Alfa Zeta: L come laboratori

Puntata dedicata ai laboratori che animano la rivista e il sito di alfabeta2. Le riprese sono state fatte durante un incontro al dipartimento di filosofia di Torino, sul concetto di rete e sul rapporto tra rivista e new media, gerarchia e autorevolezza delle parole o dei mezzi. Il racconto si snoda attraverso delle citazioni, dal sito letterario Nazione Indiana, alla rivista parigina l'Atelier du Roman, per poi finire con la poesia l'Atelier di Cezanne, di Biagio Cepollaro, tratta dal volume Scribeide (Edizioni Piero Manni) e letta dallo stesso autore.

Il popolo della gru. Cronaca di un’azione politica

Gherardo Bortolotti, Andrea Inglese e Maria Luisa Venuta

Premessa:

2009 si approva la cosiddetta Sanatoria per colf e badanti. La Sanatoria è da subito “abusata”, dai lavoratori non regolari di cantieri, fabbriche, ecc. per uscire dalla clandestinità e dal lavoro nero. Oltre a pagare centinaia o migliaia di euro tra bolli e contributi, spesso i migranti accedono a un mercato di finti datori di lavoro pronti, dietro pagamento, a presentare con loro la domanda di sanatoria. La Circolare Manganelli del marzo 2010, che esclude dalla sanatoria i clandestini che hanno ricevuto un decreto di espulsione, complica il quadro. Ai TAR locali il compito di gestire le contraddizioni della legge.

L’occidente è dunque questo luogo senza popolo? Il popolo sono sempre gli altri. Noi siamo individui spopolati. Spettatori, ma per nulla passivi. Assoldati dalle mille astuzie tecnologiche, per allestire come meglio ci riesce il nostro quotidiano spettacolo: ciò che del reale riusciamo a far filtrare fino a noi in dosi piacevoli, narcotizzando il resto, il disastro.

Settembre-ottobre 2010: presidio di migranti di fronte all'ufficio unico della Prefettura di Brescia: si protesta contro il congelamento delle domande di regolarizzazione presentate. Il presidio nasce dopo ricorsi al TAR sfavorevoli ai migranti e due sentenze del Consiglio di Stato, la prima sfavorevole e la seconda favorevole ai migranti. Questi si appoggiano all'Associazione “Diritti per tutti”, nata nel 2000, che coinvolge italiani, egiziani, marocchini, senegalesi, indiani e pakistani.

Lavoratori già invisibili sui luoghi di lavoro (senza contratto), si devono rendere invisibili anche dopo il lavoro (segregati in casa per non rischiare fermi ed espulsioni). Leggi tutto "Il popolo della gru. Cronaca di un’azione politica"

23 novembre a Torino: Sono tornate le riviste?

23 novembre, PalazzoNuovo, via san Ottavio 20, Torino

ore 18 aula 6

Sono tornate le riviste letterarie.

Qual è il loro ruolo oggi, nel panorama culturale e sociale del nostro paese?
Quale sguardo o linguaggio proiettano nella e della realtà?

Un confronto aperto, una discussione animata e molto attuale con Tiziano Scarpa, Andrea Inglese e Sparajurij, redattori de "Il Primo Amore", "Alfabeta2" e "Atti Impuri". Leggi tutto "23 novembre a Torino: Sono tornate le riviste?"

Sillabario plumbeo 4

Andrea Inglese

Parigi versus Milano

Parigi. L'idea di Parigi, il fatto di Parigi, il sapere che c'è Parigi, che si arriva a Parigi, che si può andare in giro a Parigi – usciti dalla stazione, uno può andare in giro, camminare liberamente, senza piani precisi, poiché le vie sono tante e lunghe e la città è grande, c'è spazio per tutti. E una volta che uno è a Parigi, e ha passato un intero pomeriggio nella città, cercando di capire che cosa è meglio fare, che cosa è meglio mangiare, con chi scambiare una parola, per quale quartiere gironzolare, a quel punto ci si accorge che c'è anche la possibilità di passare la notte in città, al riparo, dormendo in un letto, o distesi comunque su qualcosa di non troppo scomodo, semplicemente rivolgendosi a uno dei tanti hotel aperti, oppure piantando la tenda nel campeggio di Joinville-le-Point, o magari perché si è invitati, c'è persino questa evenienza rara ma non del tutto improbabile, essere invitati da qualcuno che abita a Parigi a dormire a casa sua, per poi svegliarsi a Parigi, nell'appartamento privato di un parigino, e quindi guardar fuori dalla finestra, e fuori ci sono le strade, gli alberi, le biciclette, i vecchi, gli africani, le panchine, i rompicoglioni di Parigi. Leggi tutto "Sillabario plumbeo 4"

Soggetti politici e/o soggetti economici: l’esodo verso la Rete del lavoratore intellettuale non garantito

[Proponiamo un articolo postato sul sito Precariementi, lunedì, 26 luglio 2010]

Claudia Boscolo

In un articolo apparso sul n° 1 di Alfabeta2 (luglio-agosto 2010) e in seguito riproposto sul lit-blog Nazione Indiana, Andrea Inglese tratta alcuni temi che sono di interesse anche ai lettori di PrecarieMenti.
La prima questione posta dall’autore riguarda i criteri secondo i quali sia valutabile in termini di qualità il contributo effettivo del lavoratore intellettuale all’interno di una società in cui il declino dell’istituzione che tradizionalmente ne legittimava il lavoro non è più in grado di garantirne il ruolo e la giusta retribuzione. Inglese rivolge il proprio discorso all’università, ma in questa sede si può allargarlo e includere la scuola fra le sedi che legittimano il lavoro dell’intellettuale e fra i canali preposti a diffondere la conoscenza, visto che se il problema è il ruolo dell’intellettuale in Italia oggi, in Italia la docenza universitaria in moltissimi e illustrissimi casi storicamente giunge dopo un lungo apprendistato nei licei Leggi tutto "Soggetti politici e/o soggetti economici: l’esodo verso la Rete del lavoratore intellettuale non garantito"

Amleto dopo Wittgenstein: la poesia letta.

Biagio Cepollaro

La scoperta della poesia (Metauro Ed., 2008) è il titolo di una raccolta di saggi intorno alla poesia e alla sua ‘scoperta’ da parte degli stessi poeti, curata da Massimo Rizzante e Carla Gubert .

Riporto qui il mio contributo.

1. Amleto dopo Wittgenstein

In un luogo in cui Wittgenstein incontra Amleto, la filosofia del linguaggio coglie l’occasione per toccare i limiti di ‘dicibilità’ dell’etica, dall’esterno ma con profondo rispetto. Nella conferenza sull’etica, pronunciata da Wittgenstein tra il ’29 e il ’30 davanti all’associazione ‘The Heretics’ a Cambridge, c’è un brevissimo passaggio in cui il filosofo riporta una frase di Amleto che sembra buttata lì ma che pesa e resta nella mente del lettore.La frase è una sentenza relativa al bene e al male che hanno senso solo come qualità del pensiero: ‘Nothing is either good or bad, but thinking makes it so’ (Amleto, atto II, scena 2 ).

Wittgenstein contesta la verità di questa affermazione ritenendo quello di Amleto un potenziale malinteso che si radica nel considerare uno stato mentale buono o cattivo, in senso etico, come un fatto passibile di descrizione. Mentre l’etica, se è qualcosa, ribadisce il filosofo, è soprannaturale e per il soprannaturale, per l’assoluto, non c’è linguaggio, essendoci il linguaggio solo per fatti ‘passibili di descrizione’. Il qualcosa, il fatto inchiodano il discorso escludendo la possibilità di parlare sensatamente di etica e di valori assoluti. Eppure lo Spettro appare ad Orazio e poi ad Amleto: la consistenza ontologica dell’apparizione sfugge alla logica del fatto ma non al criterio cartesiano dell’evidenza. In modo chiaro e distinto la coscienza di Amleto integra il dramma del sapere e del non sapere, della ragione e della sragione. Lo Spettro entra ed esce, si avvicina, suggerisce, si affianca alle cose, procede come un fatto, l’allegoria affianca la lettera. Leggi tutto "Amleto dopo Wittgenstein: la poesia letta."