Speciali

L’erba vorrei. Lelio Demichelis

L'erba vorrei. Lelio Demichelis

Vorrei. Vorrei essere ciò che immagino di poter essere. Di voler essere. Di poter essere perché vorrei esserlo. Perché ho il desiderio di esserlo. E vorrei che gli altri mi riconoscessero questo diritto di essere me stesso; il diritto in-disponibile, in-aggirabile di poter essere come vorrei essere – di conoscere me stesso per provare ad essere me stesso. Anch’io ovviamente accettando e riconoscendo (è la parte necessariamente complementare al mio personalissimo vorrei) di rispettare il vorrei essere degli altri, liberi come me di voler/poter essere ciò che vorrebbero essere. O almeno di provarci, perché se conoscere davvero se stessi è forse impossibil[...]


L’erba vorrei. Antonio Wild

L'erba vorrei. Antonio Wild

Vorrei assalire un galeone spagnolo, inglese o francese, abbordarlo di sorpresa al grido di omnia sunt communia! Vorrei andare e tornare dalla Tortuga con i miei fratelli della filibusta e con i fratelli della costa dividere equamente il bottino. Depredare senza chiedere il permesso. Oppure fuggire ad Algeri, come i corsari rinnegati, e di lì partire con gli sciabecchi, attraversare il mediterraneo spiegando le vele del comune per intercettare il vento del cambiamento. Vorrei organizzare l'assalto al treno, galoppando a cavallo s'intende, tutti insieme, torme spericolate di compagni d'avventura. Vorrei svaligiare la banca nazionale di Mesa verde, e col malloppo, tutto quanto, [...]


L’erba vorrei. Claire Fontaine

L'erba vorrei. Claire Fontaine

Vorrei che l’erba vorrei smettesse d’infestare case, strade e luoghi di lavoro, che l’erba voglio crescesse dappertutto vigorosa e verde, la propria ancor più verde di quella del vicino. Vorrei poter somministrare di persona l’eutanasia al patriarcato che soffre così tanto da così tanto tempo, perché muoia tra le dita, sulle bocche, dentro i letti, nelle scuole e ovunque sia vissuto. Vorrei che i soldi servissero a pochissimo, che i prezzi di ogni cosa fossero ridicoli, che la tecnologia servisse a vivere e non a farsi protesi dell’anima, a distrarsi, a lavorare anche di sera e a esser sempre soli. Che i dottori fos[...]


L’erba vorrei. Andrea Fiore

L'erba vorrei. Andrea Fiore

Vorrei che esistesse una franchezza senza retorica. Una di quelle che rende sinceramente apprezzabile anche il peggior dei nemici e che spazza via i sepolcri imbiancati della politica. Mi piacerebbe pensare, almeno per una volta, che il futuro non debba affidarsi ad un curioso revival della Provvidenza manzoniana e che nella vita ci sia spazio anche per qualche certezza, nonostante l’interminabile deserto di precarietà. Mi piacerebbe riuscire ad abbandonare la quotidiana trasformazione in Demodoco di me stesso, senza preoccuparmi troppo del futuro. Questo implicherebbe l’esistenza di un Paese civile, in cui lo Stato si prende cura della dignità di ogni cittadino, custo[...]


L’erba vorrei. Lidia Riviello

L'erba vorrei. Lidia Riviello

Vorrei andare a Saint Tropez, ma al Corviale si parla di Poetitaly come dell’unico festival di poesia su cui stiano investendo mercati immobiliari e una scoperta sorgente d’acqua minerale con proprietà profilattiche e terapeutiche. Molte agenzie di monolocali generici hanno chiesto di figurare come sponsor. Vedremo, se si farà in tempo. Sceneggiature per film, invece no, meno che mai adattamenti. Abbiamo chiesto ai registi interessati di guardare ai poeti come si guarda al frullatore di fragole, alla memorabilia cinematografica, all’abbandono del limes, non come si guarda ad attori. Pittori e operai in tute massaua, lavorano con tutti i colori messi a disposi[...]


L’erba vorrei. Ilaria Bussoni

L'erba vorrei. Ilaria Bussoni

Vorrei che il neoliberismo non avesse colonizzato gli affetti, istillato la paura, consolidato il cinismo. Vorrei che il neoliberismo non avesse moltiplicato piccole e orride identità proprietarie. Ringhiose e bavose a difendere recinti di autoreclusione da esse stesse costruiti. Vorrei che il neoliberismo non avesse scatenato la guerra tra i cervelli (forse per questo quegli altri barbuti li tagliano). Vorrei che il neoliberismo non avesse accecato gli sguardi, ottuso i sensi, domesticato i gusti. Vorrei che il neoliberismo non avesse insediato relazioni sociali sguaiate e cagnesche in agguato di qualunque occasione comunicativa per esplodere nel livore, con buona pace per Habermas. [...]


L’erba vorrei. Maurizio Gibo Gibertini

L'erba vorrei. Maurizio Gibo Gibertini

L'erba che vorrei? L'erba che voglio, è quella che mi accompagna nelle passeggiate a Villa Pamphili, nelle gite fuori porta, in quelle scarpinate pazzesche che in Val Susa chiamano manifestazioni e quella che con una certa frequenza mi procuro, furtivamente, dallo spacciatore sotto casa. Insomma un'erba che non insegna niente a nessuno, ma di cui si può condividere il piacere. Ecco sì, il piacere, il nemico di sempre, il peccato, la colpa da espiare più duramente. Voglio svegliarmi con il piacere e andarci a letto, voglio far l'amore con il piacere e piacevolmente incazzarmi con quello che non va. Voglio abolire la [...]


L’erba vorrei. Paolo B. Vernaglione

L'erba vorrei. Paolo B. Vernaglione

Vorrei che dal vocabolario corrente fossero definitivamente cancellate le parole: "ottimizzare", "riforme", "capitale umano", "impresa", "crescita", "tweet", "selfie". E in primo luogo il pronome "io", che degli atti di parola è il principale referente. Alcuni tra i più importanti linguisti moderni, come Benveniste e Jakobson, hanno classificato i pronomi come shifters, cioè come indicatori dell'esclusiva funzione linguistica, che rimanda al puro atto di enunciazione e identifica il locutore nell'unicità del singolo proferimento. Oggi tale funzione di imputazione alla prima persona si staglia in primo piano in un tronfio e miserabile autoriferimento, privo di essenza. Perché, a differenza che nel passato, il pronome che [...]


L’erba vorrei. Federico Campagna

L'erba vorrei. Federico Campagna

Vorrei che mia madre potesse vedermi disse Theo senza dover cercare una telecamera in cui guardare. Il mobilio e i muri stessi di Reality Station erano fatti di materia trasmettente, come l’interno di un enorme occhio di mosca. Molto tempo prima – se di tempo si poteva ancora parlare – gli antenati di Theo erano sbarcati su questo pianetino a distanza ultrasiderale dalla Terra in cerca di altre forme di vita. Così avevano fatto in quello stesso momento anche gli antenati dell’attuale coinquilino di Theo, provenienti da un’altra galassia. Entrambe le spedizioni sapevano di essere in una missione senza ritorno, ma l’insperat[...]


L’erba vorrei. Valentina Valentini

L'erba vorrei. Valentina Valentini

Vorrei che il conformismo intellettuale, trovasse vigili avvistatori pronti a denunciarlo. Vorrei che la memoria corta non lasciasse a secco le radici dell’albero del fare civile. Vorrei che le persone che ricoprono ruoli istituzionali non parlassero di emozioni e della loro infanzia. Vorrei che ciascuno avesse un obiettivo per cui impegnarsi. Vorrei che le generazioni più giovani non fossero obbligate a lasciare l’Italia perché respinti. Vorrei che non si ostentasse un ottimismo euforico ma neanche un’amarezza demolitrice. Vorrei che non fosse diffusa la sensazione di impotenza. Vorrei non deludere chi ha energia e sguardo prospettico. Vorrei non chiamare Progetto Quadriennale un cartell[...]


L’erba vorrei. Christian Caliandro

L'erba vorrei. Christian Caliandro

Vorrei che l’Italia smettesse, finalmente, di sprofondare. Vorrei che le persone non fossero così deboli e tristi – che ritrovassero la dignità. Attorno a me continuo a vedere persone che, ognuna nel suo campo specifico e nel proprio contesto di riferimento, conducono una lotta molto dura in condizioni impervie. La maggior parte sta al massimo a galla, resistendo per il momento agli urti: quelli che sono stati e sono in grado di costruirsi una parvenza di ‘carriera’, lo fanno in realtà accettando tutta intera la situazione data e i suoi presupposti. L’ingiustizia di tutto questo. Vorrei che si costruissero le condizioni per un minim[...]


L’erba vorrei. Toni Negri

L'erba vorrei. Toni Negri

Vorrei...  mi suona male. Non riesco quasi a dirlo. Vorrei... e resti lì fermo come davanti ad un semaforo rosso in una strada dove non ci sono auto. Incerto, vuoto di propositi. Vorrei...  mi suona assurdo. Perché? Vorrei un gelato, non è assurdo... basta che esca di casa, c'è una buona gelateria a venti metri. Ma il gelato ora non lo voglio. E poi, in quel «vorrei» del quale mi chiedono di parlare c'è un inganno – ne sono certo – infatti, nell'esempio che ho fatto, vorrei non risuona come quel «vorrei» che mi chiedono di sviluppare. «Vorrei» – la questione è che cosa vorrest[...]


L’erba vorrei. Angelo Guglielmi

L'erba vorrei. Angelo Guglielmi

Io vorrei... no, non mi fregate non mi costringerete a dire che vorrei un mondo migliore – il mondo non è mai stato migliore. Che vorrei un mondo più giusto – il mondo non è mai stato giusto. Un mondo più tollerante – non è un desiderio onesto. Un mondo meno funesto – sì, potrebbe essere un desiderio ma non è risolutivo. E allora, una volta scartato l’intero armamentario retorico delle idealità, dichiaro che vorrei un mondo più attivamente critico. Ma che significa? Intanto per mondo intendo gli individui che vi abitano e in particolare per sfuggire alla genericità gli italiani. Tutti? No, ma almen[...]


L’erba vorrei. Cristina Morini

L'erba vorrei. Cristina Morini

«Vorrei andarmene, adesso. Vorrei uscire da questa torre, dal palazzo, si capisce. Qui, chiusi a soffocare, a sopravvivere a noi stessi, ripiegati sulla noia, a fare tutti i giorni una cosa che non ha senso e non può piacere. Staccarsi, invece, riconoscendo i disagi e i moti che ne conseguono sia nel senso della fuga che in quello della resistenza. Superare d'uno balzo gli scogli organizzativi, mettendo in luce altri desideri. Rifiutare la logica produttiva per ritrovare se stessi, dando il massimo valore ai momenti improduttivi». Una cosa dimenticata, rimossa, è la possibilità di lasciare un lavoro. Vorrei ripristinarla. Lavori tristi e depr[...]


L’erba vorrei. Franco La Cecla

L'erba vorrei. Franco La Cecla

Vorrei... che l'Italia si accorgesse finalmente di possedere una grandissima risorsa, oggi nascosta tra i centri orribili di accoglienza, negli hotel di seconda mano, in interi paesi e per le strade e sotto i ponti. Una risorsa costituita da centinaia di migliaia di giovani immigrati uomini e donne che per arrivare in Italia hanno non solo rischiato la pelle, ma vissuto una delle esperienze più dure di diaspora ed esodo che l'umanità possa ricordare. A questi che sono tra noi l'Italia dedica tutte le sue forze di clandestinità. Dopo averli salvati dal mare o lasciati annegare, dopo averli accolti o respinti no[...]


L’erba vorrei. Carlo Formenti

L'erba vorrei. Carlo Formenti

Vorrei che gli amici di alfabeta2 non mi avessero chiesto di iniziare un articolo con la parola vorrei… Perciò, dopo essermi formalmente adeguato alla richiesta, riformulo l’incipit sostituendo “vorrei” con “mi piacerebbe che”. Anzi, contrordine: meglio adottare un sommesso “gradirei che” (il verbo piacere ha troppe assonanze con i famigerati like di Facebook). Ricomincio: gradirei provocare il lettore con qualche considerazione in merito all’eredità dell’Erba Voglio (implicita nell’iniziativa alfabetica, in barba all’effetto straniante prodotto dall’uso del condizionale). Premetto che i sentimenti di amicizia e simpatia che provavo negli anni Settanta nei confronti dei fondatori dell’Erba Voglio restano immutati a distanza di quarant’anni (ahimè!); è inve[...]


L’erba vorrei. G.B. Zorzoli

L'erba vorrei. G.B. Zorzoli

Vorrei che non ci limitassimo a versioni aggiornate del commento di un vecchio dirigente comunista durante il volo che lo riportava in Italia, di ritorno da una visita nell’Unione Sovietica. Rivolto agli altri due membri della delegazione, alzò la mano simulando un cin-cin: “brindo al futuro, perché il presente fa proprio schifo”. Liquidato così, con una battuta, il problema, era pronto a ritornare tranquillamente al business as usual, fatto di critiche, anche pungenti, ai governi guidati dalla DC, senza prospettive diverse dalla continua reiterazione del ruolo che si era assunto. Vorrei che tornassimo ad avere una vision, che non può consistere soltanto di pura r[...]


L’erba vorrei. Furio Colombo

L'erba vorrei. Furio Colombo

Vorrei che... non rispondo d'impeto, tutt'altro. Ci ho pensato bene. Volevo cominciare così: vorrei tornare indietro. Poi mi sono reso conto, che, alla tua età, non si dice, è banale e ovvio. Sa di inutile nostalgia. Eppure aveva un senso. Provo a ridirlo in questo modo: se ci fosse una moviola del tempo, vorrei tornare indietro, piano, cauto, con ossessiva attenzione, per ritrovare il punto e il momento. Che cosa è accaduto lo sapete. In quel punto e momento, che lì per lì è sfuggito a tutti, mentre stavamo andando da un'altra parte, abbiamo imboccato la strada sbagliata . Siamo entrati in un [...]


L’erba vorrei. Letizia Paolozzi

L'erba vorrei. Letizia Paolozzi

Vorrei essere un maschio. Con tutti gli annessi e connessi che distinguono un sesso dall’altro. Non per invidia del pene, complesso di Edipo o altre storie del genere. È che mi piacerebbe una improvvisa (e decisa) conversione alla mascolinità. Non pasticcerei con le questioni della differenza. E neppure della parità. Piuttosto sì, sarebbe bello avere la (virile) capacità di lanciare un libro (pesante) onde arrestare la marcia della blatta che si aggira sul pavimento della cucina. Nonostante la febbre da riordino della biancheria, piatti, posate e nonostante il (mio) perfezionismo che si accanisce sulla differenziazione dei rifiuti, cacciata dei piccioni, persecuzione delle [...]


L’erba vorrei. Giorgio Mascitelli

L'erba vorrei. Giorgio Mascitelli

Vorrei. Quello che vorrei non è poi così difficile da realizzare. Non ho molte pretese e nemmeno molta fantasia. Sul piano personale ho avuto la fortuna o la sfortuna di considerare connaturata all'esistenza una quota di frustrazione: ciò mi ha permesso di vivere momenti di godimento inatteso, ma mi ha abituato a non desiderare troppo in grande. Sul piano collettivo confesso che il pessimismo della ragione mi ha progressivamente vietato non solo di volere tutto, ma anche qualcosa di sostanzioso: sono troppo abituato da anni a pensare di limitare i danni di fronte a un sistema di governo che è quanto di [...]


L’erba vorrei. Michele Emmer

L'erba vorrei. Michele Emmer

Vorrei che le parole riacquistassero un senso. Viviamo nel tempo della comunicazione globale, in cui tutti (non tutti in verità) sono connessi potenzialmente con tutti, in cui si scambiano in un giorno probabilmente più informazioni di quante ne siano state scambiate per interi secoli. Un mondo della comunicazione in cui quello che conta è il messaggio breve, preciso, che va al punto per colpire, per lasciare una traccia. Il messaggio deve arrivare veloce, colpire l'obiettivo giusto ed essere dimenticato poco dopo. Le parole sono slogan, bisogna colpire l’iimaginazione. Ricordo una volta mio padre che per uno degli innumerevoli Caroselli che ha real[...]


L’erba vorrei. Lucia Tozzi

L'erba vorrei. Lucia Tozzi

Vorrei. Bordelli per donne. Non quei patetici gigolò di internet che blaterano di romanticismo e buona compagnia, ma luoghi zeppi di uomini e donne professionalmente dedicati al piacere sessuale delle donne. Appartamenti labirintici, sale scenografiche, localacci, posti kitsch, spa e sale massaggi, love hotel a tema, stanze anonime e complessi boudoir, templi del sadomaso, darkroom, hard disco, peephole, cinema porno, club, resort, sexy hub, alberghi retrò. Mimetizzati nel tessuto urbano o accorpati in quartieri a luci rosse, luoghi della deboscia o del conforto, ma comunque pullulanti, dilaganti in tutte le città di tutti i paesi, nei recessi più remoti, nelle aree di vac[...]


L’erba vorrei. Carlo Antonio Borghi

L'erba vorrei. Carlo Antonio Borghi

Vorrei. Qui ti voglio o qui ti vorrei? Cos'è meglio? Qui mi voglio e qui mi vorrei per dire di desideri probabili e non solo possibili. La probabilità mi eccita. La possibilità mi lascia indifferente e a volte mi deprime. Bevo un cordiale. L’erba voglio non esiste, come insegnavano le nonne. L’erba vorrei esiste ma bisogna trovarla. Primo primo, vorrei che (come scrive Illuminati) ci decidessimo a stroncare per separare il grano artistico dall’olio della banalità. Stroncare per separare e differenziare e alla fine del processo critico, buttare nel contenitore giusto. In un campo si estirpano le erbe gramigne infestanti e parassite[...]


L’erba vorrei. Lello Voce

L'erba vorrei. Lello Voce

Vorrei che, infine, in Italia ci fosse il coraggio di iniziare a parlare delle cosiddette droghe in modo laico e scevro da ogni pregiudizio. Di quelle leggere, prima di tutto. E non solo perché nel caso dei derivati della cannabis è evidente, a chiunque voglia guardare alla realtà delle evidenze scientifiche, come esse siano certamente meno pericolose di tante altre sostanze in commercio legale e come possano essere utilissime a livello medico, ma proprio perché quest’aspetto medico della faccenda rischia di coprire quanto più mi interessa discutere e cioè il diritto di ognuno di noi di darsi piacere, divertimento, di affrontare le prop[...]


L’erba Vorrei. Alberto Capatti

L'erba Vorrei. Alberto Capatti

Vorrei che questo fosse l’ultimo scritto, e contenesse non più ricette o storie di prodotti alimentari, o elenchi di termini in uso nelle cucine e nei ristoranti, non fosse simile a tutti quelli che l’hanno preceduto, ma ne cancellasse la ragion d’essere. Chiuso il file, arrestato il programma, aspettare senza nutrirmi né parlare di cibo, in una pace silenziosa e tranquilla. E il corpo fosse felice di questo riposo, e protraesse, un istante dopo l’altro, la sua sazietà della vita. Nell’attesa, immagini e racconti mentali, pressappoco di quest’ordine. La popolazione di un villaggio sperduto nelle montagne del Caucaso decide di non alimentarsi. C[...]


L’erba vorrei. Manuela Gandini

L'erba vorrei. Manuela Gandini

Vorrei che il mondo fosse inondato di poesia e di verità. Quando Daria Bonfietti - presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica - riuscì a far recuperare i resti del velivolo “Itavia870” per metterlo in un hangar di Bologna e farne il museo della memoria, chiese a Christian Boltanski di realizzare un’opera. L’artista fece un intervento dolcissimo, attento a non sovrapporsi al dolore dei familiari e a non violare la memoria delle vittime. Fece scendere dal soffitto 81 lampadine, tanti erano i morti. Ciascuna di queste, giorno e notte, aumenta e diminuisce d’intensità senza mai spegnersi del tutto. Gli effetti pe[...]


L’erba vorrei. Andrea Inglese

L'erba vorrei. Andrea Inglese

Vorrei che i poveri, ma non i poveri di santa madre chiesa, no, i poveracci, quelli puzzolenti bestemmiatori e schifosi, pure antipatici e maneschi, insomma questi, gli ultimi, ma non quelli dei vangeli, ma delle favelas, delle terre espropriate, delle fabbriche tessili, e anche dei bilocali nei palazzoni periferici, io vorrei che questi, che già sono un bel po’ di gente, e a loro modo, cioè quantitativamente, anche sono parecchio rappresentativi dell’umanità, io vorrei che i rappresentativi spesso sguaiati e con la testa piena di fame e di leggende una volta iniziato il saccheggio, perché lo inizieranno di nuovo, questo è certo[...]


L’erba vorrei. Mario Gamba

L'erba vorrei. Mario Gamba

Vorrei che tornasse il libero amore. C’è mai stato il libero amore. Sì che c’è stato. Era quando una mia amica di sinistra, ma non solo lei, la sentivo dire: oggi sta finendo il giorno e non ho scopato. Ecco. Un desiderio a portata di ore, una inflessione quotidiana, soffice e forte. Un rimpianto per la parte di piacere che ogni giorno ti spetta e non l’hai avuta. L’abbandono agli affetti. Ci si può rinunciare? A quanto pare sì. Non giusto. Anche perché un pulsare e raddolcire degli affetti come nel fare l’amore non lo trovi da nessun’altra parte (detto senza tono assert[...]


L’erba vorrei. Nicolas Martino

L'erba vorrei. Nicolas Martino

Vorrei che... tutti i mercanti d'arte chiudessero i battenti, perché sono mercanti di morte. Spacciano merce avariata. Ci si era quasi riusciti, ricordate, negli anni Settanta? Niente da vendere... perché come facevi a vendere una performance, un happening, un'azione comportamentale, un cartellino o una Palla di gomma (caduta da 2 metri) nell’attimo immediatamente precedente il rimbalzo? La smaterializzazione dell'opera aveva messo in crisi il mercato dell'arte. Una grande occasione! E invece... oplà, ecco la controrivoluzione, il tradimento e la sua ideologia, e il sistema dell'arte riprendeva a girare splendido splendente come una giostra impazzita. Nuovi mercanti, nouveaux critiques, e la nave anda[...]


L’erba vorrei. Fayçal Zaouali

L'erba vorrei. Fayçal Zaouali

Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei Vorrei [...]


L’erba vorrei. Andrea Fumagalli

L'erba vorrei. Andrea Fumagalli

Vorrei svegliarmi una mattina e, ancora sotto le lenzuola, accorgermi che un silenzio irreale avvolge la città. Il rumore del traffico giunge attenuato, come se il numero delle automobili fosse improvvisamente diminuito. La città tace, quasi fosse avvolta dalla nebbia o coperta da un abbondante coltre di neve caduta durante la notte, in grado di attutire il respiro e il brusio della quotidianità. Quando ero ragazzo e frequentavo la scuola media di via Santa Croce, a Milano, nel quartiere Ticinese, durante i primi anni ’70, ogni tanto succedeva, e non era un caso isolato. In realtà, questo cambio di atmosfera non aveva[...]


L’erba vorrei. Rossana Campo

L'erba vorrei. Rossana Campo

Vorrei vedere realizzata un'idea stupenda che qualcuno, sicuramente una donna, qualche tempo fa ha lanciato in rete: perché non affidare le trattative di pace fra arabi e israeliani esclusivamente alle donne? Perché non provare a fare in modo che a decidere il peso di altri giorni di guerra, di bombe e di razzi, siano le madri che quei morti li hanno portati dentro i loro corpi, li hanno fatti nascere, li hanno abbracciati nei loro primi istanti di vita e ne hanno avuto cura per anni? Il valore di una vita forse lo conosce meglio una donna, qualunque donna, di cinici m[...]


L’erba vorrei. Franco Berardi Bifo

L'erba vorrei. Franco Berardi Bifo

Vorrei sbagliarmi. Guardo la mappa del continente euroasiatico e cerco di immaginare l'evoluzione degli eventi. In Giappone, dove il primo ministro discende da una famiglia di alti dignitari nazisti, c'è un movimento nazionalista che invita a mangiare cibi che vengono da Fukushima. Kamikaze dell'insalata. In India hanno eletto premier un violento induista responsabile del massacro della moschea di Adjodia che si prepara a imporre un programma di riforma neoliberista. Milioni di profughi nei territori della guerra civile interislamica. Il califfato si insedia a poca distanza da Israele. E Israele massacra ogni giorno i reclusi di Gaza. Al confine orientale d'Europa si aggirano [...]


L’erba vorrei. Gino Di Maggio

L'erba vorrei. Gino Di Maggio

Vorrei… in principio era il sonetto delle Rime di Dante Alighieri, “Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”, col suo sogno di vita cortese, dichiarazione di un desiderare leggero, tutto al condizionale, di fuga dal mondo e di amicizia. Certo un desiderio lo si può attaccare ad ogni coda di stella cadente, gettare nelle profondità di un pozzo o nelle piscine delle solite fontane romane, desideri che presto scolorano per essere sostituiti da un’altra stella o da un’ennesima monetina. Eppure la considerazione che siamo inviati a fare, dati i tempi che corrono, costringe a una riflessione più approfondita che permette di tr[...]


L’erba vorrei. Lea Melandri

L'erba vorrei. Lea Melandri

Vorrei. Dell' "erba voglio" si dice proverbialmente che non cresce neppure nel giardino de re. Eppure c'è stato un tempo, una stagione "breve, intensa ed esclusiva", in cui è comparsa nei luoghi più impensati: dalla scuola alle fabbriche, agli interni di famiglia. Tra gli anni '60 e '70, nella fase di massima espansione della società dei consumi, che prometteva cibo in cambio di una dipendenza incondizionata, due "soggetti" tenuti per secoli ai margini della storia - i giovani e le donne - hanno dato prova di una straordinaria "creatività generativa", destinata a cambiare il volto della politica e dell'idea stessa di r[...]


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