Vi presenteremo, per ogni giorno d’agosto, una ricetta. I criteri di selezione sono profondamente diversi da quelli adottati da altri siti, in quanto siamo partiti dalla storia della cucina italiana e francese, e da raccolte cartacee a stampa, per presentare 31 piatti anonimi e d’autore e non semplicemente piatti ripetibili. Il contesto culturale in cui nasce il cibo ci è parso importante e costituisce una motivazione per identificarne succintamente la preparazione e replicarlo.

Abbiamo circoscritto le nostre ricerche al XIX e XX secolo, considerando tale periodo di gestazione della attuale cucina italiana e francese. Anche quest’ultima è stata inclusa nell’elenco privilegiandone il ruolo nelle case e nella cultura mediterranea. Per ogni formula, anche per una sola inadatta al mese d’agosto prevedendo il radicchio, abbiamo giustificato la nostra scelta, pensando di fornire al lettore di alfa+più e agli occasionali lettori un metodo nuovo che fa appello a conoscenze bibliografiche e pratiche, alla cultura nel senso più ampio. La varietà di autori, date, localizzazioni ha permesso di rappresentare la ricchezza del patrimonio culinario in una trattazione concisa, facile e molto parziale.

Speciali

Il ricettario estivo

Il ricettario estivo

Alberto Capatti Vi presenteremo, per ogni giorno d’agosto, una ricetta. I criteri di selezione sono profondamente diversi da quelli adottati da altri siti, in quanto siamo partiti dalla storia della cucina italiana e francese, e da raccolte cartacee a stampa, per presentare 31 piatti anonimi e d’autore e non semplicemente piatti ripetibili. Il contesto culturale in cui nasce il cibo ci è parso importante e costituisce una motivazione per identificarne succintamente la preparazione e replicarlo. Abbiamo circoscritto le nostre ricerche al XIX e XX secolo, considerando tale periodo di gestazione della attuale cucina italiana e francese. Anche quest’ultima è stata inclusa nell’el[...]


Insalata

Insalata

Abbiamo cominciato questo mese d’agosto con una insalata di Escoffier, e con il medesimo concludiamo. Se il nostro intento è stato di istruire oscillando fra la cucina e la sua storia, questa conclusione va a favore di quest’ultima. Le formule sono ricopiate ne Le guide culinaire, in prima o successive edizioni, a partire dal 1904, e ci sono utili, per testimoniare una certa continuità temporale, lungo tutto il XX secolo, e spaziale, molti ingredienti ritrovandosi sia in Italia che in Francia. Le differenze sarebbero invece da decriptare, per esempio la minore sensibilità all’olio d’oliva all’inizio del ‘900, o alcune specie di patate per le [...]


Pasta ca muddica

Pasta ca muddica

Il consumo di pane e di vino è andato calando, in Italia, dopo il boom economico, sia presso gli operai sia presso i piccoli borghesi, consumatori di fette imburrate. Dagli anni Settanta rinasce il companatico in forma di panino imbottito o gravido, e diventa un fast food. Il pane, prima, era fresco, raffermo, duro, secco, in tozzi, in seccherelli o in briciole, ed ognuna di queste declinazioni aveva una sua funzione in cucina, come abbiamo già indicato nella tiella pugliese. Avevi del pane duro, cotto da molto tempo, e lo segavi a fette, le tuffavi nel latte, aggiungevi resti di salame e[...]


Sogno di un piatto di pasta da preparare a febbraio

Sogno di un piatto di pasta da preparare a febbraio

Abbasso la dieta mediterranea di Paolo Guzzanti finisce con una ricetta, preceduta da centotrenta pagine di malumori e di invettive contro le calorie e le fandonie gastronomiche, e di ammissioni a mezza voce, obtorto collo, guardandosi il culo e la pancia (Aliberti, 2009). Ma cade a fagiolo: parlare di dieta mediterranea a fine agosto è, per quelli che hanno visto il mare e salutato la spiaggia, come chiudere un ciclo di pasta, pesce, frutta e verdura. Quindi ecco una ricetta di Rigatoni, radicchio e gorgonzola che manda all’inferno Ancel Keys, l’inventore, e che facendo parte dei ritmi ciclici del peso, giù e su,[...]


Polpette

Polpette

Come vincere la stagione? Come sottrarsi ad un agosto ormai in declino? È mercoledì, giorno mercuriale, e ci vogliono le polpette. Potremmo andare a pescarne ovunque la ricetta, a Milano o in Liguria, ma scegliamo la Calabria. Capretto o agnello, maiale o vitello, tutte le carni, tutti i tagli, tritati, macinati o rifatti, vanno bene, salvo poi a giustificare la scelta, a predicarne la bontà. Manca un ingrediente? Inventatelo, oppure leggete queste ricette. Non sono vrasciole, involtini, ma vere polpette e basta un ingrediente, delle mandorle, dell’uva passa, del mosto a trasformarle in una novità. Gli abitanti di Grimaldi, in provincia di Cosen[...]


Fichi

Fichi

Due ricette di fichi. È una proposta inusuale trattandosi di un frutto che, fresco, domanda solo di essere maturo, e non richiama particolari cotture per diventare un dessert. Secco è stata base alimentare contadina e provvista annuale nel meridione, o eccezionale apparizione nel corso dell’inverno nelle grandi città italiane. Per questa ragione ne indaghiamo le ricette, assai rare. Due appunto figurano nel Talismano della felicità, il manuale di Ada Boni, cuoca e gastronoma romana, tutt’ora ristampato dal 1925. L’una è una frittura, trattamento riservato in passato a tutto il paniere alimentare, oggi rarefatto e mirato per lo più al pesce ; l’altra pre[...]


Pesche ripiene

Pesche ripiene

È interessante non solo scoprire le ricette nei libri, ma seguirle nel loro viaggio, spostarsi da una cucina all’altra, fermarsi e ripartire diverse, più ricche, più povere. Prendiamo una terra alpina, il Canton Ticino. La scienza in cucina di Artusi vi arriva nel 1908 in un pacco di tredici copie, indirizzato all’editore di Lugano, Arnold. Attecchisce come in qualsiasi terra italiana, e ne ritroviamo traccia nelle Ricette di cucina raccolte per le signore edite nel 1926 e riedite da Pedrazzini a Locarno nel 1951. Ricette artusiane come il soufflé di Luisetta vi sono riportate. Ma scegliamo un frutto come la pesca che non[...]


Seppie  in zimino

Seppie in zimino

Questa pagina è scritta da Leda Vigliardi Paravia ed è inedita. Il ricettario di prossima pubblicazione, racconta la sua vita e le sue ore passate in cucina, in due scuole di cucina, a Roma e a Parigi, ed ho strappato questa pagina che introduce il personaggio di Sorernesta e un cantuccio di una infanzia toscana. Così, la bambgina ha imparato. Seppie in zimino Questa è la Toscana e questo piatto è citato già nei pranzi dei granduchi medicei intorno alla metà del secolo XVI°. Ma quello che piu’ mi commuove è il ricordo della Sorernesta che nel suo lavatoio di pietra puliva seppie e f[...]


Pissaladière

Pissaladière

La tentazione di inserire la ricetta della pissaladière, ci era venuta il 19 agosto quando l’aveva citata Denti di Pirajno, ma l’abbiamo posticipata pensando di dover prima dare un ragguaglio sulla cucina provenzale. In Francia, leggerete che essa arriva a Parigi con i generali di Napoleone, ma il ristorante Les frères provençaux aveva avuto successo nell’ancien régime. Il primo ricettario popolare, ristampato sino ad oggi, La cuisinière provençale appare nel 1897, e non vi troviamo ancora la pissaladière, ma il pissalat che designava la minutaglia di pesce salato in barile, dal dialettismo peis salat. Qualsiasi derivazione etimologica dalla pizza è quindi esclusa. L’au[...]


Panino

Panino

Se pensate oggi di cavarvela con un panino, vi sbagliate. Anzi, proprio perché avete scelto di pranzare con un panino d’autore vi dimostreremo che fra la spesa, il lavoro in cucina e il servizio, avrete impiegato molto più tempo che per un piatto di spaghetti aglioeolio. Il primo autore che ha firmato le proprie creazioni e le ha raccolte in volume è stato Cesare Cremoni che aveva un bar in via Turati a Milano (201 panini d’autore, Mazzotta, 1972). Il panino era la via stretta che prendeva un vero piatto di cucina con nomi di moda o di fantasia : Belinda (crema[...]


Baccalà montebianco

Baccalà montebianco

Passiamo al baccalà, in bianco o montebianco che dir si voglia. Preparato secondo la ricetta della Scienza in cucina di Pellegrino Artusi, inserita nel 1895, servirà da crema da spalmare per un antipasto, da purea di pesce accompagnata da un contorno o, con una deviazione di percorso, da condimento della pasta. Ecco il Baccalà montebianco Com’è bizzarra la nomenclatura della cucina! Perchè montebianco e non montegiallo, come apparisce dal suo co­lore quando questo piatto è formato? E i Francesi com’hanno potuto, facendosi belli di un traslato de’ più arditi, stiracchiare il vocabolo corrispondente in Brandade de mo­rue? Brandade, dicono essi, deriva da brandir, muovere, scuot[...]


Peperoni imbottiti di maccheroni

Peperoni imbottiti di maccheroni

Della cucina napoletana, Jeanne Carola Francesconi è stata, dal 1965, la maestra indiscussa. Ne ha raccolto l’eredità, a stampa e a voce, ne ha tradotto in italiano il dettato, mantenendo l’alto stile e preservando alcune consuetudini popolari. Diamo qui la ricetta ricomposta dei peperoni imbottiti in una variante che li assegna all’inizio del pasto con un ruolo ibrido di ricettacoli di pasta e di verdure arricchite di sostanza. Mentre il peperone ripieno di melanzane, pangrattato et alia., viene servito freddo, questo, una volta confezionato, ripassa al forno. Peperoni imbottiti di maccheroni Peperoni grandi n.12 Perciatelli gr 500 Olio dl 2 Pomodori a pezzetti n.5 Capperi gr 100 Olive gr 100 [...]


La festa delle cozze

La festa delle cozze

La festa delle cozze e dei sapori salentini cade il 19-20 agosto a Castro: pepata di cozze, cozze alla vampa, cavatelli con le cozze. Chi non si trova in zona ed ha tempo da perdere in cucina, visto che in tutto l’Adriatico, da giugno, la cozza impera, e la si ritrova allevata ovunque altrove, dedicherà ad essa un pensiero. Quindi eseguirà la ricetta seguente, un classico, come la soupe à l’oignon per i francesi, tratta dal ricettario di Alfredo Giovine, U sgranatorie de le barise (Bari, 1968). La tiedda era nella carta di A la frasche di Milano negli anni sessanta, ed è s[...]


Pesce spada alla trapanese

Pesce spada alla trapanese

Alberto Denti di Pirajno, militare e medico, nato nel 1886 a La Spezia e morto a Roma nel 1968, incarna una gastronomia con origini siciliane che non rinuncia ad essere locale e globale. Nel Gastronomo educato, pubblicato da Neri Pozza nel 1950, racconta le sue radici e i suoi viaggi, i pescatori di Tommaso Natale alle porte di Palermo con le ceste di pesce sul capo e i venditori di chiocciole cotte, di babbaluci. Affastella ricette anglosassoni, francesi e italiane e alla pizza napoletana, incolla la pissaladière nizzarda, con cipolle, acciughe e olive nere snocciolate. Ha una sua caponatina ma preferiamo [...]


La ghiacciata

La ghiacciata

Afrodisiaci “Sono afrodisiaci le ostriche, il sedano, il tartufo, poi l’asparago (un po’ anche per la sua forma), la cozza (un po’ anche per la sua forma), alcuni vini, molte spezie, il caffè, la cioccolata, il fico, la mandorla, il dattero, la banana… tutto. Praticamente tranne le pigne, i licheni e l’osso del prosciutto, è tutto afrodisiaco” recita Luciana Littizzetto in Afrodisiaci all’ingrosso (Sola come un gambo di sedano, Mondadori, 2001, p.55). Ne condividiamo la lista ed anche le conclusioni:”Io mi ricordo soltanto una volta in cui il cibo è stato davvero il preludio di una grande performance amorosa. E sapete che cosa avevamo mangiat[...]


Hamburger

Hamburger

L’hamburger omologa il mondo, ma quello che illustreremo, no. Più della metà dei panini consumati negli Stati Uniti, secondo John Mariani, lo prevedevano e lo prevedono, e le sue varianti, quali il vegeburger, ne assicurano l’indiscusso valore simbolico. Siccome non ha stagione e fornisce calorie anche tiepido, lo consideriamo degno di figurare il 17 agosto, purchè si colga l’occasione per sperimentarlo nella sua diversità. Ripartiamo dalla Germania e da una ricetta socialista, servendolo in tavola. Quale forma deve avere? quella di una bistecca. E il pane? niente, perché non è un panino americano. Semmai carne antimperialista. Ci fornisce la ricetta La cuoca rossa[...]


Contro il Carpaccio

Contro il Carpaccio

Contro il Carpaccio Il termine Carpaccio creato da Giuseppe Cipriani a Venezia negli anni cinquanta, in occasione di una mostra pittorica, è andato designando sottilissime fette di carni e di pesci, di bresaola e di verdure crude e cotte, disposte su un piatto. Il ristoratore gode il beneficio della porzione leggera, economica, il cliente quello del crudo ipocalorico e, ad essere pignoli, una bella fetta di prosciutto con una scaglietta di parmigiano, è un carpaccio. Il net brulica di ricette e di varianti che vengono dalla cucina e dalle diete e finiscono in fotografie luminosissime. Ne vogliamo illustrare gli esiti perversi. Senza i[...]


Curry di verdura

Curry di verdura

La nozione di “cucina povera” è interpretabile in diversi modi. Può far riferimento alla scarsità del cibo e alla miseria, oppure alla dieta e prevedere ingredienti senza grassi o senza zuccheri. Può esser poi una cucina ripetitiva e di scarsa fantasia, disposta con derrate e ricette ordinarie, qualunque. La cucina povera entra nella cultura gastronomica europea nel 1970, grazie ad un libro di Huguette Couffignal che presentava e insegnava piatti del mondo sottosviluppato. Nelle società opulente era l’antidoto alle patologie del consumo e agli sprechi alimentari, ormai avvertiti. Fra etnologia e terzomondismo, mescolando pietanze dei tempi magri a lucertole e polli, l’autrice [...]


Salade de riz

Salade de riz

Questa insalata ha il merito di essere stata formulata da Ali-Bab (Henri Babinski), celebre gastronomo della Belle-Epoque, autore di un ricetta di ortolans en sarcophage – ortolani singolarmente cotti sotto la cenere dentro un tartufo nero – che ispirarono le cailles en sarcophage, del film Il pranzo di Babette. Nella prima edizione della Gastronomie pratique diede questa ricetta dell’insalata di riso, considerata, nel 1907, piatto insolito, anzi nuovissimo, e mondano. Salade de riz Per quattro persone prendete: 200 grammi di riso, cotto al dente e freddo 50 grammi di capperi 50 grammi di cetrioli tritati 250 grammi di pomodori crudi Pelate i pomodori, togliete i semi e tagliateli a pez[...]


Toasts di mozzarella con prosciutto

Toasts di mozzarella con prosciutto

Nei primi anni sessanta Luigi Veronelli pubblica la biblioteca del gastronomo. Libriccini rilegati a spirale, copertina di plastica rigida, leggeri come La cucina d’amore o I pasticcini da tè. Lo assiste l’amico Luigi Carnacina, con la sua cultura francese, e da editore lancia quello che diverrà l’elemento chiave del suo successo: I vini italiani. Nella bibliotechina, spicca La cucina di notte di Carnacina, un tema suggestivo e poco indagato in seguito. Vi ritroviamo principi, insalate e savouries quei tramezzi stuzzicanti che in Inghilterra seguivano la cena e accompagnavano degustazioni di vini e spiriti. Fra questi i: Toasts di mozzarella con prosciutto Spalmare dei toasts [...]


Un menù del 12 agosto

Un menù del 12 agosto

Il gioco dell’oca “Storia della cucina”, ha tante caselle quanti giorni e anni del calendario. Immaginando di cercare proprio il 12 agosto, troviamo, nel 1839, una lista che merita un esame. È inclusa nella Cucina-teorico pratica di Ippolito Cavalcanti, duca di Bonvicino. Siamo a Napoli, e vengono indicati, per ogni giorno, e per l’ordinario di una cucina casereccia, tre piatti, una minestra, una carne o un pesce, e un fritto. Una seconda lista di quattro piatti, portava maggiore copia ed eleganza in tavola. Eccoli espressi in dialetto, i primi: 12 Lunedì Menesta verde – Bollito – Fritto d’erve. Minestra e bollito paiono impropri per la stagione[...]


Fegato d’agnello crudo

Fegato d'agnello crudo

Delizia libanese della città e della campagna, il fegato d’agnello crudo lo si deve degustare in macelleria. Tolta la membrana che lo avviluppa, viene tagliato a cubetti. Su un tavolino metallico di fortuna, la carne è deposta fra un piccolo cono di sale, e due altri mucchietti, di cipolle e menta. Lo si condisce, prendendolo con la mano e una foglia di pane, e lo si mangia in piedi. Ha un sapore di carne freschissima, non refrigerata, e una consistenza uniforme, leggera, fondente. A che ora della giornata? Anche al mattino, prima del pasto. La ricetta della carne cruda di agnello, la tro[...]


Antipasti rapidi o tartine

Antipasti rapidi o tartine

Autentico, inautentico, in cucina, è una questione di prodotti, di terminologia e di qualche riscontro storico. Un esempio, ai fini di un accertamento, lo trovo ne Le buone ricette dei conventi di suor Germana, un successo editoriale del 1990, ristampato con cadenza annuale da PIEMME, poi da Mondadori ed oggi – finalmente! – fuori catalogo. Ecco, in apertura, i primi cinque dei venti antipasti rapidi o tartine Crema formaggio e noci tritate Spruzzo di maionese e gamberetti lessi Senape e fettine di würstel Fettina di salmone e dischetto d’uovo sodo Ricciolo di burro, ravanello e cimetta di prezzemolo Si era all’inizio di un ventennio che sarà segnato da[...]


Riso alla cantonese

Riso alla cantonese

Prodromi e controsensi della globalizzazione. “ Ricordo ancora con raccapriccio il giorno in cui, nel mio abituale ristorantino cinese, curiosando in cucina scoprii che il cuoco era sardo.” A raccontare l’aneddoto, è Ugo Tognazzi nella prefazione de La cucina dei cinesi di Hsiao Chin e Mirella Miotti (Mazzotta). Era il 1973 e l’attore aveva appena girato La grande bouffe di Ferreri. Con la morte ancora in gola, vi accreditava il proprio talento culinario e una certa universalità gastronomica che includeva i veri cinesi. Era la sola cucina etnica presente in Italia e andava autenticata in una battaglia per la qualità che comportava[...]


Torta ricciolina

Torta ricciolina

Le ricette oggi si trasformano in fotografie, film, foodblog, show. In passato diventavano letteratura, insinuandosi in una trama e arricchendola di spunti, assegnandole un secondo fine, pratico. Per raggiungere tale scopo, occorreva che lo scrittore praticasse la cucina, o ne fosse degustatore avvertito, come Alfredo Panzini. Romagnolo, non rifugge dalle miserie e dalle delizie della sua terra, e descrive, con due personaggi, la cuoca e il letterato, la torta di taglioline dolci. Pellegrino Artusi, ne La scienza in cucina, la chiamava torta ricciolina, e diamo di seguito copia della sua versione. Panzini sin dal 1905 è stimatore della lingua e del [...]


Zuppa al purè di lenticchie

Zuppa al purè di lenticchie

Chi fa visita a Portofino trova turisti, natanti e il paciugo. Difficilmente alza lo sguardo su verso il Monte ed immagina una delle sue tre antiche badie. La Cervara, presso Paraggi fu “un cenobio ospitale di Papi”, ed ebbe a guida del refettorio La cucina di strettissimo magro senza carne, uova e latticini di Padre Gaspare delle Piane, superiore di San Nicolò di Capodimonte, del versante occidentale. Stampata nel 1880 è sempre in libreria e la sua adozione nelle abbazie è descritta da Maria Carla Beretta nelle Dita di Nettuno (Edizioni Tigullio, 2004). Ecco la ricetta conventuale. La lenticchia è di tutte l[...]


Scarole e fagioli

Scarole e fagioli

La data è scelta a caso, per una ricetta che viene direttamente dalla casa di reclusione di Spoleto e da un manuale dal titolo Cucinare in massima sicurezza a cura di Matteo Guidi (Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, 2013). Tutti gli utensili, essendo vietati il metallo e il vetro, sono da regolamento, compreso il fornello da campeggio, ed anche i prodotti i quali possono essere eccellenti e vengon da fuori come la scarola o i fagioli. Nell’esecuzione si sceglieranno gli strumenti qui prescritti, o quelli domestici, o altri ancora rivaleggiando in ingeniosità coi reclusi, cuochi resi sagaci dal carcere. Scarole e fagioli Strumenti 2 bottiglie di [...]


Mousse au chocolat

Mousse au chocolat

Ginette Mathiot insegnava economia domestica a Parigi, in una scuola di rue Huyghens. L’editore Albin Michel, che aveva sede (ed ha) nella stessa via, venne a trovarla e propose a lei e alla sua collega Delage, di pubblicare un libro. Nacque, nel 1932 Je sais cuisiner, manuale di grande successo, sempre disponibile. Ginette Mathiot divenne celebre per la sua semplicità, per aver elaborato un modello di cucina sottraendolo agli chef. Eccone la: Mousse au chocolat Préparazione: 20 minuti 6 albumi 200 gr di cioccolato fondente 80 gr di zucchero Battere gli albumi, aggiungendo lo zucchero. Far fondere il cioccolato in pochissima acqua (2 cucchiai) in modo da for[...]


Purè di tonno

Purè di tonno

La diffusione del tonno in scatola, nella storia della gastronomia, ha comportato una rivoluzione, cancellando valori come il mercato itttico, la stagionalità, i tempi di preparazione. La conserva di tonno invade i settori degli antipasti, della pasta, delle insalate, senza incontrare resistenza, e, prima della surgelazione, del pesce fresco. La preparazione del tonno pescato, era di poco rilievo nella cucina internazionale, mentre risultava importante nelle cucine regionali, in particolare siciliana. Nel Quattrova illustrato da Giò Ponti e da Tomaso Buzzi (Domus, 1931), si trova il purè di tonno. Oggi basta cliccarlo, ma senza quei due e la loro amica Emma Vanzetti, no[...]


Spaghetti alla ricotta

Spaghetti alla ricotta

Non solo una formula anni cinquanta - ricotta+burro+parmigiano - ma un indovinello la cui soluzione spetta ad ogni esecutore. Ce l’ha lasciata Felix Dessì letterato milanese autore de La signora in cucina che non era la moglie Ruth Cantoni la quale dirigeva una nota libreria milanese. Il ricettario stampato da Del Duca nel 1955, procede da una perfetta conoscenza degli utensili, in particolare del cucchiaio di legno, del quale “è opportuno averne parecchi, per non confondere i sapori delle preparazioni”. Spaghetti alla ricotta Spaghetti alla ricotta : l’unica avvertenza in questa ricetta è di condire e di portare in tavola la pasta in una zuppie[...]


Triglie all’acqua di mare

Triglie all’acqua di mare

Le triglie sono state ripescate ne La cucina di casa mia di Zenone Benini di Campiglia Marittima (settima edizione, Il Vantaggio editore, 1996). L’acqua di mare è un fiore retorico e fra le sei persone cui sono destinate qualcuna saprà apprezzarne l’assenza ; va notato altresì che la triglia di fango, più grassa, non appare mai sulla lista di alcun ristorante. Triglie all’acqua di mare Prendete un chilo di triglie di media grandezza; pulitele lavatele ed asciugatele. Mettetele in una teglia, da mandar poi in tavola, con 10 cucchiai d’olio, il sugo d’un limone, il sale e il pepe bianco. Introducete la teglia nel fo[...]


Salade Niçoise

Salade Niçoise

La denominazione di salse, contorni, insalate à la niçoise risale agli anni intorno al 1900 quando la città, polo alberghiero importante, diventa la capitale rivierasca della stagione invernale. Questa ricetta della salade niçoise è tratta dalla seconda edizione, del 1907, del Guide Culinaire di Auguste Escoffier nativo di Villeneuve-Loubet nei dintorni di Nizza. Salade Niçoise – In parti eguali: fagiolini verdi e patate a dadini; quarti di pomodorini. Guarnitura composta da: capperi, olive nere e filetti d’acciuga. Condimento d’olio e aceto. Eccone lo sviluppo in termini di preparazione e di servizio ne La véritable cuisine provençale et niçoise di Jean-Noël Escudier (Gallia, 1953) [...]


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