Speciali

Monsieur Zero. Manzoni, quello vero

Monsieur Zero. Manzoni, quello vero

Andrea Cortellessa «Fra i Manzoni preferisco quello vero, Piero». Così – in pieni anni Zero – cantavano, quieti e caustici, i Baustelle di Un romantico a Milano. Un’improntitudine che conosce almeno un precedente, non temperato da simile ironia (ma dall’amarezza giustificata dallo scrivere a un anno dalla morte dell’artista ventinovenne), nelle parole di Arturo Schwarz riportate da Dario Biagi all’inizio della sua «vera storia» («non autorizzata» al punto d’essere forclusa dal bookshop a Palazzo Reale… esagerati… il libro ha un piglio giornalistico, contiene qualche inesattezza e qualche pagina romanzata di troppo, ma è pieno di passione autentica e informazioni altrimenti inedite): «se i Manzoni saranno ric[...]


Una violenta fiducia. I Novissimi con Piero Manzoni

Una violenta fiducia. I Novissimi con Piero Manzoni

Andrea Cortellessa Non è vero quanto ha sostenuto una volta Vanni Scheiwiller: che cioè il sodalizio di Piero Manzoni con Nanni Balestrini, minore di lui di due anni, fosse nato nelle aule dell’istituto Leone XIII, la scuola milanese dei Gesuiti dove entrambi avevano studiato (della stessa classe di Balestrini – col quale già allora dava vita a un sodalizio poetico a quanto pare chiamato «I figli della cenere» – era Leo Paolazzi, il futuro Antonio Porta; mentre Scheiwiller era della classe del ’34). Divennero amici più avanti, invece: a Brera, al bar Jamaica (così ricostruisce la vicenda Giorgio Zanchetti nell’assai informato contributo inclu[...]


No thumbnail available

Fiato d'artista

https://vimeo.com/91780987 Da uno dei Filmgiornali SEDI. Riprese effettuate il 3 maggio 1960[...]


Cinegiornale/Comunicazione

Cinegiornale/Comunicazione

Andrea Cortellessa La pubblicità è l’anima del mercato, e PM capisce al volo l’importanza di “fare notizia”. È l’eredità più tangibile che raccoglie del futurismo: come Marinetti accetta e persegue il successo di scandalo, la «voluttà di essere fischiati» che i nuovi media a disposizione degli artisti, nella nascente Società dello spettacolo, possono gigantografare in misura inimmaginabile dalle prime avanguardie (non casuale l’entusiasmo nei suoi confronti di Damien Hirst, testimoniato dal documentario Piero Manzoni artista). Non solo. A differenza di Marinetti e soci, il cui look – «abito futurista» di Balla a parte – nelle Serate non era distinguibile dai loro avversatori, PM (come fors[...]


Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!

Archivi