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Congetture su Uwe

Congetture su Uwe

Andrea Cortellessa Rappresenta un piccolo, grande avvenimento editoriale l’uscita presso L’orma del terzo volume dell’opus magnum di Uwe Johnson, la tetralogia intitolata I giorni e gli anni (Jahrestage, uscita originariamente nel ’70, ’71, ’73 e ’83) la cui traduzione – opera pressoché sacrificale di Nicola Pasqualetti e Delia Angiolini – intraprese Feltrinelli, nella collana ammiraglia delle «Comete», nel 2002. Del resto proprio l’opera e persino la fisiognomica silhouette di Johnson (quella stessa che anche Franco Cordelli ha ipostatizzato, nel ’96, nell’«eroica» copertina del suo saggio La democrazia magica) erano stati quasi una bandiera, per la straordinaria ventura editoriale di Feltrinelli in quegli irripetibili primi an[...]


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Un estratto da I giorni e gli anni

Uwe Johnson 1 maggio 1968, mercoledì E nella patria, quella tedesco-occidentale, come vanno le cose? A Stoccarda una corte, in capo a 144 sedute e un anno e mezzo, ha condannato alcuni soldati delle S.S. che tenevano in schiavitù la popolazione ebraica di Lemberg, che poi annientarono definitivamente nel campo di concentramento di Belzec. (Quando uno non se la sentiva di fucilare i prigionieri, i superiori non gli facevano nulla.) A Lemberg morirono in 160.000 per via dei tedeschi, a Belzec furono un milione e cinquecentomila, e solo uno dei colpevoli è stato condannato all’ergastolo. Di un altro la corte ha stabilito che foss[...]


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I giorni e gli anni

Stefano Gallerani Poco meno che trentenne, nei primi anni sessanta Uwe Johnson è uno degli autori europei più considerati: nel 1961 Il terzo libro su Achim (che l’anno seguente gli vale il Premio Internazionale degli Editori) consolida la sua fama di “primo vero scrittore delle due Germanie” e conferma il precoce talento che s’era imposto all’attenzione del mondo letterario già con il romanzo d’esordio, quelle Congetture su Jacob (1959) che nel ’62, nella comunicazione a Formenton riportata poi nel quinto numero del “menabò”, Elio Vittorini definisce, a petto del Tamburo di latta di Grass - giudicato un romanzo che “si muove ancora, in effetti, nel[...]


Intervista con Uwe Johnson (1961)

Intervista con Uwe Johnson (1961)

a cura di Enrico Filippini Johnson, quando uscirono, due anni fa, le Congetture su Jakob in Germania1 la critica disse: questo libro è la grande eccezione, la sua pubblicazione viene a riempire il vuoto letterario della Germania, a colmare un silenzio. Lei, di questo vuoto, ha sentito gli effetti negli anni della sua preparazione? «No. E nemmeno ho cercato di introdurre qualche cosa in questo vuoto, di colmarlo. Quando scrissi le Congetture m’importava semplicemente di raccontare nel modo migliore una storia che [...]


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Nota all'intervista

Alessandro Bosco In un bel saggio pubblicato il 28 ottobre del 2009 sul sito di «Nazione Indiana» (e precedentemente apparso con qualche variante nel volume, curato da Sandro Bianconi, Enrico Filippini, le neoavanguardie, il tedesco, Salvioni, 2009, pp. 25-39), Michele Sisto ha molto ben ricostruito il «mutamento strutturale» che a cavallo tra la fine degli cinquanta e i primi anni sessanta sconvolge il «campo letterario italiano» soprattutto attraverso «la comparsa in grande stile di un uso “militante” delle traduzioni, inteso a promuovere una determinata visione della letteratura». Che di quest’operazione di apertura, di svecchiamento e di sprovincializzazione della cultura italiana Filippini sia stato uno[...]


  1. Cfr. Uwe Johnson, Mutmassungen über Jakob, Frankfurt am Main, Suhrkamp, 1959 trad. di Enrico Filippini Congetture su Jakob, Milano, Feltrinelli, 1961 []

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