Occupy Wall Street? Occupy USA!

Claudia Bernardi

Il movimento #Occupy è balzato negli ultimi giorni all’attenzione di tutti media, troppo spesso con la riduttiva equiparazione a generica riproposizione di indignados, mentre la sua specificità sta sia nella composizione proliferante ed eterogenea di singolarità sparse, collettivi vari e associazioni, sia nell’aver individuato in Wall Street l’artefice stesso dello sfruttamento che continua a speculare sull’indebitamento di milioni di persone. La parola d’ordine We’ve had an Arab Spring. Now we’re hoping for an American Fall—and the fall of the American empire va ben oltre i maldestri tentativi di recupero di questi tumulti in chiave neo-obamiana, delineando piuttosto il basso delle pratiche di governo di cui i mercati finanziari sono l’alto. Leggi tutto "Occupy Wall Street? Occupy USA!"

Le donne nella primavera marocchina

Alfabetizzazione e fine del modello patriarcale

Letizia Paolozzi

 «Molti cambiamenti, all’apparenza minori, sono già in atto: sempre più donne, lavorando, si rendono economicamente autonome, alcune si cimentano con progetti propri e l’indipendenza conquistata si ripercuote nelle relazioni famigliari, nei rapporti con i mariti…».

Succede nella «primavera marocchina». Mentre, in piena luce, seguite dai media di mezzo mondo, le manifestazioni del «Movimento 20 febbraio» riempiono le piazze, mentre è approvato il referendum sulle riforme indetto da Mohammed VI (che prevede l’instaurazione di una monarchia costituzionale) e mentre, tra la repressione di Bashar El Assad in Siria e il fallimento di uomini come l’egiziano Mubarak o il tunisino Ben Ali, si disegna in Marocco la possibilità di una «terza via», una silenziosa scommessa va avanti da tempo. Leggi tutto "Le donne nella primavera marocchina"

La trappola della «sottoclasse». Alcune considerazioni da Londra

Alberto De Nicola

Micrologica dei mercati e delle rivolte

Sono due le immagini che catturano l’attenzione in questi giorni di agosto. Immagini che abbiamo la fortuna di trovare accostate nelle pagine dei giornali. Da una parte quelle che ritraggono le facce incredule degli operatori finanziari che assistono inermi al crollo delle borse di mezzo mondo, dall’altra quelle delle città inglesi attraversate dai riot che a partire dall’uccisione di un giovane da parte della polizia, scorso sono esplosi in modo incredibilmente virulento.

Tanto le une quanto le altre, disposte accanto, sembrano messe lì a posta per dirci cose che isolatamente non avrebbero avuto l’opportunità di dire. Leggi tutto "La trappola della «sottoclasse». Alcune considerazioni da Londra"

Osservatorio Tumulti

[Questo testo introduce una serie di contributi sul tema del tumulto. I primi che pubblichiamo, di Federico Campagna, Gabriele Pedullà e Alberto De Nicola, riguardano i disordini che dal 6 al 10 agosto 2011 sono scoppiati in diversi quartieri di Londra e di altre città della Gran Bretagna.]

Augusto Illuminati

Con il titolo Le virtù del tumulto. La rivolta tra esodo e rivoluzione si è svolto nei mesi tra febbraio e maggio presso Esc Atelier il seminario annuale della Libera Università Metropolitana (Lum), il cui programma completo è reperibile sul sito «alfabeta2», mentre le videoriprese di relazioni e dibattiti sono disponibili sul sito www.lumproject.org/.

(22 dicembre 2010, gli studenti romani sfilano sulla Tangenziale est. Foto di Martina Cirese)

Il progetto era di mettere a tema l’idea di trasformazione radicale nelle forme nuove dettate, per un verso, dalla riluttanza del capitalismo finanziarizzato ad accettare regole e dall’inclinazione a usare in modo permanente la crisi come produzione di valore, per l’altro dall’evidente fallimento del riformismo keynesiano versione socialdemocratica oppure Obama. Durante la preparazione – sconvolgendone assunti e operatori, che sono militanti dei movimenti – è sopravvenuto prima il ciclo delle mobilitazioni studentesche contro la legge Gelmini, accompagnato da analoghe battaglie a Londra e in altre situazioni europee, poi quello, tuttora in corso, delle insorgenze nel Maghreb e nel Mashrek, di cui non è sfuggita la profonda consonanza con quanto accadeva sull’altra costa del Mediterraneo: un esempio per tutti, il ruolo dei diplômés chômeurs nelle manifestazioni tunisine. Leggi tutto "Osservatorio Tumulti"

London jacquerie

Federico Campagna

9 Agosto 2011, London

Sono quasi quattrocento anni che una rivolta di queste dimensioni non si verifica a Londra. Quest’inverno, durante le manifestazioni degli studenti inglesi, la stampa internazionale aveva parlato di ‘riots’, di subbugli, di insurrezione. Un tipico caso di esagerazione giornalistica. Stavolta no.

Ma stavolta è diverso.

Le riots di questi giorni, iniziate sabato 7 agosto durante una manifestazione di protesta per l’uccisione di un giovane da parte della polizia, hanno un tono che ricorda più le banlieues parigine che la guerriglia urbana dei black bloc. Da tre giorni la capitale Britannica è attraversata da un’ondata di jacquerie semi-fantascientifiche, in cui i moti di folla da ancien regime si incontrano con i messaggi istantanei lanciati dai BlackBerries. Leggi tutto "London jacquerie"

Mafia

Matteo Di Gesù

Nel primo pomeriggio del 7 aprile 2010, nella casella di posta elettronica di molti palermitani arrivò una mail direttamente dall’editore Feltrinelli: «Abbiamo il piacere di comunicarvi che oggi alle ore 18 Massimo Ciancimino sarà alla libreria di via Cavour per firmare le copie del suo libro». E in effetti, così andò: auto blindata parcheggiata in seconda fila, il figlio di don Vito alle sei e mezza di quel memorabile pomeriggio primaverile, autografava controcopertine del volume fresco di stampa di cui era coautore insieme allo stimato giornalista Francesco La Licata. Cento copie vendute in due ore, quel pomeriggio. Qualcuno, nei giorni successivi, fece le sue rimostranze agli incolpevoli responsabili della Feltrinelli di Palermo: ma, come si è detto, l’iniziativa era partita direttamente da Milano, che aveva utilizzato l’indirizzario mail della libreria. Leggi tutto "Mafia"

Appunti di Acampadasol

di Amador Fernández-Savater

21/maggio 2011

00.00 1Puerta del Sol stracolma di gente quasi fino a scoppiare lancia la sua sfida: “Adesso siamo tutti illegali”. Quand'è che tanta gente tutta insieme si era ribellata contro la legalità con tanta allegria e tanta ragione? È stato un momento incredibile, per la storia di tutti e di ognuno di noi.

“Riflettendo, stiamo riflettendo” (13 marzo)2

Un dibattito ricorrente: Qualcuno sa a cosa servono le assemblee? Non sembrano in grado di prendere delle decisioni, e men che meno di metterle in pratica. Eppure sono molto affollate e animate, in generale c'è un livello alto di attenzione. Non funzionano come spazi di decisione, ma come luoghi dove circola la parola. Qualcuno mi dice: “Le assemblee sono inutili, ma molto belle”. Belle proprio perché inutili? Leggi tutto "Appunti di Acampadasol"