Alfadomenica #3 – ottobre 2018

"Fino a quando conviveremo con il vuoto di proposte alternative, il consenso continuerà ad andare ai Salvini, la cui intolleranza nei confronti degli immigrati è parte integrante di una concezione autoritaria a tutto campo": così - nell'intervento con cui apriamo oggi l'alfadomenica - scrive GB Zorzoli prendendo le mosse da quanto è accaduto in questi giorni a Riace e a Lodi per istituire un confronto con i buoni risultati ottenuti dai Verdi in Germania.

Un problema, quello dell'assenza di proposte alternative, strettamente connesso alla estrema difficoltà di pensare al futuro che registriamo oggi in Italia (e in realtà non solo in Italia). Per questo abbiamo deciso di dedicare al recentissimo saggio di Bifo Futurabilità un piccolo speciale: tre letture diverse del libro firmate da Massimo Filippi e Enrico Monacelli (che estendono la loro analisi anche a Narcocapitalismo di Laurent de Sutter e Ornamento di Juan Cardenas), Matteo Moca e Gabriella Putignano. Molti i temi toccati, e ci auguriamo che i lettori li riprendano e li discutano nel nostro Cantiere e nel gruppo Facebook di Alfabeta. Qui, ci limitiamo a citare Bifo stesso: «La sola cosa che possiamo fare – oltre a non perdere mai il buon umore e l’ironia – è forgiare concetti per la comprensione del mondo che sta emergendo, per quanto orribile esso sia. Nel breve tempo di vita che rimane alla mia generazione, altro non resta che consegnare al futuro la possibilità di vita felice che rischia di essere seppellita dalla tempesta di merda. E capire, nel pieno di questa tempesta, dove covino i germi della possibilità».   

Ma l'Alfadomenica non si chiude qui: nel sommario troverete anche una bella intervista di Gaetano Biccari al regista tedesco Anselm Weber, una recensione di Maria Elena Minuto alla monografia su Marcel Broodthaers di Serena Carbone e un'analisi di After Lorca di Jack Spicer proposta dal traduttore del testo, Andrea Franzoni. Chiude questo numero nutrientissimo Antonella Sbrilli con un Alfagiochi artistico-letterario.

Buona lettura!

Il sommario

GB Zorzoli, Riace, Lodi, la lontana Baviera

Massimo Filippi e Enrico Monacelli, La farmacia del Capitale

Matteo Moca, In una tempesta di merda, i germi della possibilità

Gabriella Putignano, Se a dissolversi è il general intellect

Maria Elena Minuto, Marcel Broodthaers, la verità della bugia

Gaetano Biccari, Il teatro oggi e domani in Germania e nell’Europa del populismo rampante. Intervista a Anselm Weber

Andrea Franzoni, L’altrista. Note su After Lorca di Jack Spicer

Antonella Sbrilli, Alfagiochi / Art? Si, no

Alfadomenica # 2 – ottobre 2018

Questa volta siamo noi stessi ad aprire l'alfadomenica: il primo testo che troverete, infatti, è un ampio stralcio dall'introduzione a un volume, La civiltà idiota. Saggi militanti, in cui Andrea Inglese ha raccolto alcuni interventi che sono apparsi su «alfabeta2» nei suoi primi quattro anni di vita, dal 2010 al 2014. E che, come nota lui stesso, "di questo laboratorio culturale e politico, sono anche, almeno in parte, una diretta testimonianza".

Ed ecco gli altri materiali che potrete leggere a partire da oggi nel sito di Alfabeta2: Francesca Lazzarato e Andrea Comincini hanno rispettivamente recensito per noi La debuttante di Leonora Carrington e Come un pesciolino in una vasca di lucci di George Orwell; Paolo Morelli, invece, è andato a vedere L’uomo che uccise Don Chisciotte di Terry Gilliam; e Giada Cigognola ha visitato il Village des Arts di Dakar. In chiusura Alberto Capatti, nell'appuntamento quindicinale con l'Alfagola, ritrova una delle infinite varianti del risotto alla milanese.

Buona lettura!

Il sommario

Andrea Inglese, La civiltà idiota

Francesca Lazzarato, Carrington, la ribellione della musa

Paolo Morelli, Il cavaliere delle cause perse, le odierne perfino

Andrea Comincini, George Orwell viaggiatore solitario

Giada Cicognola, Il Village des Arts di Dakar, dove l’arte incontra la politica

Alberto Capatti, Alfagola / Senza successo

Alfadomenica # 1 – ottobre 2018

Due sono i testi con cui, in apertura di Alfadomenica, ricordiamo Paul Virilio: un bel ricordo/ritratto firmato da Paolo Fabbri e una pagina tratta dal "saggio di dromoscopia", L'orizzonte negativo, che Virilio pubblicò in Francia nel 1984 (in Italia uscì nel 1986) e che, a dispetto degli oltre trent'anni di distanza, è molto molto attuale.

Alfadomenica ben nutrito, quello di oggi: oltre a Virilio, troverete un nucleo di testi intorno ad alcune uscite recenti di/sulla poesia (le autrici delle tre recensioni sono Maria Grazia Calandrone, Claudia Crocco e Patricia Peterle, tra i libri recensiti le splendide Historiae di Antonella Anedda); un intervento di Paolo Carradori su due concerti della Biennale Musica a Venezia; un percorso di Francesca Pasini tra mostre che hanno come comune denominatore "il costruire e l'abitare delle donne". Infine, nell'Alfagiochi Antonella Sbrilli ci porta allo Scripta Festival di Firenze.

Buona lettura!

Il sommario

Paolo FabbriIl gusto di Paul Virilio per la parola penultima

Paul Virilio, L’impostura dell’immediatezza

Maria Grazia Calandrone, Antonella Anedda, chiara come una pietra

Patricia Peterle, Eugenio De Signoribus, barlumi di resistenza

Claudia Crocco, Poesia ultima: tre paesaggi

Paolo Carradori, Zappa, Carter: Biennale americana

Francesca Pasini, Ida e le altre

Antonella Sbrilli, Alfagiochi / Art Pics

Alfadomenica # 5 – settembre 2018

Con il testo di Manuela Gandini sulla mostra di Marina Abramović in corso a Firenze, che avevamoannunciato la settimana scorsa, apriamo oggi un Alfadomenica nel segno della visualità. Il sommario infatti, oltre a questo intervento, comprende un sentiero di lettura sulla fotografia firmato da Elisabetta Marangon, un percorso di Michele Emmer su due mostre newyorchesi e una ricognizione di Ada De Pirro intorno alle molteplici valenze (anche artistiche) della scrittura a mano. Seguono due articoli che, a partire da libri recenti, si interrogano su legami e separatezze: Stefano Zangrando scrive dei ponti letterari tra Italia e Germania, Andrea Comincini del trattino (hyphen) come emblema di una visione razzista. In chiusura, l’Alfagola di Alberto Capatti. (Nota: il minispeciale dedicato a Paul Virilio sarà pubblicato nel prossimo Alfadomenica).

Manuela Gandini, Marina Abramović. Una donna sdraiata in una stella in fiamme

Elisabetta Marangon, La visione come costruzione

Michele Emmer, Corpi celestiali e altre ossessioni

Ada De Pirro, Scrivere a mano, una magia da mantenere

Stefano Zangrando, Aprire un secolo: ponti letterari italo-tedeschi

Andrea Comincini, Separatezza e razzismo in forma di trattino

Alberto Capatti, Alfagola / Paperino e la buona colazione

 

Alfadomenica #4 – settembre 2018

Ma è proprio vero che gli italiani leggono poco, pochissimo, sempre di meno? Probabilmente sì, anche se la situazione è più complessa di come solitamente la si presenta. Ed è su questo tema che, con un intervento di Giovanni Solimine, apriamo l'alfadomenica di oggi.  Il nucleo centrale del numero è invece dedicato al teatro, con tre articoli di Valentina Valentini, Maria Cristina Reggio e Mattia Solari, su spettacoli allestiti all'interno dei festival Cantieri aperti, Short Theatre e Drodesera. A seguire, un percorso di lettura di Massimo Filippi e Enrico Monacelli che prende avvio da L'animale che dunque sono di Jacques Derrida, una recensione di Guida alla Mosca ribelle di Valentina Parisi (la firma è di Maria Teresa Carbone) e l'Alfagiochi di Antonella Sbrilli.

Un numero corposo, insomma, come sarà corposo il prossimo, che conterrà fra l'altro uno Speciale su Paul Virilio a cura di Paolo Fabbri e un commento di Manuela Gandini alla mostra di Marina Abramovic, appena aperta a Firenze.

Buona lettura!

 

Il sommario:

Giovanni Solimine, Il senso dei dati sulla lettura

Valentina Valentini, Io sono qui, Cantieri aperti a Massa

Maria Cristina Reggio, Il letale flatus vocis di Antonio e Cleopatra

Mattia Solari, Live Works A Supercontinent 2, Centrale Fies, Dro

Massimo Filippi e Enrico Monacelli, L’inquietante piccolo soggetto altro

Maria Teresa Carbone, Mosca incatenata e scatenata

Antonella Sbrilli, Alfagiochi / L’ora di arte

Alfadomenica # 3 – settembre 2018

Viviamo davvero in un'epoca liquida e digitale, come amiamo e sentiamo ripetere di continuo? No, e ce lo ricorda opportunamente Fabrizio Tonello nell'intervento di apertura dell'Alfadomenica di oggi, dedicato a un saggio uscito negli Stati Uniti e non ancora da noi, Behemoth di Joshua Freeman, sulla storia e l'evoluzione delle grandi fabbriche. Poi, ancora libri (Ambrosino su Beltrametti, Lorenzini su Sanguineti, D'Elia su Haern, Parisi su Gajdanov) e in chiusura l'Alfagola di Alberto Capatti.

Buona lettura!

Fabrizio Tonello, Behemoth, ascesa (e trionfo) della grande fabbrica

Marco Ambrosino, Franco Beltrametti, sì, viaggiare

Niva Lorenzini, Sanguineti e la funzione di verità

Raffaella D’Elia, Lafcadio Hearn, esperimento con il Giappone

Valentina Parisi, Gazdanov, le notti e i giorni di un anomalo émigré

Alberto Capatti, Alfagola / Biblioteca colturale di gastronomia del dopolavoro

Alfadomenica #2 – settembre 2018

Con un intervento di Giorgio Mascitelli che invita a considerare molto criticamente la tesi, oggi ripetuta da più parti, secondo la quale i (cattivi) comportamenti elettorali italiani sono legati alla diffusione dell'analfabetismo funzionale, si apre oggi un alfadomenica dedicato alla saggistica (Del Castillo su Nietzsche a Wall Street, Dattilo su La vita delle piante, Moca su Il mito del progresso. Filosoficamente considerato, Terrosi su Filosofia dell'automatismo). In chiusura, ritorna dopo la pausa dell'estate l'Alfagiochi di Antonella Sbrilli.

Buona lettura!

Giorgio Mascitelli, L'argomento dell'analfabetismo funzionale

Ludovica Del Castillo, Nietzsche a Wall Streetil mezzo fa parte della verità

Emanuele Dattilo, Emanuele Coccia, metafisica vegetale

Matteo Moca, Bouveresse, il progresso come falso movimento

Roberto Terrosi, Automatismo, una dimensione etica

Antonella Sbrilli, Alfagiochi / Andate e ritorni