Festival Video >90s – A Drone Painting | Black Square on White Ground

A Drone Painting | Black Square on White Ground

Un video a settimana dai festival europei.

Alfabeta apre la propria sezione video a Festival Video >90s, un ciclo di incontri, proiezioni e dibattiti, curato da Valentina Valentini e Milo Adami, dedicato al festival come spazio di visione, ascolto, contemplazione, esperienza individuale e collettiva in relazione ad un linguaggio come il video - dagli anni 90 fino ai più recenti multi formati digitali - in costante evoluzione.

Ogni settimana Alfabeta ospiterà un video della rassegna internazionale. Il primo focus è dedicato allo storico festival di video arte e poesia elettronica di Marsiglia Les Instants Vidéo ( www.instantsvideo.com ) con una selezione curata dallo storico direttore Marc Mercier dal titolo “Nos désirs font désordre”.

Alfabeta opens its video section to Festival Video >90s a retrospective cycle of projections, meetings, round table, curated by Valentina Valentini and Milo Adami. The first focus will regard the Video Art and Electronic Poetry Festival of Marsaille Les Instants Vidéo ( www.instantsvideo.com ), each week we present you a different video from a selection made by Marc Mercier, director of the festival, titled: “Nos désirs font désordre” (our desires make disorder).

VIDEO

A Drone Painting | Black Square on White Ground (2016) di Johanna Reich (Germania)

In 1858 the French photographer Nadar took the first photography from above, flying in a tethered balloon. For the first time the central perspective of the 15th century is questioned; the new perspective transforms the earth into an ornamental surface, all familiar reference points are barely identifiable.

Almanacco 2018 – La rivoluzione turistica

Non turisti, ma viaggiatori, si proclamano coloro che desiderano sottrarsi allo stigma di un movimento vacuo e irto di effetti collaterali indesiderati, dall'intasamento dei luoghi (appunto) turistici fino all'esposizione a forme di terrorismo molto contemporanee che quegli stessi luoghi turistici prendono di mira.

Ma è possibile oggi non dirsi, almeno in qualche misura, turisti? E come si costruisce e si articola quella che è stata definita la più importante industria della nostra contemporaneità? Indagare il turismo significa esplorare una cerniera ineludibile tra moderno e postmoderno e, anche, osservare il nostro possibile futuro da una angolazione solo all'apparenza laterale.

La rivoluzione turistica

Contributi di Alberto Capatti, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Lelio Demichelis, Marco d'Eramo, Marco Dotti, Andrea Fumagalli, Alfonso Gambardella, Francesca Lazzarato, Filippo Pistocchi, Fabrizio Tonello, Lucia Tozzi. Immagini di Turi Simeti a cura di Gianluca Ranzi.

L’almanacco. CRONACA DI UN ANNO

Una selezione di materiali da www.alfabeta2.it (settembre 2016 – luglio 2017). Fra gli autori Franco Berardi Bifo, Paolo Bertetto, Paolo Carradori, Mariuccia Ciotta, Lello Demichelis, Michele Emmer, Lorenzo Esposito, Paolo Fabbri, Andrea Fumagalli, Mario Gamba, Manuela Gandini, Angelo Guglielmi, Andrea Inglese, Francesca Lazzarato, Massimiliano Manganelli, Giorgio Mascitelli, Tiziana Migliore, Letizia Paolozzi, Valentina Parisi, Mario Perniola, Gigi Roggero, Roberto Silvestri, Antonello Tolve, Valentina Valentini, Antonello Tolve, G,B, Zorzoli. Illustrazioni a cura di Manuela Gandini e Francesca Pasini.

A cura di Nanni Balestrini, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa.

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Festival Video >90s – “Abschied” Simone Stoll

Alfabeta apre la propria sezione video a Festival Video >90s, un ciclo di incontri, proiezioni e dibattiti, curato da Valentina Valentini e Milo Adami, dedicato al festival come spazio di visione, ascolto, contemplazione, esperienza individuale e collettiva in relazione ad un linguaggio come il video - dagli anni 90 fino ai più recenti multi formati digitali - in costante evoluzione.

Ogni settimana Alfabeta ospiterà un video della rassegna internazionale. Il primo focus è dedicato allo storico festival di video arte e poesia elettronica di Marsiglia Les Instants Vidéo ( www.instantsvideo.com ) con una selezione curata dallo storico direttore Marc Mercier dal titolo “Nos désirs font désordre”.

Alfabeta opens its video section to Festival Video >90s a retrospective cycle of projections, meetings, round table, curated by Valentina Valentini and Milo Adami. The first focus will regard the Video Art and Electronic Poetry Festival of Marsaille Les Instants Vidéo ( www.instantsvideo.com ), each week we present you a different video from a selection made by Marc Mercier, director of the festival, titled: “Nos désirs font désordre” (our desires make disorder).

VIDEO

Abschied (6'07 – 2016) di Simone Stoll (Germania n.1967)

Un voyage est un moment d’incertitude, une fois qu’on a laissé un endroit derrière soi et qu’on n’est pas encore arrivé à la destination, on est souvent pris par la mélancolie et de pensées profondes.

Un viaggio è un momento d’incertezza. Lasciato alle spalle il luogo di provenienza, non ancora giunti a destinazione, spesso pensieri profondi e melanconici prendono il sopravvento.

"Abschied" Simone Stoll (2016) from Milo Adami on Vimeo.

https://vimeo.com/242541557/b7b5305356

Dialoghi a Drodesera: l’artista Rima Najdi incontra il regista Thomas Bellinck

Dal 21 al 29 Luglio si è svolto Supercontinent, la XXXVII edizione di Drodesera Festival a Centrale Fies. Cavalcando l'interesse di Drodesera per gli incroci e le interferenze tra mondi e discipline, abbiamo messo in relazione gli artisti e chiesto loro di porsi delle domande a vicenda. Nella video intervista l'artista Rima Najdi si confronta con il regista Thomas Bellinck, sull'attuale problematica delle frontiere, artistiche e fisiche, e sul ruolo dell'artista nel narrarle.

Rima Najdi è un artista con base a Berlino. Il suo lavoro occupa e (ri) negozia gli spazi interstiziali. Si aggrappa ai modi in cui l'identità è costruita e percepita, concentrandosi sull'esperienza vissuta del corpo. Rima è interessata alla vulnerabilità del corpo in relazione ai tropismi politici di genere, della sicurezza, della mobilità e della rappresentazione. .

L'opera presentata a Drodesera è Think much. Cry much, una performance partecipativa che invita il pubblico a una coreografia su frontiere, mappe e recenti regolamenti migratori europei e mette in dubbio la loro produzione. Lo spettacolo prende le mosse da una costellazione di domande: Quando è stata l'ultima volta che hai visitato un confine? Qual era? Chi era lì? Quanto tempo ci hai trascorso? Sei stato sulla linea? Ti hanno preso le impronte digitali? Lo spettatore entra nello spazio scenico indossando una cuffia, la quale diventa strumento di direzione di ogni suo movimento. Think much. Cry much invita a riflettere sulle regole, le rappresentazioni e le relazioni imposte dall'alto, che ciascun individuo interiorizza come una sottile voce che guida quotidianamente le sue azioni.

Thomas Bellinck è un regista teatrale belga che lavora sia in spazi teatrali che in carceri e ospedali psichiatrici. Ha realizzato con la sua compagnia teatrale Steigeisen numerosi spettacoli di carattere documentaristico, che spesso affrontano il divario esistente tra storia e storiografia e il tema della violenza in tempo di rivoluzione, guerra, pace e commemorazione. Nel 2015 ha fondato ROBIN insieme a Pieter De Buysser, una società di produzione di base a Bruxelles.

Lo spettacolo presentato a Drodesera è Simple as ABC # 2: Keep Calm & Validate, il secondo di una serie di lavori che ruotano attorno ad uno dei fenomeni più complessi del ventunesimo secolo: la macchina migratoria occidentale. Nel 2015 Thomas Bellinck, insieme all'artista e scenografo Jozef Wouters, ha realizzato Simple as ABC#1: Man vs Machine, un breve saggio teatrale sulle tecnologie di sorveglianza. Il passo successivo è un spettacolo musicale che documenta la gestione delle migrazioni digitali e l'esternalizzazione del nostro disagio nei confronti della selezione sociale. Per la realizzazione dello spettacolo Bellinck si è impegnato in un confronto diretto con i dirigenti delle frontiere e i gestori dei dati nelle sale di controllo e nelle frange di Project Europe.

Le video interviste sono curate da Dalila D'Amico, Marta Federici e Chiara Pirri all'interno del progetto Superconnected promosso da Centrale Fies. Super-connected è un archivio di memoria che ha del variegato “continente” ritagliato dal Festival Drodesera XXXVII che ha l'obiettivo di ampliare i punti di vista, ibridare i ruoli tra artista e critico, lasciare che le interpretazioni nascano dal dialogo. Le domande proposte infatti, sono pensate in parte dalle curatrici e in parte dagli stessi artisti coinvolti.

L’artista Francesca Grilli in dialogo con il coreografo Jacopo Jenna a Centrale Fies

Dal 21 al 29 Luglio si è svolto Supercontinent, la XXXVII edizione di Drodesera Festival a Centrale Fies. Cavalcando l'interesse di Drodesera per gli incroci e le interferenze tra mondi e discipline, abbiamo messo in relazione gli artisti e chiesto loro di porsi delle domande a vicenda. Nella video intervista l'artista Francesca Grilli (1978) e il coreografo e performer Jacopo Jenna, si sono incontrati per interrogarsi su quanto la vita personale si rifletta nella loro ricerca artistica.

La ricerca di Francesca Grilli esplora l'ambito del suono, nelle sue molteplici implicazioni espressive e percettive. Prediligendo il linguaggio performativo, i suoi lavori muovono da elementi privati e personali per incontrare lo spazio d’azione dello spettatore, coinvolgendolo in un territorio incerto e perturbante. Tramite video e performance, si concentra rispettivamente sulla complessità del racconto intimo e sulla ricerca di un’azione della massima intensità, coadiuvata dall’elemento sonoro, che ritiene lo strumento più efficace per comunicare direttamente con l’inconscio personale e collettivo. Il suo lavoro è stato presentato in diverse sedi espositive in Italia e all’estero, tra cui il Padiglione Italia durante la 55. Biennale di Venezia. Nel 2016 ha ricevuto il Premio New York.

L'opera presentata a Drodesera, The Forgetting of Air è una performance che trova nell’idea di aria il terreno per una riflessione sugli attuali flussi migratori: il materiale di condivisione tra pubblico e performer è l’aria stessa, una dimensione per eccellenza senza confini. La performance vede come protagonisti alcuni rifugiati del luogo, i quali rafforzano la riflessione sullo spostamento, fisico e politico. I performer in scena, la cui biografia è segnata da una storia di migrazione, condividono con il pubblico la prossimità e la distanza in uno spazio carico di aria, evidenziata dalla presenza di vapore. Il tempo è segnato dal respiro e dalle sue potenziali interruzioni, contenute in una presenza che rimane.

Jacopo Jenna è coreografo, performer e film-maker. La sua ricerca indaga la percezione della danza e la coreografia come pratica estesa. Laureato in Sociologia, si approccia alla danza in età adulta formandosi presso Codarts (Rotterdam Dance Academy). Ha presentato i suoi progetti presso presso festival ed istituzioni come Centrale Fies, Cango/Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, MART-museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Contemporanea Festival, Pépinières européennes pour jeunes artistes/Jeune Création-Vidéo Cinéma, Fondazione Palazzo Strozzi, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Fabbrica Europa.

Il progetto presentato a Drodesera, Come As You Are è stato creato con la collaborazione dell’artista visivo Jacopo Miliani. Lo spazio semantico del testo della canzone dei Nirvana viene decostruito nel lavoro di Miliani sotto forma di immagine e ricollocato sulla scena attraverso la produzione di 20 asciugamani di spugna bianchi e rossi, dove le parole riemergono scomposte in una forma grafica determinando nel movimento una trasformazione di relazioni con le liriche scritte da Cobain. Come as You Are è un invito rivolto agli spettatori, ma anche una dichiarazione d’intenti, un manifesto di una creazione ibrida e parzialmente irrisolta, a metà strada tra arte coreutica e visuale. La coreografia si sviluppa in due sezioni: a un primo momento, dove la partitura gestuale appare codificata, ne segue un secondo nel quale la danza si fa anarchica e lo spazio si satura di simboli e suggestioni.

Le video interviste sono curate da Dalila D'Amico, Marta Federici e Chiara Pirri all'interno del progetto Superconnected promosso da Centrale Fies. Super-connected è un archivio di memoria che ha del variegato “continente” ritagliato dal Festival Drodesera XXXVII che ha l'obiettivo di ampliare i punti di vista, ibridare i ruoli tra artista e critico, lasciare che le interpretazioni nascano dal dialogo. Le domande proposte infatti, sono pensate in parte dalle curatrici e in parte dagli stessi artisti coinvolti.

Il “Supercontinente” di Centrale Fies: Chiara Bersani/ Marco D’Agostin in dialogo con Massimo Furlan

SUPERCONNECTED: In dialogo con Chiara Bersani/ Marco D'Agostin e Massimo Furlan from Centrale Fies on Vimeo.

Dal 21 Luglio ha preso il via Supercontinent, la XXXVII edizione di Drodesera Festival a Centrale Fies. Per la direttrice artistica Barbara Boninsegna e il co-curatore Filippo Andreatta “Supercontinent è un ecosistema da esplorare dove la complessità non viene letta come disvalore che ne allontana una lettura collettiva, ma permette invece di trattare tematiche o necessità attuali senza dimenticare la potenza della ricerca che sta nel mezzo, nella pratica artistica che genera addizioni e sottrazioni, per farsi segno e presentarsi al pubblico senza rinunciare a immaginare nuove destinazioni a cui approdare.”

Cavalcando l'interesse di Drodesera per gli incroci e le interferenze, abbiamo messo in relazione gli artisti e chiesto loro di porsi delle domande. La prima delle interviste realizzate per Alfabeta2 è quella tra il duo Chiara Bersani/Marco D'Agostin e Massimo Furlan.

Chiara Bersani/Marco D'Agostin sono due artisti italiani attivi nell'ambito delle arti performative, con alle spalle diversi anni di formazione nel campo delle arti visive e di ricerca teatrale. La loro relazione si muove tra amicizia e collaborazione, definendosi parte di un collettivo invisibile. Si sono incontrati sul palco in diverse occasioni, come lo spettacolo The Family Tree (2012) e la performance Good Night Peeping Tom (2016). La loro prima co-creazione è stata The Olympic Games, co-prodotta da K3 | Kampnaghel e BeSpectACTive!

L'opera presentata a Drodesera è Formazioni, concepita come un luogo di incontro tra un astrofisico, due artisti e un gruppo di giovani sportivi locali. La performance mette in relazione il movimento entropico che caratterizza la crescita e l'espansione dell'Universo e quello dell'essere umano, emblematicamente rappresentato dall'inarrestabile irruenza del mondo adolescenziale. Due sistemi apparentemente distanti che trovano radice comune alimentandosi del disordine. Il risultato di questo dialogo è una riflessione sul cosmo, la squadra, e i desideri individuali, intesi come galassie governate da leggi fisiche misteriose. Le regole alla base di ognuno di questi sistemi costituiscono il cuore della performance, una verifica del loro movimento, comune o discordante.

Massimo Furlan è un artista attivo nell’ambito delle arti visive e performative. Numero23.Prod è la

sua compagnia, che si contraddistingue per l’esplorazione di un territorio multidisciplinare, grazie

alla simbiosi tra coloro che la compongono - persone che arrivano da vari campi artistici. Per la realizzazione di progetti di diversa natura artistica, Furlan e la sua compagnia sono legati a molte organizzazioni internazionali. Per Hospitalités, lo spettacolo proposto in questa edizione di Drodesera hanno collaborato con l’Organizzazione non-profit Cie LagunArte, fondata da Kristof Hiriart con lo scopo di promuovere progetti artistici e musicali curandone la creazione, la produzione, la pubblicazione e la trasmissione.

Hospitalités nasce da una residenza di Furlan nel piccolo villaggio a vocazione turistica, La Bastide Clairence. L’artista, invitato da Kristof Hiriart, intervista gli abitanti e articola con loro un progetto di ospitalità per i migranti che da una parte consente a questi ultimi di trovare dimora, dall’altra contribuisce a far abbassare i costi degli immobili del villaggio, giovando dunque alla comunità locale. Questa esperienza confluisce in scena insieme ai racconti degli abitanti di La Bastide, dal macellaio del paese, al maestro in pensione, dagli artigiani, al vecchio e al nuovo sindaco, le loro storie diventano motivo di confronto con lo spettatore e stimolo di riflessione sul concetto di ospitalità.

Le video interviste sono curate da Dalila D'Amico, Marta Federici e Chiara Pirri all'interno del progetto Superconnected promosso da Centrale Fies. Super-connected è un archivio di memoria che ha del variegato “continente” ritagliato dal Festival Drodesera XXXVII che ha l'obiettivo di ampliare i punti di vista, ibridare i ruoli tra artista e critico, lasciare che le interpretazioni nascano dal dialogo. Le domande proposte infatti, sono pensate in parte dalle curatrici e in parte dagli stessi artisti coinvolti.

Ricreazioni. L’arte tra i frammenti del tempo

DERIVEAPPRODI in collaborazione con Alfabeta2 annuncia l’uscita in libreria del nuovo libro

Ricreazioni. L'arte tra i frammenti del tempo, a cura di Achille Bonito Oliva, collana Alfalibri

17-0531_RICREAZIONI_copertina_p1_1Nello scenario contemporaneo, l’elemento digitale ha alterato la percezione dello spazio e del tempo, consegnandoci a un presente schizofrenico in cui l’arte rinuncia all’elemento progettuale e proiettivo per affidare il proprio fare unicamente alla continua citazione e ricreazione di sé.

Tra globalizzazione e tribalizzazione gli artisti contemporanei sviluppano un linguaggio che intreccia pittura, scultura, video, musica, disegno, architettura. Il questo modo l’opera diventa sintomo ed esito della disgregazione di ogni tradizionale categoria estetica ma non rinuncia a conservare e sviluppare la coscienza intellettuale grazie a un continuo attraversamento multiculturale, transnazionale e multimediale.

Nel mixaggio delle discipline, le arti estrapolano dal passato gli elementi per la creazione di nuovi ambiti di senso. La storia si reinventa nel web, nelle crepe della crisi, nello scorrere dei flussi umani, nella paura di saltare in aria nel bel mezzo della quotidianità.

Nel libro curato da Achille Bonito Oliva - critico d’arte, curatore, saggista e accademico - arte, fotografia, architettura, cinema, letteratura, teatro, musica e new media vengono analizzati nella loro produzione da studiosi dei diversi settori: Achille Bonito Oliva, Manuela Gandini, Antonello Tolve, Lorenzo Mango, Giuliano Sergio, Veronica Pravadelli Angelo Guglielmi, Lucia Tozzi, Federico Capitoni, Lucia Ronchetti.

Per info scrivere a ufficiostampa@deriveapprodi.org