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Festival del film di Locarno #4

Festival del film di Locarno #4

Ilaria Bussoni - Lettera helvetica #4 Sembra decisamente un altro secolo quello in cui al Festival del Film di Locarno, in un’edizione della fine degli anni Sessanta, un pubblico giovane (svizzero e non solo) con voglia di pensare a come cambiare il mondo guardava il cinema in cerca di strumenti che gli fossero utili all’impresa. Accadeva così che nel giardino del Grand Hotel Locarno a vedere film sedessero insieme il maestro del cinema novo brasiliano Glauber Rocha e quei ragazzi che da lì a poco avrebbero raggiunto i movimenti di contestazione che si sparpagliavano in Europa, nelle città del Nord Italia, in German[...]


Festival del film di Locarno #3

Festival del film di Locarno #3

Ilaria Bussoni - Lettera helvetica #3 Uno strano fantasma si aggira tra le sale del Festival di Locarno: il film accidioso. Nuovo genere rigorosamente riservato (per interpreti, registi e forse anche pubblico) alla generazione TQ. «Che cosa ti piace?» è la domanda più frequente del film Perfidia, di Bonifacio Angius, l’unico italiano in concorso. La risposta è immancabilmente la stessa: silenzio. E dire che il film avrebbe per argomento la vita in provincia (qui è quella sassarese) e la cattiveria umana. In realtà parla di una sola cosa: l’assenza di un desiderio. Di un desiderio qualunque, fosse anche quello di un bene di consumo[...]


Festival del film di Locarno #2

Festival del film di Locarno #2

Ilaria Bussoni - Lettera helvetica #2 Ad Agnès Varda piacciono particolarmente i popoli di cacciatori raccoglitori, e di nomadi. Lo si vede chiaramente in uno dei suoi film Les glaneurs et la glaneuse, del 2000. Si può ritenere che, salvo a essere particolari estimatori della Nouvelle Vague, si possa fare a meno di guardarlo, ma anche pensare (come la scrivente) che questo (come altri) abbia tuttora qualcosa da dirci. Les glaneurs et la glaneuse è un film sui raccoglitori. Sul popolo dei raccoglitori di oggi e di sempre. Glaner sta in italiano per spigolare, ovvero per quell’attività di raccolta delle spighe di grano[...]


Festival del film di Locarno #1

Festival del film di Locarno #1

Ilaria Bussoni - Lettera helvetica #1 In principio è un mondo magico. E con questo non intendiamo una banale perifrasi per dire della magia di un film. È un mondo magico quale lo avrebbe definito Ernesto De Martino, con una presenza in senso antropologico nel contesto di una natura le cui variabili (malattia, dolore, morte) si fronteggiano umanamente con le armi del rito. Non siamo in Calabria, ma nelle Filippine e il documentarista etnografo è Lav Diaz. Un’isola vulcanica che (come spesso accade alla isole) guarda alla propria terra più che all’orizzonte marino. Un mondo contadino che non fosse per il «salam» in vece d[...]


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