il lunedì, Andrea Inglese il martedì, Milli Graffi il mercoledì, Biagio Cepollaro il giovedì, Alessandro Raveggi il venerdì, Carlo Formenti il sabato, Franco Arminio la domenica.

La curva del giorno

Giorgio Mascitelli

La nuova raccolta di Biagio Cepollaro La curva del giorno conferma che nel lavoro poetico di questo autore si è aperta una nuova fase cominciata con Le qualità, del quale questo libro si pone come esplicita prosecuzione nell’ambito di una componenda trilogia. Se il segno macroscopico di questo cambiamento è facilmente individuabile nell’esclusiva presenza di poesie brevi, perlopiù inferiori ai dieci versi che hanno come soggetto della parola e dell’azione poetica il corpo, tanto più sorprendente in un poeta che finora aveva mostrato di prediligere la misura spesso superiore ai cento versi fino addirittura al poema, si può indicare nell’aggiustamento stilistico-retorico del dettato che la nuova misura richiede, o meglio nella novità del dettato stilistico e dell’organizzazione retorica che impongono questa nuova misura, il vero elemento innovativo.

Abbiamo una lingua standard organizzata entro una sintassi e una retorica che eliminano ogni effetto di ridondanza sia emotiva sia metaletteraria, pur non priva di qualche connotazione ironica, al servizio di quella che potremmo chiamare la ricerca della certezza di uno stato di cose.

Così possiamo leggere le poesie de La curva del giorno come il risultato di una doppia sottrazione, sia di quella relativa alla lunghezza dei testi sia delle interazioni emotive che costruiscono e, in un certo tipo di poesia, interpolano il significato. Come nell’algebra anche qui la moltiplicazione di due quantità negative dà un prodotto positivo, che è da individuare in un tono che sembra rendere plausibile un approccio poetico all'esperienza. Del resto, per citare Wittgenstein, “la certezza è un tono in cui si constata uno stato di cose”, anche se naturalmente questo tono non è sufficiente a garantire l’effettiva verità delle cose.

“Il corpo chiede alla strada di farsi percorrere: un gesto/ di resa minima anche solo per metafora: l’andare non può/ essere solo ostinato di volontà ma anche una certa/ naturalezza nel fidare che improvviso non crepi l’asfalto...” in questi versi chiusi dalla constatazione che “queste promesse (…) nessuna strada le fa” ( p.30) è possibile cogliere tanto l’operazione estetica quanto la temperie etica in cui si svolge questa sottrazione.

Il corpo non è l’argomento della raccolta o un’istanza astratta che informa di sé tutta l’esperienza secondo il gusto di una certa metafisica, che si vuole materialista, oggi abbastanza diffusa, ma il personaggio soggetto dell’enunciazione così come lo è l’io lirico nel Canzoniere e Sherlock Holmes nei gialli di Conan Doyle. A differenza della tradizione lirica però, il poeta, come una sorta di dottor Watson appena più avveduto, trascrive con fedeltà notarile e assenza di complicità movimenti e pensieri del corpo. Questa invenzione poetica rappresenta un’istanza che sospende le tempeste psicologiche e i pregiudizi ideologici del soggetto rendendo possibile il dire l’esperienza al di fuori delle istituzioni che inquadrano l’io in poesia, forse non il più lurido, ma certo uno dei più pericolosi tra tutti i pronomi. Così si può affermare che il corpo è l’unità logica minima che senza costruzioni ridondanti cerca il senso dell’esperienza e la sua certezza nella concretezza quotidiana e nel linguaggio.

Tale mossa è un esito perfettamente comprensibile della poetica di Cepollaro, nella quale, approssimando in maniera un po’ brutale, la verità della poesia dipende dalla postura, anche psicologica, del soggetto che enuncia il testo. Naturalmente questa poetica non è ingenuamente contenutistica né al contrario si colloca sul piano della struttura e dell’ideologia del linguaggio, ma si attesta a livello delle convenzioni letterarie e retoriche che in poesia regolano la figura del soggetto parlante.

Ne segue che in tutta l’opera di Cepollaro ricorre una sfiducia sistematica nella figura dell’io poetico, si pensi allo scriba di Scribeide e al biagiocepollaro di Versi Nuovi, che crea un campo di tensione con l’impulso al dire (e si tratta di una tensione non programmatica, ma oggettiva e fondante, quella che i prof di lettere di una volta avrebbero chiamato le ragioni di una poesia). Il personaggio corpo è il frutto e nel contempo l’artefice di un nuovo equilibrio dinamico in questa tensione.

La raccolta si apre con l’enunciazione di un imperativo (“occorre stabilire i confini del corpo” p.11) che accompagnato, specie nella parte iniziale del libro, da altre immagini di perimetrazione e confine, sembra metonimicamente richiamare l’urgenza anche morale del dire l’esperienza, che diviene poesia: stabilire i confini significa allora distinguere le cose che il corpo fa effettivamente dai pensieri pieni di belle speranze e dagli attributi che retoricamente gli si conferiscono. A questo primo momento fa da contraltare un richiamo altrettanto frequente alla liquidità, fosse anche solo degli umori corporei ( per es. “l’incastro è ora affare di liquidi e umori/il più e il meno l’umido e il secco tornano/ a dire qui e là dove la vita tracciando è passata” p.19), nel quale si riverbera metaforicamente la varietà dell’esperienza a stento riducibile al discorso.

Il costituirsi di una stabilità precaria delle condizioni minime del dire poetico (“il corpo è occhio che racconta e lingua che assaggia/ il resto è una notte che lo circonda da ogni parte”, p.22) è il risultato che caratterizza La curva del giorno nel quadro di quella tensione di cui si è detto ed è nel contempo, proprio in ragione della sua provvisorietà, segno della rinnovata vitalità del lavoro poetico di Cepollaro.

Biagio Cepollaro
La curva del giorno
L’arcolaio (2014)
€ 11

alfadomenica marzo #1

BIFO e FORMENTI sull'EUROPA - RASTIER su HEIDEGGER - CAPATTI / RICETTARIO DELLA DOMENICA - CEPOLLARO / POESIE  - ACCARDI / VIDEO - EMMER su LICATA *

PERCHÉ VOTEREMO PER LA LISTA TSIPRAS
Franco Berardi Bifo

Qual è l’orizzonte in cui si colloca la lista Tsipras che nasce in questi giorni e si presenterà alle elezioni europee di maggio? In quale contesto opera, quali obiettivi potrà proporsi?
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LETTERA APERTA AI COMPAGNI DELLA SINISTRA RADICALE SULLE ELEZIONI EUROPEE
Carlo Formenti

Dire che la Lista per Tsipras, così come viene configurandosi, rischia di essere un’ennesima occasione mancata per rilanciare una sinistra italiana degna di questo nome è un eufemismo.
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NON C'È NESSUN AFFAIRE HEIDEGGER
François Rastier

Il carattere nazista della filosofia heideggeriana è stato oggetto di numerose analisi, nelle quali si è voluto vedere altrettanti affaires speciosi e diffamatori. Con la pubblicazione dei Quaderni Neri (Schwartzen Hefte), quelle analisi cominciano a ricevere dallo stesso Maestro conferme postume ma irrefutabili, che hanno messo in grande agitazione i suoi discepoli.
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INEDITE QUALITÀ
Biagio Cepollaro

il corpo sa che tra i suoi mobili confini e le strade si accumula
una gran massa d’acqua che piove dal cielo.
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GOCCE DI MARSALA
Alberto Capatti

Ricominciamo, dopo il mese d’agosto 2013, a suggerire delle ricette con cadenza, per ora settimanale, partendo da una domenica che non è più giorno di festa ma di maggiore libertà.
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Pochi giorni fa sono scomparsi Carla Accardi e Riccardo Licata. A Carla Accardi alfabeta2 aveva dedicato il numero 7 (marzo 2011) del mensile interamente illustrato con le sue opere; Qui la ricordiamo con un video realizzato in occasione di una mostra alla galleria Valentina Bonomo di Roma; Licata è ricordato da un articolo di Michele Emmer.

CARLA ACCARDI - Intervista

ARS COMBINATORIA
Michele Emmer

Riccardo Licata era arrivato a Venezia nel secondo dopoguerra per studiare all’Accademia di Belle Arti. È il momento della contrapposizione tra la nuova astrazione (Vedova, Santomaso, Turcato) e il realismo.
Leggi >

*alfadomenica è la nuova rubrica di alfabeta2 in rete:
ogni domenica articoli di approfondimento, dibattiti, scritture, poesie ecc.

Inedite qualità

Biagio Cepollaro

*

il corpo sa che tra i suoi mobili confini e le strade si accumula
una gran massa d’acqua che piove dal cielo. è questo mare rovesciato
che suona la sua risacca di gocce sul legno delle finestre e sulla tela
degli ombrelli a inchiodarlo in un ascolto senza azione e costrutto:
il suo movimento vorrebbe la secchezza dell’asciutto la precisione
di ciò che non perde non si frammenta piuttosto una linea tracciata
tra due punti come un’idea illuminata nel centro da un raggio di sole

*

il corpo fa del pensiero un modo per meglio
godere della luce: trattiene tra le sue dita
e accarezza così come può fare l’ultimo
riflesso prima di sparire dallo specchio
questo ha sapore e questo sapore è l’unico
sapere che sa: il resto è scala da rigettare

*

il corpo non si pone problemi di metrica
a lui pertiene il respiro che dice ed è questo
il ritmo che non solo esprime ma anche lo fa
felice: il sapere talvolta ha questo potere
di dare al corpo vita quando gli dà coscienza
ed è qui la misura e il piacere della sua danza