Alfagiochi / Mi ritorni in mente

Antonella Sbrilli

Mentre la rivista trasformava la sua veste grafica e la sua scansione temporale, diversi lettori e lettrici hanno raccolto la sfida di anagrammare le undici lettere di “alfabetadue”.

Fra le proposte, riportiamo quella di Marisa (@beccodigru), che ha scelto il filone fiabesco: “Bedu’ e la Fata”, quella di Viola Fiore “La Dea fa tube”, e quella di Luigi Scebba, che ha colto un aspetto trasgressivo del meteo: “Afa lede tabù”.

Senza ombra di dubbio - almeno sul versante letterale - si può concludere con l’affermazione: “AB: la tua fede”.

Nella rubrica di questa settimana, parliamo invece di un gioco che è comparso nei giorni scorsi in diversi articoli, fra cui quello sul Post di Ludovica Lugli.

Viene dalla Gran Bretagna e si chiama Tabloid Art History (TAH), dove tabloid è inteso nel senso - molto inglese - di giornale pieno di foto di persone celebri e di indiscrezioni sulle loro vite. Le ideatrici di TAH - tre giovanissime curatrici britanniche Elise Bell, Chloe Esslemont e Mayanne Soret - hanno cominciato qualche mese fa a raccogliere immagini di cantanti, attrici, modelle, sportivi che somigliassero a opere d’arte canoniche (ma non solo, poiché la caccia alla somiglianza si espande ben oltre le mura dei musei e dei manuali di storia dell’arte).

Iniziato come un gioco fra amiche, all’insegna del motto “Per ogni foto di Lindsay Lohan svenuta, c’è una scultura di Bernini da citare”, il lavoro di ricerca, confronto, accostamento delle immagini si è trasformato in una impresa social.
L’account Twitter @tabloidarthistory ha quasi 40.000 follower, il profilo Instagram - aperto da poco - sta pubblicando quotidianamente le immagini raccolte, anche quelle inviate dai lettori che partecipano.

Al sito tabloidarthistory.com è affidata poi la riflessione sui “rapporti fra cultura popolare e pratica della storia dellarte”, sulla trasformazione di schemi storico-artistici in memi, grazie a una rivista “TAH ZINE”, con saggi e incursioni che vanno da Beyoncé a Isabella d’Este, dagli efebi classici alle boyband.

Un’operazione simile hanno iniziato a fare, dal 2015, due sorelle spagnole María e Beatriz Valdovín di Zaragoza, costruendo su Tumblr e su Instagram doppie gallerie di immagini: un ritratto di Modigliani, una bagnante impressionista, la maya sdraiata di Goya sono accostate a scatti della carismatica modella inglese Alexa Chung. Il progetto, molto apprezzato dalla stessa Chung, fonde il suo nome con il sostantivo arte e si chiama @Artlexachung.

Prima ancora, la rivista Engramma aveva esplorato - seguendo il metodo di Aby Warburg - le riprese di formule classiche nella pubblicità, in cerca di imitazioni volontarie e permanenze inconsapevoli, di ritorni e sorprese.

Possiamo osservare queste raccolte di somiglianze dall’esterno (alcune sono molto divertenti), o diventare agenti della ricerca: ci vuole un po’ di occhio e di memoria, un po’ di fortuna e di sguardo diagonale.

Si può contribuire al gioco di @tabloidarthistory su Instagram o Twitter cercando foto di VIP che somiglino a opere d’arte oppure lo si può declinare nella sfera privata: c’è una vostra foto personale in cui il soggetto, la posa, il contesto, i colori, ricordino per caso un capolavoro?

Gli accostamenti si possono inviare via mail a redazione@alfabeta2.com o su Twitter e Instagram con l’hashtag #alfagiochi.

Alfadomenica #1 – gennaio 2018

Non più quotidiano, ma settimanale, anzi alfadomenicale, con qualche rapida incursione nell'attualità. Alla fine di dicembre vi avevamo annunciato il cambio di passo di Alfapiù, che si accompagna all'uscita su carta, a partire da marzo, del trimestrale monografico Alfabeta, dedicato nel primo numero al Sessantotto. Quello che non vi avevamo detto, però, è che stavamo lavorando a un restyling del sito. Avete sotto gli occhi il risultato, che si basa in larga parte sulle osservazioni venute dai lettori – prima fra tutte, l'importanza di migliorare la qualità della lettura sullo schermo dello smartphone. Speriamo che questa rinnovata Alfabeta vi piaccia e vi invitiamo a mandare i vostri commenti all'indirizzo email redazione@alfabeta2.it . Ma soprattutto ci auguriamo che molti di voi aderiscano all' associazione a cui abbiamo dato vita all'inizio del 2017, il modo migliore per sostenere la nostra testata e partecipare ai dibattiti che ospitiamo nel Cantiere, lo spazio riservato ai soci.

E adesso, buona lettura!

Claudio Canal, Modernismo islamico

G.B. Zorzoli, Un instant ritardatario

Massimo Filippi, Tafanopolitica

Matteo Moca, Fascismo, postfascismo

Alberto Capatti, Gualtiero e le patate

Luigi Marfè, Tradurre il mondo

Modernismo islamico

Claudio Canal

Una dozzina d’anni fa aveva pubblicato un libro sul filosofo tedesco Gottlob Frege, Everest del pensiero logico, con il sottotitolo Cos’è pensare? Il primo dicembre scorso l’Università di Thiès in Senegal ha accolto il nuovo rettore, già docente di filosofia all’Università Cheikh Anta Diop di Dakar: cioè Ramatoulaye Diagne Mbengue, autrice del libro citato. La prima donna in Senegal ad essere rettore/rettrice/rettora. Un po’ impacciato dalla linguistica de.genere, scelgo rettora e constato che nel paese africano su cinque università pubbliche, una è guidata da una donna, in Italia sei rettore su 82 università pubbliche.

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Un instant ritardatario

G.B. Zorzoli

È piacevole leggere un giallo, conoscendo il nome dell’assassino, solo nel caso di un’opera dove la crime story è il pretesto per parlare, approfonditamente, d’altro (come nel Nome della rosa). Considerazioni analoghe valgono leggendo a fine 2017 la fresca traduzione in italiano di un libro edito in USA nel 2011 (Rachel Botsman e Roo Rogers, Il consumo collaborativo, Franco Angeli), che tratta un tema di attualità, come la condivisione di beni e servizi che, grazie alle opportunità offerte dalla rete, riesce oggi a diffondersi su scala globale.

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Tafanopolitica

Massimo Filippi

O mio corpo fai sempre di me un* che interroga!

– Frantz Fanon (rivisitato)

Più o meno tutt* siamo appena passat* attraverso le forche caudine della festa eterosessuale per eccellenza, quell’insieme di ritualità e abitudini in cui la trinità edipica e la riproduttività obbligatoria vengono ostentate spudoratamente e celebrate religiosamente. Anche solo per questo andrebbe fortemente caldeggiata la lettura di Le teorie queer di Lorenzo Bernini. Questo libro, in cui il rigore filosofico non si traduce in asperità intellettualistiche, è il risultato della decennale riflessione dell’autore sugli intrecci tra politica e sessualità, riflessione condensatasi nelle lezioni che ha tenuto all’Università di Milano-Bicocca dal 2014 al 2017.

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Fascismo, postfascismo

Matteo Moca

La parola ingombrante “fascismo”, continua ciclicamente a entrare nel dibattito pubblico, soprattutto in questi anni dove la destra estrema si affaccia in maniera continua e pericolosa sul palcoscenico politico internazionale. Eppure si tratta di una semplificazione eccessiva, di cui chiunque abbia una certa conoscenza di un determinato tipo di letteratura storica intuirà una totale inefficacia. Si tratta infatti di fenomeni che non hanno ancora trovato una loro stabilità e che quindi sfuggono a qualsiasi etichetta, ancor di più a quella di fascismo, che designa invece un oggetto assai chiaro.

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Gualtiero e le patate

Alberto Capatti

Prosegue l’omaggio a Gualtiero Marchesi, vivo nei nostri ricordi e nelle pagine che ci ha lasciato. È bello leggere di traverso le sue ricette, scegliendo proprio quelle che sono di casa più che di ristorante, ed evocano il cuoco solo per la pazienza che guida le sue mani e per la lungimiranza della sua vista. Creare un piatto, significa anche semplificare e variare, senza attendere il fotografo né il giornalista né il gastronomo per la presentazione. Lo chef ci piace così, timido, assente o meglio presente solo nel suo piatto. Se poi si tratta di una torta di patate, di un gâteau de pommes de terre non ridete perché è stata preparata in mille modi: Artusi, quasi scusandosi, la vuole dolce, con zucchero e mandorle; Ada Boni, per accompagnare le carni, condita alla tarantina con mozzarella o provatura sopra; Il cucchiaio d’argento lega le patate lesse e schiacciate con la besciamella e le uova raccomandando pane grattuggiato ed una crosta omogenea all’uscita del forno … E Gualtiero ? Ecco il suo

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