Non luogo a procedere

Italo Testa

1. Subito pensa che “luogo” è una parola tra tante, nella selva dei dizionari, che non si impone di per sé, per qualche forza arcana o sortilegio. E poi è una parola segnaposto, che sta per questo o per quello, priva di vita autonoma: una parola zombie. Ma tutto questo come può riguardarlo? In effetti, non lo riguarda, e non riguarda il fare poesia. Quella cosa che chiamiamo poesia non sarebbe tale se fossimo equidistanti rispetto alle parole, come se le guardassimo dall’alto di una torre e potessimo puntarle indifferentemente con il nostro fascio di luce. Bisogna essere disposti a un corpo a corpo con singoli vocaboli. Ci sono dislivelli, parole che impattano, revenants, e soprattutto siamo immersi nella mischia, e spesso ci sentiamo soffocare, ci manca l’aria per via di una parola che occlude il respiro. Tutto questo succede, di volta in volta, tanto che una domanda diretta ci prende di sprovvista: non lo sappiamo, dobbiamo verificare, dopotutto questo fare poesia è una faccenda empirica, opaca, e discontinua, un prepararsi all’invasione. Tra le parole che fanno irruzione vi è anche “luogo”?

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Industria culturale ibrida

Giannino Malossi

Da una decina d’anni non passa giorno che la stampa economica più o meno trendy non ci ricordi l’alto valore della conoscenza e della creatività per le economie dei paesi avanzati. Alcune imprese (poche, per la verità) fanno a gara tra loro nell’esporsi all’ammirazione pubblica sponsorizzando eventi culturali e mostre d’arte e vengono puntualmente indicate come esempi di virtù e imprenditoriale chiaroveggenza. Eppure chi lavora nei settori industriali dove la cultura è decisiva per la creazione di valore aggiunto (moda, design, comunicazione, media, informatica eccetera) sa molto bene che le imprese, chissà perché, in genere non sono in grado di sviluppare una relazione lineare con la cultura e il lavoro intellettuale. Quando dalle dichiarazioni formali si passa ai fatti, la cultura è intesa come un accessorio di lusso, un ornamento decorativo e, sempre più spesso, una commodity da pagare al prezzo più basso possibile. Leggi tutto "Industria culturale ibrida"

Dibattito pubblico a Milano 6 ottobre

In occasione dell’uscita in edicola del secondo numero di «alfabeta2»

Anche gli intellettuali lavorano! C’è futuro per il lavoro cognitivo nella città del fare?

Mercoledì 6 ottobre alle 17.00

Università Statale di Milano, Facoltà di Scienze Politiche
via Conservatorio 7 - Milano
aula n.6

Moderatore: Giannino Malossi

Intervengono: Adam Arvidsson, Sergio Bologna, Daniele Giglioli, Cristina Morini, Stefano Mirti, Zoe Romano, Bertram Niessen, Tiziano Bonini, Raffaele Mauro, Alberto Baccari, Dario Banfi
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Precari no, gratuiti

Mario Gamba

-       Pronto, sei tu Giampietro?

-       Sì, ciao Filippo, ti ho riconosciuto subito, hai una voce inconfondibile.

-       Va bene, però io vorrei sapere: l’hai passato tu il mio pezzo che è uscito oggi?

-       Sì, perché?

-       Perché dovresti spiegarmi come mai i capoversi sono saltati tutti, anzi, perché sono stati tutti spostati a capocchia.

-       Senti, il pezzo di un collaboratore quando arriva qui diventa nostra proprietà, noi lo sistemiamo come ci fa più comodo…

-       La regola la so, visto che ho trent’anni più di te e faccio il giornalista da una vita. Ma in quel pezzo si racconta un festival di quattro giorni, i miei capoversi staccavano una fase dall’altra, un autore dall’altro, in bell’ordine. Se tu mi mischi tutto, come hai fatto, diventa un guazzabuglio, un casino di pezzo, uno schifo.

-       Questo lo dici tu. Comunque io adesso ho da fare, ti saluto. Leggi tutto "Precari no, gratuiti"

La dittatura di Chávez

Dario Azzellini

Pochi personaggi al mondo sono nel mirino della stampa internazionale come il Presidente venezuelano Hugo Chávez. Viene chiamato dittatore, autoritario, buffone e matto. Dittatore nonostante essere stato eletto tre volte come Presidente, essersi sottoposto addirittura a un referendum a metà presidenza (nessun altro capo di Stato al mondo ne ha avuto il coraggio finora), e aver vinto altre otto elezioni e referendum con le forze che lo appoggiano. Le ultime elezioni presidenziali le ha vinte nel dicembre del 2006, Chávez con un 62,84% dei voti contro il 36,9% per il candidato dell’opposizione (cioè di praticamente tutti gli altri partititi esistenti), un risultato del quale si possono vantare pochi presidenti eletti democraticamente al mondo. E la partecipazione è stata del 74,69% dell’elettorato, un dato che non si raggiunge nella maggior parte dei paesi europei.

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Operai della conoscenza

Sergio Bologna

Milano centro, zona Missori, filiale italiana di una multinazionale del fashion. Ci lavora da quattro mesi, dalle 9 alle 18 (ma in genere la gente si ferma un’ora in più) e piace a Luca quel lavoro, 26 anni, laurea specialistica con lode. Non ha voluto fare il dottorato né prendere una borsa per l’Olanda, una terza lingua straniera da imparare gli pareva troppo, in fin dei conti il suo inglese è migliore dell’italiano del capo. Non gli hanno dato una lira e per altri due mesi sarà così, il suo è uno stage, un tirocinio semestrale gratuito, nemmeno un ticket ristorante. Ma l’altro giorno la vice del capo lo chiama e gli fa capire che «piace» alla ditta e alla fine dei sei mesi chissà che non gli venga proposta un’assunzione. A termine, ovviamente. Se tutto va bene e lui ci sta, saranno cinquecento euro al mese per un anno, ma poi magari «salta fuori un indeterminato». Leggi tutto "Operai della conoscenza"

alfabeta2 a Palermo oggi 28 settembre

Oggi alle 20:30 presso il circolo Arci Nzocché (via E. Ximenes, 95 Palermo) verrà presentato il secondo numero della rivista alfabeta2 (Italia al bivio). Interverranno Andrea Cortellessa, Gianfranco Marrone e Matteo Di Gesù. Modererà Titti De Simone.

L'incontro è all'interno della tre giorni Scrittori, alfabeti, mappe e storie avventurose dedicato alla ricerca di un modello nuovo per l’editoria italiana, che sappia riconoscere il valore della bibliodiversità, del consumo critico (e intransigente) delle lettere, del lavoro degli indipendenti (editori e librai). L’organizzazione è curata dalla Libreria Modusvivendi, :duepunti edizioni, Gli amici di Oblomov e Nzocchè.