Speciale cinema ritrovato

THE MAN WITH A MOVIE CAMERA (1929), directed by Dziga Vertov.
Dal 28 giugno al 5 luglio, alla Cineteca di Bologna il festival «Il cinema ritrovato» (a cura di Peter von Bagh)è dedicato alla ricerca di una visione: perduta? Così non parrebbe, a giudicare dagli autori che abbiamo interpellato per questo dossier dedicato al festival, ai quali abbiamo chiesto di scegliere di ricordare, a partire dalla loro specifica predilezione, dal loro insindacabile gusto, qualcuna delle innumerevoli visioni proposte in una settimana di cinema scaturito dal passato.

Alla ricerca della visione perduta

Alla ricerca della visione perduta

30 giugno 2014

Ilaria Bussoni Ciò che non si salva non avrebbe potuto non andare perso. Un’affermazione che forse non sarebbe dispiaciuta al cinico talentuoso Mr. Ripley e senz’altro nemmeno agli attuali apologeti di un mercato che guardano a quel che c’è come all’effetto di realismo, di un gioco di forze, e a quel che non c’è come al penoso contraccolpo di irrimediabili debolezze. L’ordine del sensibile è così ricomposto e finisce col coincidere con l’esperienza delle merci in vendita. Certo, la libertà del mercato ci ha abituato a ogni sorta di differenza, alla microfisica del gusto, esortandoci a una padronanza delle scelte che ha la retorica della s[...]


Ritwik Ghatak, l’agitatore

Ritwik Ghatak, l’agitatore

30 giugno 2014

Roberto Silvestri Il cinema bengalese è il più colto e modernista dell’India. C’è poco Bollywood da quelle parti. E a giudicare dalla lunga stirpe dei suoi artisti-cineasti, tutti profondamente influenzati dallo scrittore e filosofo Rabindranath Tagore, e cioè Satyajit Ray, Ritwik Ghatak, Mrinal Sen, e dei loro allievi Mani Kaul, Kumar Shahani, John Abraham (oltretutto ucciso, a cinquant’anni, per motivi politici), è anche il più impegnato politicamente. Il che non vuol dire noiosamente a tesi, come si pensa oggi, ma capace di «respirare», di avere un rapporto vitale con il tempo, che avanza lentamente, in modo subcosciente. Cioè vuol dire, al di là dei p[...]


Germaine Dulac, della vita universale

Germaine Dulac, della vita universale

30 giugno 2014

Paolo Godani Le tesi esposte in Avant-garde and Kitsch, il celebre intervento di Clement Greenberg pubblicato sulla «Partisan Review» nel 1939, governano ancora, per lo più indisturbate, il nostro modo di guardare ai movimenti artistici del primo Novecento. In breve, l’idea di Greenberg è che l'evoluzione del capitalismo, distruggendo le forme tradizionali della cultura, ha privato gli artisti del loro pubblico e ha costretto l'arte a non occuparsi più della vita comune e delle sorti collettive divenendo così, di necessità, auto-referenziale. L'art-pour-l'art, l'attenzione esclusiva ai mezzi espressivi anziché ai contenuti espressi, il formalismo, l'astrazione ecc. sarebbero i segnali evidenti di questa trasforma[...]


La testa tagliata del corto. Da Lisabetta a Toby Dammit

La testa tagliata del corto. Da Lisabetta a Toby Dammit

30 giugno 2014

Tommaso Ottonieri Al modo breve, e ai generi che vi si rapportano o che ne derivano, si correla un'idea di essenzialità e persino di essenza; esprimere un'idea con le parole strettamente necessarie, è, alla lettera, l'(anti)retorica della brevitas: per cui lo spazio fisico occupato dalle parole, il tempo occorrente alla sua fruizione – per le arti sceniche, il minutaggio (o il metraggio) stesso in cui il rappresentato si contiene, – è inversamente proporzionale alla capacità di espansione che gli scarni segni linguistici, lì in atto, sono in grado di esprimere: saturando le cavità già prodottesi intorno ad essi per forza del loro poter[...]


Yasujiro Ozu, canto di vita terrestre

Yasujiro Ozu, canto di vita terrestre

30 giugno 2014

Fabrizio Ferraro Di fronte al programma del cinema ritrovato, festa o festival, come lo si voglia chiamare, in cui si cercano di ritrovare film andati persi, cioè scomparsi nella memoria pubblica, l’ultima delle ultime, cioè di qualcosa che è andato definitivamente perso, si pensi a cosa possono far ritrovare certi film, non sono la loro presenza fisica ma anche il tentativo di ritrovare una sensazione di visione persa – scomparsa nei conflitti e nelle strade negate, nuovi assetti tecnici dell’oggi, con l’invasiva tecnica digitale, la tecnologica distruzione della presenza pubblica. E allora come sarà possibile ritrovare un atto di visione? Ciò che è scomparso [...]


Alla ricerca dell’aura perduta

Alla ricerca dell'aura perduta

30 giugno 2014

Donatello Fumarola Ogni festival di cinema è una mappa sentimentale. I titoli dei film ne delineano la forma, i confini, ne costituiscono i valichi, gli avvallamenti, i desideri terrestri, acquei, o aerei, ne inventano la natura (il grande film di Raul Ruiz, The Territory, ne è un esempio fin troppo preciso). Le leggi del desiderio, nella loro sregolatezza, costruiscono geografie impossibili, mettendo al centro della bussola il sentimento (o il capriccio) di un cinema o di un'esperienza di visione che si vuole ogni volta rinnovata, ogni volta messianica, possibilmente salvifica (di cosa, o da cosa, non ci è dato saperlo). Le correnti tr[...]


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