Alla ricerca delle nazioni illuminate: luce sulla Biennale.

Attualità, per favore.

Valeria Burgio

Attraverso il procedimento retorico della falsa etimologia, Bice Curiger titola la sua Biennale “ILLUMInazioni”.  La radice “nazione” viene estratta all’interno di un lemma che si lega a un concetto percettivo. La lettura del titolo attiva una nuvola di suggestioni possibili: nazioni illuminate; luci sulle nazioni. In ogni caso ci si aspetta che il concetto sia elaborato dalla curatrice e dagli artisti invitati e che si manifesti in opere e progetti. Cosa che non succede. Leggi tutto "Alla ricerca delle nazioni illuminate: luce sulla Biennale."

Ragionare con la mente estesa. Facebook, il pensiero e l’argomentazione

Edoardo Acotto

Esteriorizzazione
Per chi può permettersi un computer e un abbonamento a internet – e non sono ancora tutti, nemmeno nei paesi più ricchi – l’esistenza odierna è parzialmente online. Sembra allora un compito arduo provare a indicare un senso globale delle interazioni tra i soggetti che popolano i social network, per la pervasività delle pratiche di vita online e per il continuo intreccio di attuale e virtuale. Leggi tutto "Ragionare con la mente estesa. Facebook, il pensiero e l’argomentazione"

Specchio specchio delle mie brame: qual è la relazione tra me ed il reame?

La relazione tra realtà digitale e realtà concreta si basa sulla finzione

Ivan Mosca

Internet è stato oggetto di un'utopia ed oggi si risveglia nella realtà. La differenza tra realtà ed utopia sta nella differenza tra pensiero e azione: finché nessuno lo usava, internet era un sogno in cui l'individuo e la collettività avrebbero potuto convivere sullo stesso piano. Da quando invece la rete unisce le persone per davvero ecco che cambiano gli assetti tra il sé e la rete, come mostrano prototipi e stereotipi della storia recente del web. Leggi tutto "Specchio specchio delle mie brame: qual è la relazione tra me ed il reame?"

Terre promesse o terre gemelle?

Davide Grasso

Una narrazione influente si era diffusa negli anni Ottanta, ed era esplosa dopo la caduta del Muro di Berlino: la storia è finita, la democrazia e il dialogo prevarranno sul conflitto e il mondo si avvierà a una pace perpetua (internazionale e sociale). Era una narrazione ansiogena. Gli stati occidentali e i loro ceti intellettuali integrati, non appena trafitto il corpo decrepito di ciò che, nel gergo politico occidentale, era chiamato “comunismo” (un insieme di governi e partiti al potere nell’est europeo), già tentava di scongiurare ciò che quel nome, ben al di là di quei partiti e governi, può evocare. Un espediente retorico onnipresente, in quelle narrazioni, era il riferimento all’innovazione tecnologica come fattore di trasformazione sociale. Leggi tutto "Terre promesse o terre gemelle?"

Scusi, dov’è il cinema?

Luca Bandirali e Enrico Terrone

Le sale e le multisale continuano per inerzia a proporre pellicole commerciali o d’essai, così come i festival continuano a crogiolarsi con concorsi, retrospettive e anteprime, ma nel frattempo l’offerta di dvd, blu-ray e canali satellitari cresce in quantità e qualità, e si è creato in rete un circuito cinematografico alternativo, che comprende sia gli spazi legalizzati di Youtube e Facebook sia le aree di clandestinità dello streaming e del peer-to-peer. Leggi tutto "Scusi, dov’è il cinema?"

Chi ha paura del digitale? Rischi e opportunità da Facebook a Wikileaks

Paolo Ferri, Stefano Moriggi

E’ davvero importante - come sostengono, tra gli altri, Maria Rita Parsi, Tonino Cantelmi e Francesca Orlando (L’immaginario prigioniero, Mondadori 2009) - salvaguardare i più giovani dallo spettro del digitale? Ha un senso, quindi, tentare di recuperare “il significato e il valore di quella ritualità che rafforza e che consente di affondare solide radici nell’esperienza di tutti giorni” nell’epoca delle insurrezioni popolari e culturali innescate dai social network?

I casi di Tunisia, Egitto e Libia - anche su un piano politico - stanno dimostrando, una volta di più, la concreta realtà delle comunità che si creano e si sviluppano sulla rete. La nostra impressione è che i giovani non abbiano alcuna intenzione di recuperare una presunta “esperienza di tutti i giorni” - per altro, molto spesso  contraddistinta da monotonia, ripetitività, quando non addirittura da un sentimento diffuso di precarietà, professionale ed esistenziale insieme. Leggi tutto "Chi ha paura del digitale? Rischi e opportunità da Facebook a Wikileaks"

Narciso e lo specchio della rete

Tiziana Andina

La rete come strumento di libertà e di emancipazione. La rete – così ci hanno sempre raccontato e spiegato – avrebbe aiutato a mescolare le culture e le razze, i modi di sentire e, addirittura, le emozioni. Avrebbe aiutato le persone a raccontare più liberamente storie, magari proprio le storie della loro vita.

Nonostante le promesse di emancipazione sempre di più il mondo espresso dalla rete ha le caratteristiche di una Terra Gemella. Dopo Wikileaks cominciamo a dubitare che sia poi così vantaggioso possedere archivi perfetti in cui conservare tutto, dal momento che ogni cosa può essere trafugata per gli scopi più diversi. Eppure, nonostante questo, sempre più frequentemente inviamo i nostri dati personali, in strane “nuvole” ospitate all’interno di giganteschi server manutenuti a basso costo. Ci fidiamo, senza minimamente sapere chi ci sia dall’altro lato di quella nuvola. Leggi tutto "Narciso e lo specchio della rete"